5 saggi consigli che mio nonno ha seminato nel mio cuore

8 dicembre 2016 in Psicologia 273 Condivisi

Mio nonno era un uomo coraggioso, dall’anima umile e dallo sguardo impertinente. La sua pelle ruvida era il frutto di tanti anni di lavoro, ma la sua mano mi sembrava sempre morbida quando mi accompagnava a scuola. Sono molti i ricordi che porto nel cuore, soprattutto i suoi saggi consigli. E li rievoco ogni giorno.

Probabilmente le nostre generazioni erano molto diverse. Forse quando i nostri nonni hanno costruito le fondamenta della loro vita hanno conosciuto venti e voci diverse dalle nostre. Il nostro presente è segnato da stimoli diversi e nuove mode. Tuttavia, l’essenza rimane sempre la stessa. La saggezza dei nonni, sussurrata durante le passeggiate o davanti ad una tazza di cioccolata calda, continua ad essere un tesoro prezioso.

I nonni sono un porto sicuro emotivo e significativo a cui si torna sempre volentieri. Sappiamo che i consigli e le indicazioni dei nostri genitori costituiscono un “arsenale” di cui saremo sempre grati. Tuttavia, rievocare le conversazioni passate con i nostri nonni è come aprire una porta per far entrare un po’ di aria fresca che ci fa sempre bene. Perché siamo irrimediabilmente nostalgici.

Forse è perché i nonni non avevano l’obbligo esplicito di “educarci”, di darci delle regole. I nonni accompagnano e stimolano quelle scoperte che scatenano l’immediata risposta della mente di un bambino. Tutto questo spiega perché, pur guardando il mondo attraverso il parabrezza di un adulto, sentiamo il bisogno di dare un’occhiata allo specchietto retrovisore per tornare alle origini della nostra infanzia.

A seguire vi invitiamo a riflettere su alcuni consigli che di sicuro anche i vostri nonni vi hanno trasmesso in un determinato momento.

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1. Non sei migliore di nessuno, nessuno è migliore di te

Uno dei saggi consigli dei nonni è proprio quello di essere umili, nella mente e nel cuore. Hanno mediato molti dei nostri litigi con i nostri fratelli o le nostre sorelle. Ci hanno calmato ogni volta che ci siamo arrabbiati con qualcuno e, con voce paziente, ci hanno spinto a tranquillizzare il nostro ego negli anni in cui tutto ci sembrava ingiusto.

  • La loro voce paziente e le giuste parole trasformavano la rabbia in sorrisi. Solo allora ci rendevamo conto di come ci arrabbiassimo per niente e di come l’ira si spegnesse quasi per magia quando focalizzavamo l’attenzione su altre cose.
  • I nostri nonni ci hanno insegnato che i litigi non servono a risolvere i problemi. Credersi migliore di qualcuno in realtà significa essere meno di niente.
  • Ci hanno anche fatto capire che nessuno è migliore di noi e che le ingiustizie iniziano quando mettiamo da parte l’umiltà e ci facciamo trasportare dal vento dell’egoismo.

2. Erediterai la Terra: curala!

Quante serate abbiamo trascorso con i nostri nonni che ci hanno fatto scoprire per la prima volta i cicli della Terra!

Abbiamo percorso sentieri coperti di foglie in autunno e ci siamo addentrati nei boschi dove la rugiada mattutina ricopriva le foglie di felce in inverno. Abbiamo imparato che tra la semina e il raccolto serve pioggia, dedizione e pazienza. Che gli alberi vivono più delle persone e, invece di venerarli, continuiamo a tagliarli.

I nostri nonni ci hanno insegnato ad amare gli animali, a guardarli senza alterare il loto habitat, a capire che questo è un mondo che non ci appartiene. La Terra è solo un luogo di passaggio da vivere e rispettare come essere viventi.

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3. I libri sono un rifugio meraviglioso

Nessuno ama la lettura se gli viene imposta. Ci si avvicina ad un libro per curiosità, per piacere, per imitazione. Un consiglio prezioso che ci hanno trasmesso i nostri nonni è quello di divertirci in un oceano di lettere, di sognare con gli occhi aperti immersi nelle pagine di un libro.

Ci hanno spinto a fare il giro del mondo in 80 giorni, a conquistare isole misteriose e a diventare gli eroi di regni dimenticati con mongolfiere o sottomarini. I libri sono un lascito dei nostri nonni, piacevole come trovare una caramella sul tavolo. Ci hanno offerto un rifugio dove gli adulti non potevano disturbarci e in cui abbiamo avuto la possibilità di essere i custodi di un mondo privato e diventare Peter Pan.

4. Dopo un pianto, il mondo brilla molto di più

Magari non avremo con nessun altro la stessa complicità che avevamo con i nostri nonni e che ci permetteva di essere noi stessi. Mentre i nostri genitori ci incoraggiavano a “diventare grandi”, a mettere la testa a posto il prima possibile, noi cercavamo un rifugio dove sfogare paure, ansie e frustrazioni.

Gli adulti ci hanno fatto credere per molto tempo che piangere è una cosa da deboli. Dunque noi, sentendoci ancora molto bambini, nascondevamo le lacrime e la rabbia per paura di essere puniti. Di essere oggetto di scherno.

Tuttavia, i nostri nonni ci hanno sempre consolato nel migliore dei modi. Il loro “Non è successo niente, vedrai come brilla il mondo adesso” era sempre di grande aiuto. Sapevamo che potevamo farlo, che potevamo piangere senza che nessuno ci giudicasse, che dopo aver lasciato scorrere le lacrime, le cose assumevano un’altra prospettiva.

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5. Puoi raggiungere qualsiasi obiettivo ti prefiggi

Agli occhi dei nostri nonni, meritavamo di ottenere tutto ciò che desideravamo. Sono riusciti a darci sempre supporto, fiducia in noi stessi e coraggio. Ci hanno messo la polvere magica in tasca e un paio di ali sulle spalle per darci la spinta. Per darci quel coraggio inebriato di amore sincero che ha lasciato un segno nel nostro cuore e nella nostra mente.

Forse è per questo che quando arriviamo ad un bivio nella nostra vita ci vengono in mente i consigli dei nostri nonni. Ci ricordiamo di avere le ali. Anche se nessuno le vede, sono lì, basta solo mettere la mano in tasca perché la magia ci ricordi che niente è impossibile ed ecco che cominciamo a volare.

Immagini per gentile concessione di Catherine Razinkova.

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