Sindrome del papavero alto: criticare chi emerge

17 settembre, 2020

Una delle più grandi contraddizioni degli uomini riguarda la difficoltà di apprezzare onestamente le virtù degli altri senza provare fastidio. Non si tratta di vera e propria invidia, ma della cosiddetta sindrome del papavero alto.

La sindrome del papavero alto descrive l’odio generato dalle persone che riescono a emergere in un determinato ambito. Quest’odio non è propriamente una forma di invidia, bensì è legato al fatto che il successo altrui mette in evidenza i propri limiti.

“Esiste una cosa molto più rara e fine del talento, cioè la capacità di riconoscere il talento altrui.”

Elbert Hubbard

Ecco perché questa sindrome prende il nome del “papavero alto”: secondo la logica, si tagliano i fiori che crescono più degli altri in modo da non far sfigurare quelli più bassi.

La leggenda della sindrome del papavero alto

Sembra che i primi riferimenti a questa sindrome risalgano ai libri di Erodoto e alle riflessioni di Aristotele. Ne parla anche un racconto di Livio sul tiranno “Tarquinio l’orgoglioso”.

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Statua di Aristotele

Secondo Erodoto, l’imperatore inviò un messaggero a Trasibulo per chiedergli consiglio su come mantenere un buon controllo sull’impero. Trasibulo iniziò a camminare nei campi e, ogni volta che trovava una spiga più alta delle altre, la tagliava e l’appoggiava a terra, senza dire mai una parola.

Quando il messaggero tornò dall’imperatore, gli riferì lo strano comportamento del consigliere. L’imperatore comprese il messaggio: doveva eliminare tutto ciò che stava al di sopra degli altri, ovvero tutti coloro che per qualche ragione risultavano migliori di altri, per evitare che il suo potere e la sua supremazia venissero messe in discussione.

La sindrome del papavero alto oggi

Chiaramente i tiranni non permettono che esistano figure superiori che possono scavalcare chi detiene il potere. Nell’ambito della politica è comune screditare chi sfida lo status quo o il sistema, ad esempio. Tuttavia, la sindrome del papavero alto si estende anche ad altri ambiti, non solo a quello politico.

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Persona che si distingue dagli altri

La società di oggi ci invita a emergere dalla massa, ma allo stesso tempo ci impone limiti molto precisi. L’idea è quella di aderire a determinati parametri di successo. Ad esempio, l’impiegato del mese non è necessariamente chi è cresciuto dal punto di vista lavorativo o ha acquisito nuovi clienti, bensì chi è riuscito a portare a termine gli obiettivi prefissati entro scadenze stabilite.

In questo caso nessun problema, non verrà tagliata la radice di quel fiore che è cresciuto più degli altri, perché ha soddisfatto le richieste del giardiniere. Se, invece, qualcuno riesce a emergere per diversi motivi considerati validi, probabilmente desterà sospetti e verrà escluso.

La sindrome del papavero alto e le sue conseguenze

La sindrome del papavero alto genera conseguenze su due dimensioni. La prima riguarda quanto abbiamo già evidenziato: esiste una tendenza, quasi naturale, a non permettere agli altri di emergere troppo perché questo genera insicurezza o minaccia. Chi emerge è oggetto di forti critiche, soggetto ad alte aspettative o screditato in termini di talento e successi raggiunti.

La seconda conseguenza di questa sindrome è il timore nelle persone in questione che, quindi, non vogliono emergere o distinguersi. Imparano, in maniera più implicita che esplicita, che essere al di sopra degli altri è fonte di pericolo. Pericolo di cosa? Di essere rifiutati, messi in discussione, criticati o addirittura ostracizzati.

Persona che teme di essere rimproverata sindrome del papavero alto

Per questo motivo molte persone si convincono che è bene non emergere in nessuna circostanza. Adottano un profilo basso come regola di vita e sono terrorizzati dall’opinione altrui. In un modo o nell’altro, finiscono per imparare a non sfidare le norme stabilite, ma questo è davvero un peccato, perché si rischiano di perdere capacità, talenti genuini e addirittura il successo.