Sindrome dell’accento straniero: cause e trattamento

22 Ottobre 2019
La comparsa della sindrome dell'accento straniero è un evento estremamente raro. Riuscite a immaginare di svegliarvi un giorno e parlare con l'accento di un altro paese? Nell'articolo di oggi approfondiremo questo insolito fenomeno.

Riuscite a immaginare di svegliarvi un giorno parlando la vostra lingua d’origine con un accento straniero? Se dovesse succedere, soffrireste di quella che gli scienziati definiscono sindrome dell’accento straniero.

Parliamo del fenomeno descritto dal neurologo francese Pierre Marie nel 1907. Riferito al caso di una parigina che, dopo aver avuto un ictus, iniziò a parlare con accento alsaziano.

La sindrome dell’accento straniero è un raro disturbo neurologico del linguaggio documentato in non più di venti studi specifici. In seguito a una lesione cerebrale, principalmente subcorticale, il linguaggio dell’individui acquisisce una strana cadenza per gli uditori nativi. E dato che il soggetto non riesce a evitare questo strano accento, oltre che per la brusca comparsa, tale disturbo può generare la sensazione di una perdita d’identità.

La sintomatologia può persistere per mesi o anni e scomparire spontaneamente o in modo progressivo; e in un minor numero di casi si verifica in forma breve anche in pazienti con disturbi psichiatrici, schizofrenia e disturbo di conversione. Molte delle persone con questa sindrome, inoltre, non si rendono conto del cambiamento e rimango sorprese quando glielo si fa notare.

«I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo.»

-Ludwig Wittgenstein-

Donna circondata da lettere

Sindrome dell’accento straniero: quali sono i sintomi?

Questa sindrome è caratterizzata da alcuni deficit:

  • Segmentale: una maggiore alterazione delle vocali rispetto alle consonanti, alterazione del tempo di pronuncia delle vocali (in alcuni pazienti è più corto, in altri ha una durata maggiore). Alterazioni ed errori nella pronuncia delle consonanti.
  • Prosodico: variazioni del ritmo e dell’intonazione nella pronuncia di parole e frasi, da sillaba a sillaba, nell’inserimento di vocali, nella transizione tra parola e parola. Inversione nel tono di una frase.

Le principali difficoltà sono:

  • Alterazione di elementi grammaticali, articolari e prosodici, senza manifestare difficoltà di comprensione ed espressione del linguaggio e senza deformazioni fonetiche.
  • Assenza di fluenza verbale come accade nell’afasia e aprassia. Tuttavia, a differenza di queste due alterazioni, l’emissione vocale del paziente non risulta patologica, ma solo strana.

Sebbene non vi siano prove di alterazione della funzionalità nella vita quotidiana, le implicazioni emotive di tale disturbo comportano conseguenze psicosociali avverse nella vita dei pazienti. Così come è riportato in diversi studi.

«Le lingue sono l’albero genealogico delle nazioni.»

-Samuel Johnson-

Le cause

La sindrome dell’accento straniero è un disturbo del linguaggio acquisito che altera la struttura della propria lingua madre, al punto tale che il paziente, i familiari e il terapeuta percepiscono una pronuncia diversa dalla lingua nativa.

Tra le principali eziologie correlate a tale sindrome troviamo gli accidenti cerebrovascolari, e i traumi cranio-cerebrali, che colpiscono le aree correlate alla produzione e all’espressione del linguaggio; oltre ad altre patologie come la sclerosi multipla, i tumori al cervello o l’anestesia, tra le altre cause.

La sindrome dell’accento straniero può persistere per mesi o anni e scomparire spontaneamente o in modo progressivo. Tuttavia, in alcuni soggetti il disturbo diventa cronico, richiedendo interventi di logopedia e terapie cognitive. Questa malattia, di fatto, può avere un forte impatto psicologico e ciò si deve principalmente all’impossibilità di recuperare la propria voce e in alcuni casi nemmeno di ricordarla.

«Tutti gli organi umani, prima o poi, si stancano, eccetto la lingua.»

-Konrad Adenauer-

Donna che impara a pronunciare

Trattamento per la sindrome dell’accento straniero

Fino ad oggi, il trattamento abituale in questi casi risiedeva nell’applicazione di terapie e tecniche linguistiche che consentivano ai soggetti colpiti di recuperare, se non del tutto, la dizione precedente alla comparsa della sindrome. Si fa anche uso di tecniche di riduzione dell’accento e viene insegnato come muovere le labbra e la mandibola nel modo più appropriato durante il discorso.

Nel 2010, alcuni scienziati dell’Università di Malaga hanno abbinato gli esercizi di riabilitazione con la prescrizione del donepezil, comunemente utilizzato nella cura dell’Alzheimer.

Grazie al trattamento congiunto, sono stati osservati segni di recupero “decisamente notevoli” in un paziente spagnolo affetto dalla malattia. Tra le altre tecniche utili troviamo quelle riguardanti il feedback acustico, come il mascheramento, il feedback acustico ritardato (DAF -Delayed Auditory Feedback) e il feedback acustico a frequenza alterata (FAF – Frequency-Shifting Auditory Feedback).

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https://www.webconsultas.com/curiosidades/sindrome-del-acento-extranjero

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