Stephen Hawking: l’uomo delle stelle

· 3 settembre 2016

Stephen Hawking è probabilmente lo scienziato ancora in vita più famoso della nostra epoca. Il suo prestigio si può forse comparare solo a quello di Albert Einstein. La fama di cui gode si deve alle sue teorie riguardo l’origine dell’universo e le leggi della fisica in questo frangente.

Tuttavia, la sua reputazione deriva anche dal coraggio con cui lotta per avere la meglio sulla malattia da cui è affetto. Tale condizione non è stata un ostacolo nella vita molto impegnata di quest’uomo con così tanti limiti. Qualcuno pensa, anzi, che questa situazione sia proprio uno dei motivi che hanno spinto i mezzi di comunicazione a considerarlo una vera stella.

“Rivolgi il tuo viso verso il sole e non vedrai l’ombra”

(Helen Keller)

Uno dei suoi libri più celebri è “La grande storia del tempo”, divenuto un best-seller in poco tempo per aver venduto più di 10 milioni di copie; in seguito, è stato fatto anche un film. Hawking non è ammirevole solo per i suoi successi intellettuali, ma anche per averli raggiunti nonostante le gravi difficoltà che deve affrontare. Senza dubbio, il suo ascendente è il risultato della sua vulnerabilità, del suo coraggio e della sua genialità.

Hawking, una mente prodigiosa

Stephen Hawking nasce nel gennaio del 1942 a Londra, esattamente trecento anni dopo la morte di Galileo Galilei, aneddoto con cui egli scherza spesso. Appartiene a una famiglia eccentrica, secondo quanto afferma Edward, il suo fratello più minore. Il padre era un medico che passava la maggior parte del tempo in Africa, impegnato nella ricerca.

Hawking è solo un adolescente quando decide di studiare matematica e fisica; per questo si iscrive ad Oxford all’età di 17 anni. È molto popolare tra i suoi compagni grazie alla sua intelligenza e pare che non dedichi molto tempo allo studio. Gioca a bridget e ama fare delle regate con i suoi amici.

hawking e la madre

Dopo molti anni, durante i quali non mostra una particolare dedizione allo studio, ottiene buoni voti. Hawking a quel punto sceglie la scuola di Cambridge, la quale richiede una media eccellente. Durante il suo colloquio, si esprime in modo molto sincero: “Se prendo il massimo dei voti, vado a Cambridge; se prendo solo un buon voto, rimango ad Oxford. Spero proprio che mi diate il massimo”. E così fu.

Come scienziato, la sua carriera inizia più di 25 anni fa, proprio all’Università di Cambridge. È forse lo scienziato che si è applicato più di tutti per avvicinarci alla comprensione dell’universo. Il suo lavoro teorico a proposito dei buchi neri, i suoi progressi riguardo all’origine e alla natura dell’universo sono all’avanguardia e indubbiamente rivoluzionari.

Un modello da seguire

A 21 anni gli viene diagnosticata una malattia degenerativa, conosciuta con il nome di “malattia del motoneurone” o MND. Questo disagio lo confina per la maggior parte della sua vita in una sedia a rotelle; ma Hawking non permette che ciò rappresenti un ostacolo per il suo sviluppo scientifico. Di fatto, la malattia lo libera dai doveri della routine, permettendogli di dedicarsi interamente alla ricerca.

Hawking evita di parlare dei suoi problemi fisici e della sua vita personale. Vuole essere ricordato come scienziato, come scrittore, come divulgatore scientifico, come una persona alla pari di un’altra, con i suoi sogni, i suoi impulsi, i suoi desideri e le sue ambizioni, elementi che sostengono ogni individuo.

hawking e lavagna con formule

Al momento della diagnosi, gli viene anche detto che la malattia colpisce soprattutto le persone anziane, anche se lui è solo un ventenne. La malattia avanza molto rapidamente e i medici gli danno al massimo 2 anni di vita. L’uomo delle stelle entra dunque in una grave depressione e si dedica ad ascoltare sempre Wagner.

Con il passare degli anni, la salute di Hawking si stabilizza. Decide di sposarsi con Jane Wilde, con cui concepisce tre figli. Prosegue il suo lavoro di ricercatore, sovrapponendosi anche al devastante deterioramento fisico generato dalla malattia. Nel 1969 viene definitivamente relegato sulla sedia a rotelle, cosa che lo rende del tutto dipendente da un’altra persona.

Un uomo che supera se stesso

Nel 1979 viene scelto come professore lucasiano di matematica presso l’Università di Cambridge, ruolo che aveva assunto anche Isaac Newton a suo tempo. Dopodiché, viene sottoposto ad una tracheotomia d’urgenza e nel 1985 perde completamente la possibilità di parlare: il suo unico mezzo di comunicazione si riduce ad un sintetizzatore di voce adattato alla sua sedia a rotelle.

Un aneddoto che Hawking ci racconta con buon umore riguarda una sua visita al Vaticano: alla fine di un congresso di cosmologia svoltosi presso la Santa Sede, avevano un’udienza con il Papa. Questi manifestò il suo interesse per lo studio del Big Bang e la posteriore evoluzione dell’universo, sostenendo che si tratti di una creazione e di un’opera di Dio. universo

Hawking dice di essere stato felice che il Papa non avesse capito il suo discorso che trattava la questione che “lo spazio-tempo è finito, ma non ha limiti di nessun tipo”. In altre parole, aveva appena sostenuto che l’universo non avesse un principio e che non ci fosse stato nessun momento della creazione. Per questo motivo era contento che il Papa non avesse capito e dice: “Non avevo nessuna intenzione di condividere la sorte di Galileo Galilei”.