Società dell’informazione

4 Marzo 2019
Spesso si sente parlare di società dell'informazione per indicare un contesto nel quale esiste una grande quantità di dati che vengono condivisi e scambiati.  

Per società dell’informazione spesso si intende l’ambiente in cui viviamo oggi. Un ecosistema decisamente condizionato dalle innovazioni tecnologiche che consentono una rapida circolazione delle informazioni. Se ci guardiamo attorno, appare evidente che, sia al lavoro che nel tempo libero lo sviluppo tecnologico, è presente nel modo in cui ci relazioniamo con gli altri e con l’ambiente.

Queste innovazioni tecnologiche sono principalmente legate alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione,diventate un pilastro fondamentale in tutti gli ambienti della nostra società, a partire dal campo educativo. In questo articolo vi spiegheremo cos’è e come funziona la società dell’informazione.

Le origini del termine

Il termine “società dell’informazione” non è affatto recente, anzi. Apparve nel corso degli anni ’80, parallelamente all’evoluzione dell’età industriale e lo sviluppo di internet. Il concetto è legato alla transizione da una società industriale a una società postindustriale o dell’informazione.

Dalle informazioni, gli esseri umani creano conoscenza, che viene sparsa e assorbita poter, a sua volta, creare ulteriore conoscenza. Si forma così una spirale di sviluppo ed evoluzione che porta a un possibile cambiamento nel termine, che può essere esteso a “società dell’informazione e della conoscenza”.Donna e uomo lavorano davanti al computer

I benefici della società dell’informazione

La società dell’informazione produce una serie di vantaggi culturali, sociali, economici e, soprattutto, libertà di espressione e comunicazione. L’esistenza di reti per la diffusione della conoscenza e la loro facilità di accesso mette a disposizione un gran numero di fonti di conoscenza su qualsiasi campo, suscita la nostra curiosità e stimola la continua domanda di nuove conoscenze.

Inoltre, la facilità di condivisione e distribuzione di qualsiasi contenuto e il trasferimento di attività che possono essere immediatamente globalizzate stanno producendo rivoluzioni e “terremoti” sociali di grande intensità e molto veloci. Il racconto quotidiano viene aggiornato in tempo reale con nuove notizie, soddisfacendo l’irrequietezza di un gran numero di persone e organizzazioni.

I limiti della società dell’informazione

Oltre alla sua prerogativa tecnologica, lo sviluppo della società dell’informazione dipende da un quadro giuridico e da una regolamentazione adeguata. Se questo contesto funziona, lo sviluppo di applicazioni e servizi produrrà un beneficio per la società. Tuttavia, se accade il contrario, la tecnologia servirà solo a generare contesti di impunità.

D’altra parte, questa società dell’informazione, in continua crescita e cambiamento, deve evitare le fratture sociali che possono derivare dal divario digitale. Qualsiasi strumento deve essere accompagnato da una formazione per gli utenti che, in qualche modo, finiranno per essere costretti a usare quel mezzo.

Possiamo osservare questo fenomeno, ad esempio, con l’aumento progressivo del numero di procedure che possono essere eseguite solamente online. Senza dimenticare che il divario digitale possiede un gran numero di varianti e limitazioni, per esempio di tipo economico, geografico, di genere, ecc.Diagramma di informazioni collegate

La società dell’informazione nella vita quotidiana

Fino a pochi anni fa, la società dell’informazione era semplicemente un concetto. Da allora, si è materializzato ed è diventato tremendamente reale. Oggi, questo tipo di società si è diffuso in tutte le aree della nostra vita, specialmente nei paesi sviluppati. Farne parte è praticamente un obbligo.

Nei paesi più sviluppati, questa forma di vita è così interiorizzata che passa inosservata, poiché le nuove generazioni nascono già inserite in un ambiente governato dalle innovazioni tecnologiche. Quindi, per loro, è molto difficile immaginare un mondo alternativo, diverso, senza tutti questi strumenti e dispositivi.

Il problema di questo mondo pieno di tecnologia risiede nella perdita di competenze sociali in un contesto tradizionale, offline. La maggior parte di ciò che oggi appare sugli schermi, prima era reale, tangibile. Pensiamo, per esempio, alla differenza tra chiedere informazioni a una guida turistica o semplicemente interrogare un assistente virtuale sul telefonino. Tutto ciò implica un cambiamento radicale anche nello stile di vita, nel linguaggio, nelle forme di comunicazione. Ed è accaduto tutto alla velocità della luce, interessando 2 o 3 generazioni appena.

In futuro la società dell’informazione e della conoscenza continuerà a svilupparsi e coinvolgerà sempre più persone. In linea di principio, questo futuro è promettente. La speranza è che possa favorire maggiori livelli di sostenibilità, prosperità e libertà. Insomma, creare e concedere possibilità a livello professionale e personale a chiunque.

Ciò richiede anche e soprattutto un impegno personale. La corretta evoluzione di questa nuova società dipende da noi e dal buon uso che facciamo delle tecnologie a nostra disposizione. L’obiettivo è che tutti contribuiscano alla costruzione di un futuro tecnologico basato sulla responsabilità e la consapevolezza.