Tango emotivo: un bellissimo ballo che sentiamo sulla pelle

· 16 novembre 2017

Essere felici accanto a qualcuno vuol dire prendere parte a un tango emotivo durante la quale si ha la sensazione che il tempo si sia fermato anche se le lancette dell’orologio continuano a muoversi. Non significa che non ci siano giorni brutti o giorni belli, ma i momenti in compagnia delle persone che per noi contano ci aiutano a ricaricare la batteria di energia vitale.

I loro abbracci hanno un sapore dolce e il cuore batte con tenerezza quando pensiamo ai momenti passati insieme. Ci sono persone che lasciano il segno sulla pelle e nel cuore. Sono connessioni che ci legano ancora di più alla vita e ci fanno sentire vivi, amati e importanti.

Se ci circondiamo di persone che sono per noi un punto di riferimento, aumenta la nostra empatia, cioè quella sensibilità che ci consente di comprendere i nostri stati d’animo e quelli degli altri, così come la realtà in cui viviamo. L’empatia comincia a svilupparsi in maniera individuale per poi dare luogo a un tango emotivo condiviso. Approfondiamo insieme l’argomento.

Ragazza con gli occhi chiusi che sorride

L’empatia si sviluppa in prima persona

In genere l’empatia all’inizio risponde al bisogno di una persona di conoscere se stessa, di diventare consapevole delle proprie emozioni e di sviluppare l’abilità dell’autocontrollo.

Questo vuol dire che, oltre a renderci conto delle emozioni che proviamo in prima persona in una determinata situazione, sappiamo controllarle ed evitare di farci sopraffare. Se vogliamo empatizzare con gli altri non possiamo farci bloccare dai nostri stati d’animo.

Il celebre psichiatra Sigmund Freud affermò che “nessun mortale sa mantenere un segreto: se le sue labbra sono serrate parlerà con la punta delle dita, il suo tradirsi trasuderà da ogni poro“.

Saper identificare i segnali emotivi che denotano lealtà e affetto sincero è un dono che si sviluppa a partire dalle esperienze sociali più significative.

Come ha detto lo psicologo Daniel Goleman, potremmo intendere l’empatia come il nostro radar sociale. Questo processo di connessione con le esperienze interiori degli altri ci consente di non vivere i nostri rapporti in maniera automatica e di evitare, quindi, gli stereotipi.

Amiche che bevono il tè

Il tango emotivo biologico tra due persone che provano empatia

Il processo di connessione tra le persone è stato studiato dallo psicologo Robert Levenson dell’Università della California. Le coppie che hanno preso parte al suo esperimento dovevano stabilire due tipi di conversazioni: una di tono neutro (come va la giornata?) e una che prevedesse qualche discrepanza tra di loro.

Nel frattempo, Levenson e il suo staff studiavano diversi indici, come il ritmo cardiaco o l’espressione del volto. Quando i partecipanti erano empatici tra di loro, il corpo di uno imitava quello dell’altro, i battiti del cuore andavano allo stesso ritmo e le espressioni facciali stabilivano una sorta di danza che ne sottolineava l’interazione.

In altre parole, in situazioni di vera empatia si balla un tango emotivo biologico che prende il nome di “entrainment”. Questa sincronizzazione è fondamentale perché le nostre relazioni sociali abbiano successo.

Vi invitiamo a leggere anche: Empatia: quali sono le caratteristiche di chi la possiede?

FIdanzati che cantano

È davvero un grande regalo avere accanto tutti i giorni le persone su cui possiamo contare, che ci comprendono e che noi stessi comprendiamo. Tuttavia, alla luce di quanto detto finora, non possiamo dimenticare che l’empatia comincia da noi stessi con l’esplorazione delle nostre emozioni.

Danzare emotivamente con una persona è sicuramente un punto di forza per tutti noi. Sviluppiamo questa sensazione in base alla memoria della nostra pelle; l’epidermide, infatti, è lo strato più profondo del nostro substrato emotivo. Se qualcuno ha raggiunto questo strato, significa che è arrivato nella nostra vita per rimanere.