7 tecniche psicologiche che ci aiutano a perdere peso

· 28 giugno 2017

Il peso è motivo di preoccupazione per una moltitudine di persone. La nostra società si è incaricata di divinizzare l’aspetto fisico e di renderlo un valore personale quando, in realtà, non lo è, dato che non possiamo dimostrare che nessuno sia superiore né inferiore a qualcun altro per il semplice fatto di avere un fisico più o meno aggraziato.

La costante preoccupazione di rientrare nei canoni stabiliti e, così, di ottenere l’approvazione di chi ci circonda è in parte la responsabile di un vasto numero di disturbi psicologici che ruotano attorno ad una figura ideale, come l’anoressia e la bulimia.

Come in tutte le cose, però, c’è un’altra faccia della moneta. Anche se idealizzare il fisico e la silhouette e ossessionarsi di perdere peso non è la strada giusta, nemmeno abbandonare il nostro corpo e smettere di prenderci cura di noi è l’opzione migliore.

Il sovrappeso nasconde quasi sempre una base emotiva ed è in questi casi che il cibo vuole essere il cerotto che copra momentaneamente i problemi che non sappiamo gestire in altro modo. Per questo, è necessario integrare tecniche cognitive, emozionali e comportamentali che ci aiutino ad auto-controllarci.

Dimenticate le “diete miracolose”, perché quasi sempre si rivelano una truffa e con esse si spendono solo soldi e ci si demoralizza rendendosi conto di non aver ottenuto alcun risultato o possono anche rappresentare un pericolo per la salute.

L’unica via che esiste per perdere peso è seguire una dieta individualizzata ed elaborata da un professionista, accompagnata da una buona quantità di attività fisica. La cosa più semplice, ma più complicata al tempo stesso. Volete sapere come riuscirci? Stiate certi che la psicologia potrà esservi d’aiuto in questo percorso.

Perdere peso con la psicologia

La psicologia è una disciplina che può offrirci numerose tecniche volte ad ottenere un maggiore controllo dei nostri impulsi. Il sovrappeso molte volte è conseguenza di un modo di agire impulsivo che ci porta a saccheggiare la dispensa oppure dell’assenza di un’adeguata organizzazione che ci permetta di fare sport con frequenza. Vedendo che il nostro peso aumenta, inoltre, è normale risentirne da un punto di vista emotivo, cosa che ci porta ad abbandonarci ancora di più al nostro destino, ai nostri impulsi.

Per interrompere questo circolo, il primo passo è essere preparati all’azione, ovvero avere chiaro di voler cambiare e di essere disposti ad impiegare tutte le proprie energie per riuscirci. Non sarà facile, per nulla, ma vi sentirete enormemente realizzati se raggiungerete il vostro obiettivo.

Piatti più piccoli

Molte volte mangiamo e mangiamo finché non finiamo il piatto semplicemente perché è pieno, ma magari non abbiamo nemmeno fame. Sembra ovvio, ma se si vuole perdere peso, bisogna mettere da parte i piatti enormi che spesso abbiamo in cucina e comprare piatti più piccoli. In questo modo, potrete servire solo la quantità di cibo che si adatti al recipiente e non oltre.

Potreste fare il bis; tuttavia, dover tornare in cucina, servirvi di nuovo e mangiare un secondo piatto vi farà desistere.

Fare la spesa con lo stomaco pieno

Se andate al supermercato e fate la spesa mentre avete fame, probabilmente finirete col comprare cibo ipercalorico, come pasticceria industriale, cioccolato, etc. È meglio fare la spesa subito dopo aver mangiato in modo che sia il cervello, e non lo stomaco, a guidarci. Allo stesso modo, se eviteremo di tenere in casa questi alimenti, sarà molto più facile non cadere in tentazione.

No alle diete ipocaloriche

Anche se si sconsiglia di assumere alimenti ipercalorici, non bisogna nemmeno optare per una dieta povera di calorie con cui patire la fame. Se non vi saziate dopo i pasti, ci sono alte probabilità di spizzicare di continuo e, quasi sicuramente, con cibi ipercalorici. Mangiate, dunque, in modo sano, ma saziandovi.

Tolleranza delle emozioni

Il cibo molte volte è un coperchio delle nostre emozioni negative. Rappresenta un rinforzo negativo e positivo, che ci porta al frigorifero o alla dispensa quando stiamo male. In questo modo, l’emozione diminuisce e stiamo meglio.

Il problema è che questo miglioramento dura solo un momento, per poi passare al senso di colpa. Bisogna, dunque, imparare a tollerare le emozioni, ad abbracciarle come parte di noi e non cercare di fuggire da esse passandole allo stomaco e dirigendole con colpa.

Fare sei pasti al giorno

L’idea è non restare affamati e rimpinzarci in un secondo momento. Come abbiamo detto, così come non bisogna seguire una dieta ipercalorica, non bisogna nemmeno mangiare poco, dato che ciò ci porta a spizzicare tra un pasto e l’altro. Per evitarlo, è meglio fare sei pasti ben pensati in modo che non vi siano buchi durante i quali potremmo avere fame e possano apparire le tentazioni.

Non ci sono alimenti vietati

Tutto quello che è vietato finisce per diventare desiderabile, dunque non dobbiamo vietarci nessun alimento. Questo non vuol dire che possiamo mangiarli tutte le volte che ne abbiamo voglia, ma permetterci di assumerli almeno una volta alla settimana. Ci toglieremo lo sfizio e, quindi, l’alimento perderà di appetibilità.

Pensieri razionali sul cibo

Molti degli alimenti che piacciono di più al nostro palato e al nostro cervello sono i meno sani. Una buona strategia consiste nel mantenere con noi stessi un dialogo interno razionale sugli alimenti che selezioniamo per il consumo.

Ad esempio, se vogliamo mangiare un panino con insaccati, possiamo mandare al nostro cervello il messaggio è un alimento poco sano, fatto di resti di carne di scarsa qualità, mischiati a zucchero, che possono apportarci solo un piacere momentaneo. Avete ancora voglia di mangiarlo?

Insieme a queste strategie, non deve mai mancare l’attività fisica giornaliera, una corretta idratazione, una cerchia sociale di qualità ed affrontare i problemi con integrità cercando soluzioni funzionali. Se siamo capaci di integrare queste tecniche alla nostra vita quotidiana, quello che oggi ci sembra molto difficile finirà per divenire un’abitudine prima di quanto pensiamo.