Stile di vita sedentario e perdita di memoria?

02 giugno, 2020
Sono sempre di più le persone che, nonostante pratichino attività fisica, nel resto del tempo conducono una vita sedentaria. Vi siete mai chiesti se ciò può avere delle conseguenze sulla salute? E sul cervello? Ne parliamo in questo articolo.

L’attività fisica ha dimostrato molteplici benefici per la salute generale e, in particolare, per la struttura e la funzionalità del cervello. Sebbene in misura minore, la ricerca scientifica è impegnata a indagare anche sulle conseguenze dello stile di vita sedentario. E sono molte le persone che, nonostante pratichino esercizio fisico, conducono una vita sedentaria per la gran parte della giornata.

Alcuni studi suggerisco che lo stile di vita sedentario potrebbe persino rappresentare un fattore di rischio nello sviluppo del declino cognitivo legato all’età.

Si stima che il 13% dei casi di Alzheimer nel mondo possa essere attribuito a uno stile di vita sedentario. In tal senso, ridurre del 25% tale stile di vita potrebbe prevenire oltre un milione di casi.

Donna che dorme sul divano

Qual è la relazione tra lo stile di vita sedentario e il declino cognitivo?

Il declino cognitivo produce l’atrofia di un’area cerebrale chiamata lobo temporale, coinvolta nei deficit di memoria e nella malattia di Alzheimer. In tal senso, diversi studi hanno rilevato che l’attività fisica influisce sullo stato di questa regione, in particolare sull’ippocampo.

Per funzionare in modo corretto, il cervello deve essere adeguatamente irrorato di sangue, così da promuove lo sviluppo di nuovi neuroni e ritardare il deterioramento cognitivo.

Al contrario dell’attività fisica, lo stile di vita sedentario altera i livelli della glicemia, riducendo pertanto il flusso sanguigno. Si è scoperto, di fatto, che esiste una relazione tra lo stile di vita sedentario e la riduzione della sostanza bianca.

Evidenze scientifiche

Un recente studio condotto dall’Università della California ha studiato gli effetti dello stile di vita sedentario sulle aree legate alla memoria. A tale scopo, gli scienziati si sono concentrati non solo sul tempo impegnato nell’attività fisica, ma anche sulle ore che un soggetto sano trascorre seduto.

Sono stati coinvolti 49 soggetti sani con un’età media di 60 anni. Dopo aver completato una serie di questionari sul grado di attività fisica e il tempo trascorso da seduti, sono stati sottoposti a una risonanza magnetica e ad alcuni esami neuropsicologici. Tramite questi, si è potuto osservare lo spessore della corteccia cerebrale e il rendimento di alcune funzioni cognitive come la memoria.

Si è scoperto che le abitudini sedentarie, ma non il livello di attività fisica, sono correlate a un assottigliamento della corteccia cerebrale in alcune aree. Nello specifico, ci riferiamo a quelle legate alla memoria.

Ciò suggerisce, pertanto, che lo stile di vita sedentario, molto più dell’esercizio fisico, compromette lo stato o le prestazioni di tali funzioni. Ne consegue che anche alti livelli di attività fisica non sono sufficienti a compensare gli effetti della sedentarietà.

Donna che corre

Cosa si può fare?

Nonostante i risultati appena esposti, la pratica dell’esercizio fisico è sempre raccomandabile. In tal senso, le evidenze scientifiche hanno dimostrato che migliora le prestazioni delle funzioni cognitive, la vascolarizzazione cerebrale e la neurogenesi.

Esistono inoltre molte altre attività che migliorano le prestazioni cognitive, come leggere, imparare le lingue, dedicarsi a giochi d’intelligenza e persino interagire con altre persone. Ad ogni modo, raccomandiamo di mantenere sempre uno stile di vita sano e attivo. Privilegiate gli spostamenti a piedi e optate per le scale piuttosto che per l’ascensore.

Adottando queste abitudini, non solo migliorerete le vostre abilità cognitive, ma vi sentirete meglio e gestirete più efficacemente il vostro tempo!