Tipi di vergogna e come ci influenzano

30 maggio, 2020
Esistono diversi tipi di vergogna, che hanno in comune le stesse conseguenze fisiologiche, ma differiscono nell'elaborazione cognitiva e nelle circostanze che le producono. In questo articolo, proponiamo di parlare di vergogna... senza vergogna.

Di recente l’acclamato psicoanalista americano Joseph Burgo ha proposto la definizione di 4 tipi di vergogna che considera fondamentali. Secondo questo specialista, oggi le persone sono più preparate a parlare di ciò che provoca in loro vergogna; ci spiega dunque come crede che ognuna di queste varianti possa influenzarci.

Nel suo libro pubblicato l’anno scorso, Burgo presenta quattro paradigmi da cui partire per studiare questa sensazione. Tuttavia, prima di iniziare con le differenze, diciamo che esiste un quadro dettagliato comune relativo alle diverse manifestazioni della vergogna:

  • Arrossamento del viso, del collo o del torace.
  • Comportamenti o pensieri di fuga e/o evasione.
  • Bisogno di andare via o cambiare luogo.
  • Difficoltà a guardare negli occhi l’altra persona.
  • Confusione mentale transitoria
  • Ecc.

Ma quello che gli esperti in questo stato psicofisico pensano e capiscono della vergogna tende a differire dal concetto condiviso da molte persone.

Donna che si copre il viso per la vergogna

Molte persone hanno una concezione molto negativa della vergogna. Tuttavia, gli autori di questo studio scientifico sui diversi tipi di vergogna la interpretano come una sensazione più complessa e con conseguenze più moderate, meno disastrose.

In un modo o nell’altro, la vergogna è un aspetto relativamente frequente, e difficile da evitare, della nostra vita quotidiana. Quel grado di tossicità che di solito le attribuiamo potrebbe non essere reale. In effetti, Burgo propone nel suo libro – basato sulle sue osservazioni cliniche di oltre 35 anni – una sorprendente relazione tra vergogna e autostima.

Sostiene che le lezioni che possono derivare dall’interazione con i nostri stati di vergogna avrebbero un impatto psicologico più solido rispetto all’inibizione prodotta da tale emozione. Il messaggio che questo autore ci offre è ottimista e demistificante.

In genere sono poche le occasioni in cui ci fermiamo ad ascoltare e ad avviare un dialogo proficuo con i nostri stati di vergogna. D’altra parte, spesso i diversi tipi di vergogna a cui siamo esposti sono così repulsivi, che tendiamo a mascherarli in condizioni come:

  • Dipendenze.
  • Perfezionismo.
  • Pena per se stessi.
  • Promiscuità.
  • Narcisismo.
  • Ecc.

“A colui che si trova nel bisogno non conviene provare vergogna.”

-Omero-

Tipi di vergogna e la loro influenza

Uno dei motivi per cui oggi è più facile trattare il problema della vergogna nella ricerca e nella psicologia clinica è perché, in generale, le persone tendono ad averne meno paura; la riluttanza a parlare di ciò che ci fa vergognare è un po’ meno marcata nella società di oggi.

La vergogna influenza innumerevoli tratti della personalità e meccanismi di difesa psicologica.

In un contesto sociale in cui siamo incoraggiati a mostrare la nostra vera immagine, amare noi stessi e vivere in armonia con le nostre qualità e con i contenuti della nostra mente, siamo più preparati a guardarci dentro e condividere ciò che può provocare vergogna. La psicologia positiva, così diffusa oggi, è un chiaro esempio di impulso all’accettazione ottimistica dei nostri tratti meno desiderabili.

Per Burgo, scendere a patti con la vergogna, in qualsiasi delle sue forme, è un’occupazione quotidiana; un meccanismo psicologico che, come tanti altri, si svolge durante la vita di tutti i giorni. Affrontarla fa dunque parte di un fenomeno naturale e accettabile. La proposta di questo autore è che, in generale, si possono distinguere 4 tipi di vergogna:

1. L’amore non corrisposto

È sufficiente amare qualcuno e scoprire che l’amore non era ricambiato, essere stati respinti o abbandonati dalla persona amata per farsi un’idea precisa della vergogna generata da queste situazioni. In alcuni casi, tale sensazione si tramuta persino in umiliazione.

Iniziamo a provare questo tipo di vergogna già nei primi anni di vita; quei bambini che non provocano nelle loro madri le reazioni affettive desiderate dopo innumerevoli richiami di attenzione provano una sensazione molto simile a questa vergogna causata dall’amore unilaterale.

Nella pratica psicologica, si osserva che le persone che sono state allevate da madri che non hanno raggiunto un livello sufficiente di empatia nel legame madre-figlio presentano un’afflizione strutturale che potrebbe essere assimilata a una specie di vergogna di base. Questa situazione può condizionare negativamente il normale sviluppo dell’individuo.

I libri che il mondo chiama immorali sono i libri che mostrano al mondo la sua vergogna.

-Oscar Wilde-

Donna con la testa abbassata per la vergogna

2. Esposizione indesiderata

È il tipo di vergogna a cui in genere si fa riferimento durante una conversazione informale. Sono molti gli episodi quotidiani, più o meno comuni, collegati a esso, come essere richiamati o sminuiti in pubblico o che qualcuno entri nella stanza mentre si è nudi.

A causa della sua frequenza e della relativa mancanza di gravità, questo tipo di vergogna è transitorio e poco rilevante per il benessere psicologico dell’individuo. Tuttavia, a seconda della predisposizione della persona e dell’intensità dell’emozione vissuta, in alcuni casi potrebbe acquisire la rilevanza o essere associata a un trauma.

4. Mancato rispetto delle aspettative o delusione

In questo gruppo rientrano le manifestazioni di vergogna che scaturiscono dopo aver tentato di raggiungere un obiettivo, ma si ha fallito. Crollano le aspettative personali o che avevano riposto in noi altre persone.

Per quanto riguarda la gravità e le potenziali ripercussioni, sono simili a quelle del tipo precedente. Alcuni esempi quotidiani che potrebbero riferirsi a questo senso di vergogna sono:

  • Non realizzare la proiezione professionale prevista.
  • La fine di una relazione di amicizia.
  • Il fallimento di una relazione.

5. Esclusione o emarginazione

Quasi tutti noi siamo molto interessati, per via della nostra condizione di esseri sociali, a inserirci e sviluppare un sentimento di appartenenza al gruppo. Questo principio è applicabile a quasi tutti i settori vitali della persona: lavoro, relazioni sentimentali, amicizie, ecc. Tuttavia, ci sono momenti in cui questo senso di appartenenza può essere minacciato.

In questi casi, una buona autostima e la capacità di fare le giuste riflessioni servono come difesa contro l’influenza negativa di questo tipo di vergogna. Parliamo di riflessioni del tipo “I miei amici oggi non mi hanno invitato al barbecue perché, con il mio lavoro impegnativo, probabilmente avranno pensato che ero occupato e non volevano disturbarmi. Non perché non vogliono stare con me».

Ragazzo seduto in un locale a riflettere

Conclusione sui diversi tipi di vergogna

La vergogna può essere estenuante ed esasperante, tanto che, in alcuni casi, può essere un elemento determinante del nostro equilibrio emotivo e dello sviluppo della nostra personalità. Alcuni tratti della personalità, di fatto, sono considerati disadattivi, come il narcisismo o le tendenze autodistruttive, in genere associati al mancato sviluppo di meccanismi di confronto con la vergogna.

Dire “no” a un bambino può generare in lui una forma molto lieve di vergogna, poiché tende a interromperne i naturali impulsi esplorativi. Ma questo tipo di vergogna di norma non dura a lungo e non ha sequele a lungo termine.

È più vergognoso diffidare dei propri amici che esserne ingannato.

–François de La Rochefoucauld-

A meno che non ci troviamo di fronte a una persona la cui infanzia è stata tormentata da abusi, abbandono o traumi, i piccoli “serbatoi” di vergogna che potrebbero essersi accumulati non dovrebbero implicare un effetto negativo permanente. Ogni genitore, pertanto, dovrebbero restare calmo di fronte all’imposizione di limiti ai propri figli. Un “no” non fa male.

Se una persona che è stata gravemente colpita dalla vergogna decide di cercare assistenza psicologica, cosa che consigliamo vivamente, il terapeuta dovrà avvicinarsi con particolare delicatezza e scoprirne, a poco a poco, le difese personali, dopo aver guadagnato la sua fiducia.

Costruire legami di fiducia richiede tempo e fatica, soprattutto per coloro che nutrono profondi sentimenti di vergogna e di umiliazione. Per questi individui, essere giudicati dagli altri può essere fonte di grande preoccupazione, anche quando si parla del giudizio del proprio terapeuta.

  • Burgo, J. (2018). Shame : Free yourself, find joy and build true self-esteem. Londres: Watkins Media.
  • Gilbert, P. (2002). Body Shame: Conceptualisation, research and treatment. Sussex: Brunner-Routledge.
  • Hutchinson, P. (2008). Shame and philosophy. Londres: Palgrave MacMillan.
  • Marina, A. (2017). Vergüenza, orgullo y humillación: contrapuntos emocionales en la experiencia de la migración laboral femenina. Estudios Sociológicos35(103), 65-89.