Verità sull’amore

· 7 settembre 2015

“Colui che impara e non mette in pratica quel che sa

È come colui che ara senza mai seminare”

Platone

L’idealizzazione dell’amore è presente nelle opere di poeti, pittori e musicisti da molti secoli. È così che si è arrivati a costruire una serie di miti che sono ancora in circolazione e, soprattutto, a cui molti credono ancora, senza chiedersi se sono veri oppure no.

Le persone tendono a costruire aspettative troppo elevate; in questo modo, nessuna realtà è all’altezza dei loro sogni. Per questo, vengono deluse dalla realtà e hanno difficoltà a costruire legami genuini d’amore con gli altri.

Ora parleremo di alcuni miti e credenze a proposito del romanticismo e dell’amore.

L’amore come totalità

L’amore idealizzato dal romanticismo si trasforma nel centro dell’universo personale. È l’apice del Bene e il punto verso cui conducono tutti i cammini della vita; rappresenta la redenzione, la salvezza e il culmine di tutti i desideri.

È frequente pensare che si sarà felici solo se si trova un partner. Si dice anche che l’amore richiede molti sacrifici e rinunce, se si vuole mantenere la relazione a tutti i costi. Bisogna essere impegnati nella coppia con tutti sé stessi, non ci possono essere segreti né limiti.

La realtà ci dimostra altro: offrirsi in modo assoluto e far girare tutta la propria vita attorno al partner è più una neurosi che una storia d’amore.

L’essere umano è formato da varie dimensioni e non possono essere tutte condivise con il partner. Ci sono molte situazioni e persone nella vita che ci regalano momenti di felicità, non è solo l’amore romantico a farlo.

Ci sono sfere personali, spazi che ci piace ritagliare per noi stessi. Fanno parte del nostro processo di autoconoscenza, di esplorazione individuale. Non è affatto ingiusto non condividerle con il proprio compagno; non si tratta di egoismo, bensì di un meccanismo per preservare la nostra individualità.

Il mito del possesso dell’altro

Questo mito comprende una serie di idee in cui si manifesta la credenza che l’amore di coppia è una totalità omogenea in cui non c’è spazio per l’individualità. Si sostiene che l’amore vero deve necessariamente condurre al matrimonio o a una convivenza duratura.

Si dice che la gelosia è un sentimento assolutamente legittimo. C’è persino chi afferma che è uno dei segnali più palesi dell’amore (“se ti ama, è geloso di te”). L’infedeltà, invece, equivale a una tragedia, è considerata la prova decisiva della mancanza d’amore, un ostacolo insormontabile, un’offesa mortale.

Anche in questo caso, la realtà insegna che le cose non sono esattamente come sostengono i romantici: non c’è modo di garantire che un amore vero culminerà in un’unione stabile e indistruttibile nonostante il passare degli anni. L’amore non è un sentimento statico; quotidianamente, vediamo matrimoni che si mantengono in piedi senza amore e relazioni che si rompono anche se c’è un forte sentimento in entrambe le parti.

Sappiamo anche che l’infedeltà esiste e che ha luogo persino in relazioni tra persone molto innamorate. Essa non dipende esclusivamente dalla mancanza d’amore: spesso, è più legata alle insicurezze e ai vuoti personali che ai problemi della relazione.

Molto probabilmente, saremmo molto più felici se smettessimo di credere a questi miti sul romanticismo. In questo modo, cesseremo di desiderare cose che non esistono e potremo goderci al meglio ciò che l’amore ci può dare.

Immagine per gentile concessione di Elena Dijour