Sindrome di Cotard: sintomi e cause

· 3 Gennaio 2019
Vediamo cos'è la sindrome di Cotard e con quali sintomi si manifesta.

L’espressione “essere morti in vita” descrive quelle persone che perdono la speranza, che si sentono incapaci di esplorare nuovi orizzonti e di  trovare nuovi motivi per vivere. Si tratta di un modo di dire che ovviamente non riflette una situazione di morte fisica. Tuttavia, esiste una terribile malattia mentale che rappresenta letteralmente questa espressione. Stiamo parlando della sindrome di Cotard, conosciuta anche come delirio nichilista o di negazione.

La maggior parte delle persone che ne soffrono sono convinte di essere morte o in fase di decomposizione.

Vediamo più in dettaglio cosa è la sindrome di Cotard e con quali sintomi si manifesta.

La sindrome di Cotard

Quando parliamo di sindrome di Cotard, ci riferiamo a un disturbo mentale in cui il soggetto percepisce se stesso come inesistente, separato dalla realtà o persino morto.

Quando una persona affetta da sindrome di Cotard vede se stessa, si percepisce con un corpo estraneo, alienato o persino morto o in stato di decomposizione.

Uomo disperato

Una persona che soffre della sindrome di Cotard pensa che la propria mente e il proprio corpo si trovino su piani esistenziali totalmente diversi. Crede che il corpo si trovi in decomposizione, in una realtà sconosciuta, mentre il cervello dimora in una dimensione distinta, per cui il comportamento del soggetto in questione risulta strano e incostante.

A cosa è dovuta la sindrome di Cotard?

La sindrome di Cotard fu descritta per la prima volta sul finire del XIX secolo, dal neurologo francese Jules Cotard, che aveva in cura una donna convinta di trovarsi in una dimensione a metà tra il paradiso e l’inferno; per questo motivo, bisogni primari come mangiare e dormire, o in generale qualunque fatto terreno, non avevano per lei lo stesso significato.

La sindrome di Cotard è molto complessa a livello sintomatologico, ma anche per quanto riguarda le cause. Non sappiamo ancora quale sia la causa precisa, ma sappiamo che è associata al funzionamento cerebrale, ovvero al modo in cui il cervello elabora le informazioni, a una possibile dissociazione tra le aree del cervello destinate al riconoscimento facciale (giro fusiforme) e a quelle associate all’elaborazione delle emozioni (amigdala e sistema limbico).

Il soggetto affetto da questa sindrome è in grado di elaborare i dati che riceve dall’ambiente circostante in modo corretto, ma la risposta emotiva che genera non ha per lui né senso né significato.

Per quanto riguarda la sintomatologia più tipica, spicca la negazione dell’esistenza, ma possono anche presentarsi allucinazioni, ansia, depressione, deliri e incapacità a relazionarsi con gli altri. I deliri più comuni sono la convinzione di essere immortali, di essere rimasti senza sangue o di sentire vermi sottopelle, perché convinti di trovarsi in stato di putrefazione.

Sagoma di donna imprigionata

Alienazione dalla realtà

Chi è affetto dalla sindrome di Cotard vive totalmente alienato dalla realtà. Secondo gli esperti, per sperimentare una simile sensazione si dovrebbe rimanere in una camera con poca luce, con le mani davanti agli occhi.

In questo modo, percepiremo la sagoma delle mani e le riconosceremo come parte del nostro corpo, ma il buio potrebbe indurci a credere che non siano le nostre, sebbene tutti i dati ci dicano il contrario.

Un’altra caratteristica principale di questa sindrome è che la mente del paziente distorce quasi tutto quello che percepisce, sia le informazioni su se stesso che sull’ambiente circostante. A volte, dunque, prende decisioni come smettere di mangiare o di bere.

La sindrome fa vivere in un limbo in cui la propria coscienza percorre un piano esistenziale elevato, mentre il corpo è una carcassa svuotata che non ha nulla a che vedere con essa. Bisogna dire che esistono diversi livelli di manifestazione di questo disturbo.

Le conseguenze di questa sindrome possono essere molto gravi per chi ne soffre. La persona, infatti, smette di preoccupasi del proprio benessere. Si consiglia pertanto di rivolgersi a uno specialista che possa prescrivere la terapia più idonea.