Super anziani contro il declino cognitivo

13 settembre, 2020
Avete mai sentito parlare dei super anziani? Sono anziani che mantengono intatta la loro memoria e sembrano avere il segreto contro il declino cognitivo. Ne parliamo in questo articolo.
 

Con l’avanzare dell’età, le nostre abilità cognitive iniziano a diminuire. Possiamo affermare, pertanto, che le capacità di ragionamento, la memoria e la velocità di elaborazione delle informazioni, che raggiungono le massime prestazioni in età adulta, sono influenzate dall’età. Ciononostante, una parte della popolazione anziana mostra un rendimento più elevato rispetto ai coetanei. Ci riferiamo ai cosiddetti super anziani.

Con questa definizione si indicano persone di età pari o superiore agli 80 anni la cui memoria è paragonabile a quella dei giovani di 25 o 30 anni (o addirittura di età inferiore). Questo fenomeno ha suscitato grande interesse nella comunità scientifica.

Queste persone hanno una vita molto attiva e non mostrano segni di stanchezza mentale. Si pensa, quindi, che possano avere un patrimonio genetico diverso dagli altri.

Coppia di persone anziane che fanno un giro in bicicletta in campagna.

Perché i super anziani sono speciali?

Possiamo dire che i super anziani sono persone speciali perché hanno capacità superiori rispetto a quelle che ci si aspetterebbe per la loro età. In questo senso, alcuni esperti fanno una distinzione tra super anziani fisici e super anziani cognitivi. I primi presentano eccezionali capacità fisiche, i secondi hanno un’ottima memoria, paragonabile a quella dei giovani adulti.

 

È più o meno chiaro, inoltre, che questa categoria è più resiliente di fronte alle avversità della vita. Ciò, inoltre, potrebbe dipendere da estroversione e minore nevrosi, aspetto tuttavia ancora oggetto di studio.

Queste caratteristiche porterebbero i super anziani ad affrontare le sfide in modo diverso, mostrando una certa inclinazione nei confronti di attività che migliorano le abilità cognitive. Per esempio, facendo esercizi fisici e mentali o altre attività stimolanti.

Non si sa esattamente a cosa si devano queste caratteristiche. I ricercatori di tutto il mondo stanno tentando di scoprirlo così da poter usare le nuove conoscenze e applicarle negli individui adulti. Finora, sappiamo cosa li differenzia e perché raggiungono tali prestazioni.

Super anziani: un cervello diverso

I ricercatori si sono concentrati soprattutto sullo studio del cervello di queste persone. Una delle scoperte riguarda la proteina betamiloide. Questa proteina, presente per natura nel cervello, può aggregarsi in placche che sembrano determinanti nella malattia di Alzheimer.

In questo senso, nei super anziani si è osservata una maggiore presenza di betamiloide e persino di placche. Nonostante ciò, le capacità cognitive e di memoria rimangono intatte.

Sembra, inoltre, che i super anziani abbiano più neuroni di Von Economo rispetto alla media dei loro coetanei. Questi neuroni sono speciali cellule che, apparentemente, sono servite durante l’evoluzione per soddisfare le esigenze di un cervello più grande. Durante il loro sviluppo, sono diventati la sede di emozioni, sensibilità e intelligenza emotiva.

 

Nei super anziani i ricercatori hanno trovato più neuroni di questo tipo in tre aree cerebrali: la corteccia insulare, la corteccia cingolata prefrontale e dorsolaterale e la corteccia cingolata anteriore. La corteccia cingolata anteriore, più spessa nei super anziani, è correlata alle funzioni esecutive, all’empatia e alla comunicazione.

Persone anziane che ridono e si divertono guardando delle foto sul telefono.

Comportamento sociale

Se prendiamo in considerazione le caratteristiche cerebrali che differenziano i super anziani, ci si aspetterebbe che presentino un comportamento sociale diverso rispetto ai coetanei. A tal proposito, uno studio dell’Università di Chicago, ha confrontato un gruppo di super anziani con dei coetanei su aspetti relativi alla personalità, al benessere e alla memoria.

Per quando riguarda il benessere generale, i livelli erano sostanzialmente simili. Nella scala delle relazioni positive, invece, i super anziani hanno ottenuto punteggi più alti, presentando una maggiore qualità e soddisfazione nelle loro relazioni. Questa scoperta si relaziona al maggiore sviluppo dei neuroni di Von Economo e della corteccia cingolata anteriore, che diventano punti chiave nella conservazione delle capacità mentali.

 

Ciò ha confermato che le attività sociali e le interazioni positive sono molto utili per la salute cognitiva. Questo è importante non solo da un punto di vista sociale, ma anche perché, quando interagiamo con gli altri, attiviamo l’intero cervello migliorando alcune abilità cognitive come la memoria, l’attenzione e il processo decisionale.

E allora, come possiamo diventare super anziani? Il segreto di questo potere non è stato ancora svelato. Quello che possiamo dire è che questo gruppo di individui presentano differenze genetiche. Ancora una volta la natura ci ricorda che per mantenersi in buona salute a lungo, il segreto è rimanere fisicamente, mentalmente e socialmente attivi.