Come superare la sindrome del nido vuoto

· 30 settembre 2015

Secondo le regole del ciclo della vita, è normale andare via di casa una volta raggiunta una certa età.

I figli crescono e, prima o poi, prendono la decisione di intraprendere una nuova strada, in totale autonomia. Nonostante sia un processo che fa parte della vita, il fatto di abbandonare il tetto paterno e materno talvolta può causare nei genitori quella che è conosciuta come “sindrome del nido vuoto”.

Cosa si può fare quando i figli vanno via di casa? Come si convive da soli con il proprio partner un’altra volta, dopo tanto tempo? Come si evita di sentirsi “vecchi”? Questi sono gli interrogativi che di solito accompagnano coloro che cominciano a sentirsi affetti dal “nido vuoto”, con riferimento a quanto succede con gli uccelli e la loro dimora.

La sindrome del nido vuoto si può dunque definire come l’insieme di pensieri e sentimenti negativi e nostalgici provati dai genitori quando i figli se ne vanno da casa; sentimenti che possono comprendere tristezza, la sensazione di incertezza o la perdita del senso della vita. I genitori si ritrovano d’un tratto soli, dopo essersi presi cura dei propri figli per un lungo periodo di tempo.

Tuttavia, è normale che questi sentimenti si presentino per un periodo di tempo passeggero. Il problema insorge quando queste sensazioni si protraggono e si solidificano nel tempo, insieme all’incapacità di adattarsi alla nuova situazione familiare. Il tutto non è facilitato dal presentarsi di altri fattori quali la maggior consapevolezza dell’arrivo della “terza età”, la menopausa o andropausa e le reminiscenze continue.

In questi casi, risulta opportuno fare una distinzione tra quello che i genitori provano quando i figli lasciano casa, e ciò che succede loro in relazione al matrimonio.

Tutto questo non significa che i genitori siano persone cattive o non siano felici se i figli diventano indipendenti e si sposano; a volte è semplicemente difficile per loro dover affrontare una casa vuota oltre a tutti i cambiamenti della routine giornaliera.

D’altronde, se si considera che l’età media in cui i ragazzi lasciano casa per formare una nuova famiglia ed ottenere l’indipendenza si aggira intorno ai 30, ciò significa che la coppia dei genitori si ritrova da sola dopo ben tre decadi (nel caso che non si siano lasciati prima). Secondo un detto popolare, sarà passata parecchia acqua sotto i ponti.

Avrà dunque luogo una riscoperta della coppia, un tornare a vivere un’epoca passata da tanti anni ormai e forse dimenticata, oppure, in alcuni casi, un confronto con una nuova tappa tutta da scoprire. Potrebbe trattarsi della soluzione o dell’incentivo per la rinascita dei sentimenti, poiché si è molto più maturi rispetto all’inizio della storia, quando i figli non erano ancora nati.

Ricominciare una nuova routine in assenza dei figli è dunque un compito che vale la pena fare con allegria, senza provare tristezza o nostalgia. All’inizio sarà sicuramente difficile, ma così è la “legge della vita”. Del resto, i genitori stessi sono stati, ai loro tempi, quei figli che lasciarono la casa materna andando a vivere da soli.

Il cordone ombelicale viene tagliato quando il bebè nasce, ma esistono altri legami che ci legano e che sono ancora più forti. L’usanza di trattare i figli come se fossero eterni bambini, per esempio, rende le cose molto più difficili al momento del trasferimento.

Come sopportare la sindrome del nido vuoto?

Qui di seguito vi presenteremo alcuni consigli che potranno esservi d’aiuto per superare la sindrome del nido vuoto.

Guardate la situazione da un’altra prospettiva: Invece di concentrarvi sugli aspetti negativi del caso, cercate quelli positivi. Provate per esempio a pensare al benessere dei vostri figli; se loro stanno bene, anche voi dovreste sentirvi così.

Rafforzate la relazione con il/la vostro/a compagno/a: E’ il momento di rafforzare la coppia con quelle attività che avevate sempre rimandato, riscoprendovi e ricominciando a fare cose insieme.

Esprimete ad alta voce quello che provate: E’ sempre importante dare voce a come ci si sente, e talvolta aprirsi con le persone che amiamo può aiutarci a superare ogni difficoltà.

Realizzate le cose che vi rendono felici: A volte posticipiamo le attività che ci piacciono a causa delle esigenze di tutti i giorni. Forse questa è proprio l’occasione buona per realizzarle. Vi sarà d’aiuto sia come distrazione, che a farvi capire che la vita va avanti.

Migliorate le relazioni con i vostri figli: Succede che il fatto che i figli lascino la casa, favorisca una comunicazione migliore rispetto a prima.

È sempre importante ricordare che le relazioni con i figli non terminano quando loro se ne vanno di casa, ma che si limiteranno a svilupparsi in modo diverso. Come in qualsiasi altra relazione, bisognerà costruirla e fomentarla di continuo, affinché continui a crescere.