Tristi a Natale? L'altra faccia della medaglia

Alcune persone celebrano il Natale con entusiasmo, aspettando con ansia l'arrivo di questa data speciale. D'altro canto, c'è anche chi la cancellerebbe dal calendario e spera che passi il prima possibile.
Tristi a Natale? L'altra faccia della medaglia
Bernardo Peña Herrera

Scritto e verificato da lo psicologo Bernardo Peña Herrera.

Ultimo aggiornamento: 19 dicembre, 2021

Sentirsi tristi a Natale è sempre più comune, tanto più con i tempi di crisi che siamo costretti a vivere. A voi, che stai leggendo queste righe, vogliamo chiedere se provate tristezza a Natale o se, al contrario, vivete queste feste con grande gioia.

Alcune persone celebrano il Natale con entusiasmo, aspettando con ansia l’arrivo di questa data speciale. D’altro canto, c’è anche chi la cancellerebbe dal calendario e spera che passi il prima possibile.

Di questo secondo gruppo in genere fa parte chi ha difficoltà economiche e non può concedersi il lusso di queste date segnate dal consumismo. Ma a vivere nel peggiore dei modi il natale è chi ha perso una persona cara.

Affidarsi alla famiglia o agli amici è importante per rendere meno spiacevole il momento, isolarsi aggrava ulteriormente la situazione.

Ma il Natale, periodo dell’anno in cui sembra che sia obbligatorio sorridere, essere felici e gentili con tutti potrebbero suscitare il rifiuto di molte persone, incapaci di cambiare il loro stato d’animo nonostante alla pressione sociale.

È importante ricordare che non dobbiamo seguire uno schema prestabilito di festa, non c’è una regola da seguire; più aspettative creiamo, più ci sentiremo frustrati. In questi casi è comune essere tristi a Natale.

Alla fine l’importante non è come si addobba la tavola o quali indumenti si indossano, il contatto umano darà le più grandi soddisfazioni.

Tristi a Natale, da cosa dipende?

Ognuno vive il periodo natalizio a modo suo, secondo le diverse circostanze. Ciò nonostante, alcuni aspetti possono influire negativamente il modo in cui le feste natalizie vengono percepite e trascorse.

Ancora peggio, alcune persone si sentono costrette ad adattarsi a un copione prestabilito su come celebrare le festività natalizie.

Superficialità

Se viviamo il Natale secondo questa prospettiva, ci preoccuperemo troppo di fare una bella impressione. In altre parole, avremo il desiderio di distinguerci da amici e parenti, desidereremo avere vestiti e trucco più belli rispetto agli altri giorni.

Ricorreremo all’argenteria in genere riposta nei cassetti o ne acquisteremo una nuova, pur di apparire positivamente agli altri.

Così facendo, tuttavia, non apprezziamo quello che è davvero importante. Gli aspetti superficiali, come indica la parola, sono temporanei, svanisco in fretta. Ciò che riempie l’anima non è né materiale né lussuoso.

Spiritualità

Il lato della spiritualità.

Se si vive il Natale con lo spirito della spiritualità, non si avrà l’obiettivo di distinguersi o fare una buona impressione. Si attenderanno le riunioni di famiglia con gioia per ricongiungersi con i parenti.

Né sarà importante mettere in tavola le posate migliori né si vorrà impressionare nessuno, si vorrà semplicemente trascorrere il Natale in compagnia.

La propria attenzione sarà rivolta alle persone e non agli oggetti o l’estetica. Possiamo indossare un vestito spettacolare, truccarsi per coprire il vero volto, servire posate d’argento… Ma tutto ciò non lascerà un segno nel proprio cuore.

“Non esiste un Natale ideale, solo il Natale che decidi di creare come riflesso dei tuoi valori, desideri, persone care e tradizioni”.

-Bill McKibben-

Essere tristi a Natale

Le persone più buone riportano alla mente affettuosi ricordi spirituali e non quelle che ricordano la bellezza e le cose materiali con cui celebravano le feste. Se si tende a essere tristi a Natale, si può provare a uscire con persone che riempiono l’anima.

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