Se starai male, io ci sarò

13 dicembre 2016 in Psicologia 540 Condivisi

Se starai male, io ci sarò, totalmente interessata: interessata a te. Non sparirò quando non avrai più bisogno di me, non ti ascolterò per dovere né tenderò la mano per ricevere qualcosa in cambio. Se starai male, non ti dirò quello che ti farebbe piacere sentire, bensì la verità.

Tutti noi abbiamo avuto un familiare o un amico che in un dato momento ha avuto bisogno di una spalla su cui piangere. Sembra facile fare da spalla, vero? Anzi, tendiamo a credere che sia più facile consolare che essere consolati. Eppure, spesso non lo facciamo nel modo migliore. Esistono errori in cui è facile incappare seppur senza esserne consapevoli, neanche quando le conseguenze pian piano cominciano ad affiorare.

Quando abbiamo fretta di aiutare gli altri a superare le loro difficoltà, forse quello che desideriamo davvero semplicemente è che smettano di lamentarsi.
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Ascoltare solo quello che vogliamo sentire, offrire supporto a metà, dare consigli che noi stessi non portiamo a termine… Tutto questo vi risulta familiare? Ebbene, molte volte crediamo di essere d’aiuto quando in realtà facciamo tutto il contrario. È arrivato il momento di aprire gli occhi.

Se starai male, ascolterò tutto quello che hai da dire

Anche se vorremmo essere d’aiuto agli altri, anche noi abbiamo i nostri problemi. Di conseguenza, spesso capita di non ascoltare davvero chi abbiamo di fronte. Talvolta pensiamo che ci sta dicendo una sciocchezza, dimostrandoci incapaci di capire davvero cosa sta vivendo e provando. È uno sbaglio. In questo modo, non saremo mai d’aiuto all’altra persona.

In simili situazioni, occorre fare ricorso a tutta l’empatia di cui si dispone. Mettetevi nei panni degli altri: vi piacerebbe essere ascoltati per davvero? Cosa vi piacerebbe sentirvi dire se foste al loro posto? Cosa vi sarebbe utile in circostanze del genere? Rispondendo a queste domande, troverete la soluzione per dare un supporto concreto e di valore alla persona che desiderate aiutare.

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Quando ascoltate, evitate di rispondere con parole e frasi di circostanza: quelle che ci escono dalle labbra quando non sappiamo bene cosa dire, ma abbiamo il terrore del silenzio. “Non preoccuparti”, “Tutto si risolverà”, “Starai di nuovo bene” sono formule tappabuchi per quando non si ha nulla di meglio da dire. Volete la verità? Se non sapete che dire, non è un problema. Limitatevi ad ascoltare, a fare domande.

Pronunciare consigli e parole di incitamento senza senso, seppur con le migliori intenzioni, non è per nulla efficace.
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Non sempre è necessario dire parole di incoraggiamento. Per manifestare il vostro supporto, basterà restare al fianco di quella persona, offrirle il vostro riparo, ascoltandola e sforzandovi di capire il suo problema, non necessariamente di risolverlo.

D’altra parte, talvolta non fare nulla significa non fare molto. Un semplice abbraccio può essere molto più confortante di qualche parola di facciata, detta senza crederci davvero. Le piccole azioni e l’ascolto valgono mille volte di più.

Anche se stai male, sarò sincero

Quando si aiuta un amico, è bene non dirgli come agire o come affrontare le cose. Se lo fate, commetterete un grande errore. Nella maggior parte dei casi può essere molto d’aiuto raccontare le proprie esperienze, in modo che l’altro senta di non essere l’unico ad aver affrontato una situazione di disagio. Quando lo fate, assicuratevi di essere sinceri con l’altro e con voi stessi.

Mettiamo, per esempio, che siate in compagnia di un’amica che sta affrontando grossi problemi nella sua relazione di coppia. Ha avuto un’infanzia difficile e tutto questo si ripercuote sulle sue relazioni. Il suo problema è la sua tendenza ad attaccarsi a qualcuno che “crede di amare”. Come potete aiutarla?

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Se avete vissuto una situazione simile potete renderle nota la vostra esperienza. Potreste anche darle qualche consiglio utile, elencandole i benefici dello stare sola, del passare un po’ di tempo senza un partner uscendo di più con gli amici, trovando in loro la felicità… Ma siete sicuri di essere coerenti con quello che dite?

Spesso le persone predicano bene, ma razzolano male: i loro consigli sono validi, ma loro stesse sono le prime a non metterli in pratica. Altre volte, quei consigli hanno un prezzo che la persona da consolare non può farsi carico. Se scegliete di dare un suggerimento, assicuratevi di non causare maggiore frustrazione nella persona che lo ascolta.

Quando ne avrai bisogno, smetterò di ascoltare solo le mie parole, dando ascolto solo alle tue
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Un’altra pratica più che mai negativa è quella di dire solo quello che vuole o ha bisogno di sentirsi dire la persona in questione. Sta passando un brutto momento, ma non risolverà la situazione se trova persone poche sincere. Sforzatevi di dire le cose come stanno e l’aiuterete davvero. Talvolta, una critica costruttiva è ciò che di più positivo possa esserci.

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Tirare su d’animo non è poi così facile, vero? Serve la propria disponibilità concreta, una grande capacità di attenzione e la possibilità di impegnarsi a lungo termine, dando il proprio supporto senza lasciare spazio alle bugie. Tutto questo potrà servire ad alleviare le pene o gettare un piccolo spiraglio di luce sulla situazione di chi, in questo momento, ha più che mai bisogno di voi.

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