Cos’è la sindrome da alienazione genitoriale?

14, agosto 2017 in Psicologia 479 Condivisi

La sindrome da alienazione genitoriale (PAS) fu teorizzata da Richard Gardner nel 1985. È riconosciuta come un disturbo che si attiva principalmente in caso di disputa legale per la custodia dei figli minorenni.

La principale manifestazione della sindrome da alienazione genitoriale è la denigrazione di un figlio nei confronti di uno dei due genitori. I figli difficilmente considerano cattive persone chi li ama e si occupa di loro.

Il sintomo più evidente di questo disturbo, dunque, è il rifiuto più o meno marcato di uno dei due genitori dopo una separazione conflittuale. In ambito legale, la PAS diventa una sindrome giuridico-familiare che coinvolge giudici ed avvocati.

Nella sindrome da alienazione genitoriale, il genitore “cattivo” è odiato e offeso verbalmente, mentre il genitore “buono” è amato e idealizzato. Secondo Gardner, questo disturbo è il risultato dell’indottrinamento di un genitore “programmatore” (“genitore alienante”) e il contributo stesso del figlio nel disprezzare l’altro genitore (“genitore alienato”).

Nessuna organizzazione scientifica, come ad esempio l’Organizzazione Mondiale della Sanità o l’American Pychological Association, riconosce la sindrome da alienazione genitoriale. In Spagna, il Consiglio Generale del Potere Giudiziario non l’accetta come argomentazione valida in una causa legale, anche se sono i giudizi ad avere l’ultima parola.

Da cosa dipende la sindrome da alienazione genitoriale?

Sono diversi i motivi che spingono il genitore alienante ad allontanare i figli dall’altro genitore. I più comuni sono: incapacità di accettare la fine della relazione, tentativo di portare avanti la relazione attraverso il conflitto, desiderio di vendetta, paura del dolore, autoprotezione, senso di colpa, paura di perdere i figli o di perdere il proprio ruolo genitoriale, desiderio di controllo esclusivo dei figli in termini di potere e proprietà.
La sindrome da alienazione genitoriale può verificarsi quando uno dei due genitori non accetta la fine della relazione di coppia o vuole ottenere dei vantaggi economici dopo il divorzio.

Il genitore in questione è geloso dell’altro oppure punta ad ottenere dei benefici economici. Dal punto di vista individuale, si ipotizzano anche la presenza di una precedente situazione di abbandono, alienazione, abuso fisico o sessuale e perdita di identità. (Gardner 1996).

Sintomi della sindrome da alienazione genitoriale nei bambini

Gardner descrive una serie di “sintomi primari” solitamente manifestati dai bambini affetti da questa sindrome:
  • Assenza di colpa verso la crudeltà e lo sfruttamento del genitore alienato. I bambini mostrano totale indifferenza nei confronti del genitore odiato.
  • Tentativo di dimostrare che il genitore alienato è odioso, fonte di tutti i loro problemi.
  • Giustificazioni deboli, assurde o frivole del disprezzo verso il genitore. Il bambino ricorre ad argomentazioni irrazionali e spesso ridicole per non stare con il genitore alienato.
  • Assenza di ambiguità. Tutti i rapporti umani, compresi quelli genitori-figli, presentano un certo grado di ambiguità. In questo caso, i bambini non mostrano sentimenti contraddittori: un genitore è perfetto, l’altro no.
  • Fenomeno del “pensatore indipendente”. Molti bambini affermano con orgoglio di aver preso loro stessi la decisione di rifiutare uno dei due genitori. Negano qualsiasi forma di influenza da parte del genitore che invece accettano.
  • Di solito i bambini accettano incondizionatamente le accuse del genitore alienante verso quello alienato, anche quando è evidente che sta mentendo.
  • Argomentazioni prese in prestito. Spesso i bambini nelle loro argomentazioni usano parole o frasi che non fanno parte del loro linguaggio.
Nessun figlio deve essere considerato un traditore solo perché ama entrambi i genitori.
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Altri sintomi dell’alienazione genitoriale

Oltre ai sintomi individuati da Gardner, Waldron e Joanis ne suggeriscono altri:
  • Contraddizioni. I bambini sono contraddittori nelle loro dichiarazioni e nel racconto di episodi passati.
  • I bambini hanno informazioni inappropriate circa la rottura dei genitori e il relativo processo legale.
  • Manifestano una drammatica sensazione di bisogno e fragilità. Tutto sembra essere questione di vita o di morte.
  • I bambini manifestano un sentimento di restrizione nei confronti di chi può amarli e di chi possono amare.

La paura nei bambini affetti da sindrome da alienazione genitoriale

Un sintomo comune nei bambini con questo disturbo è proprio la paura. Possono, quindi, manifestare:

  • Paura dell’abbandono. Il genitore alienante alimenta il senso di colpa, ostenta dolore per la separazione dal figlio quando questi trascorre del tempo con il genitore alienato.
  • Paura del genitore amato. I bambini che assistono agli attacchi di ira e frustrazione da parte del genitore alienante tendono a dargli ragione. Entrano in panico quando sono loro stessi l’oggetto di questi attacchi, alimentando, così, la loro dipendenza psicologica. Giungono alla conclusione che il modo migliore per non essere la causa della rabbia del genitore alienante è stare dalla sua parte.

Tuttavia, non sono solo i figli ad avere paura. Anche i familiari del genitore alienante lo sostengono, il che rafforza la sua convinzione di essere nel giusto.

Quali strategie adotta il genitore alienante per allontanare il figlio dall’altro genitore?

Le tecniche per allontanare un figlio dal genitore alienato sono diverse, dalle più sfacciate alle più implicite. Il genitore “accettato” può semplicemente negare l’esistenza dell’altro o considerare il figlio come fragile e bisognoso di perenne protezione, rafforzando, dunque, la complicità e la fiducia tra loro.

Può anche accentuare le normali differenze con l’altro genitore in termini di buono/cattivo, giusto/sbagliato, generalizzare comportamenti sporadici e apetti negativi o mettere in mezzo i figli.

Un’altra strategia consiste nel i paragonare le esperienze, belle o brutte che siano, vissute con i due genitori, mettere in discussione il carattere o lo stile di vita dell’altro, raccontare al bambino la “verità” su fatti passati, guadagnarsi la sua simpatia, adottare il ruolo di vittima, alimentare la paura, l’ansia, il senso di colpa oppure intimidire o minacciare il bambino. Il genitore alienante, inoltre, può adottare una posizione estremamente indulgente o permissiva.

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