Trittico: usi ed effetti collaterali

· 18 ottobre 2018

Il Trittico è un antidepressivo di seconda generazione. Il principio attivo è il trazodone e viene usato per trattare la depressione cronica, l’insonnia e gli stati ansiosi. Anche se il vantaggio principale di questo psicofarmaco è la sua azione, più o meno rapida, non si possono tralasciare gli effetti collaterali che, come sempre, devono essere presi in considerazione.

Il trazodone (il cui nome commerciale in Italia è Trittico) è presente da quasi 60 anni. Fu scoperto e commercializzato nel 1961, quando si cercava di trovare un’alternativa terapeutica, un altro farmaco tra quelli denominati di seconda generazione, che agisse come inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI). Il risultato fu una pillola, generalmente di colore rosa.

Il Trittico è un farmaco del gruppo chimico delle fenilpiperazine, che agisce come antagonista e inibitore della ricaptazione della serotonina (SSRI), con effetto ansiolitico e ipnotico.

Il suo principale beneficio riguarda i risultati durante la prima settimana di somministrazione. Gli si attribuisce anche un altro effetto ricercato da diversi pazienti, vale a dire essere un antidepressivo che non favorisce l’aumento di peso. Unitamente a queste virtù, bisogna segnalarne un’altra, quella che rese il Trittico il farmaco più venduto negli anni ’70 e ’80: è uno dei più economici.

Tuttavia, presenta alcuni effetti collaterali; per esempio, causa ipotensione ortostatica (calo di pressione quando la persona si alza). Con il tempo si scoprì che il Trittico era molto più efficace e sicuro se assunto in piccole dosi. Tale adeguamento lo ha reso un utile antidepressivo.

Donna depressa

Trittico: come agisce e perché si somministra?

Neurologi e psichiatri affermano che il cervello è molto più complicato di quello che pensiamo. Al giorno d’oggi non sappiamo ancora come agiscono davvero gli antidepressivi, e non sempre si può prevedere qual è il farmaco più adatto al 100 % a ogni paziente.

Il Trittico, nonostante sia nel mercato italiano da quasi sei decenni, continua ad avere difensori e detrattori. C’è chi ne condanna gli effetti collaterali, spesso imprevedibili. Tuttavia, non mancano studi che rivelano la sua efficacia in diversi disturbi.

Vediamo in quali condizioni cliniche viene prescritto di solito il Trittico:

  • Depressione clinica con o senza ansia.
  • Insonnia cronica.
  • Preoccupazione eccessiva.
  • Fibromialgia accompagnata da serie difficoltà a conciliare il sonno.
  • Incubi e altri disturbi del sonno.
  • Schizofrenia.
  • Alcolismo.

Bisogna segnalare che secondo diversi studi il Trittico si è rivelato molto utile nel trattamento di pazienti affetti da stress post-traumatico. Tutte quelle persone che soffrivano di insonnia, incubi e ansia associata a un trauma mostravano in media un buon miglioramento con questo farmaco.

Come agisce il Trittico?

Il Trittico è un farmaco di seconda generazione, vale a dire agisce come antagonista e inibitore della ricaptazione della serotonina. Ciò che differenzia questo medicinale dal Prozac, per esempio, è che si tratta di un composto chimico della famiglia delle fenilpiperazine. Questo si traduce in alcuni vantaggi e altrettanti svantaggi. Il beneficio consiste nell’essere un inibitore del recettore 5-HT. Ciò significa che la sua azione nel trattamento dell’ansia e della depressione è alta.

Blocca anche i recettori adrenergici alfa e le proteine trasportatrici della serotonina. Tutto questo può sfociare in una gamma di effetti collaterali molto ampia, anche se di lieve entità.

Effetti collaterali del Trittico

Alcuni pazienti assumono il Trittico senza notare alcun effetto collaterale. Altri, invece, manifestano alcuni problemi, come un’alterazione che in generale può essere dovuta ad altre condizioni (determinate malattie, interazione con altri farmaci o alimenti etc.). Bisogna dunque considerare che questo farmaco non è consigliabile in caso di problemi epatici, cardiaci o renali.

Non può essere assunto unitamente ad altri sedativi, farmaci per il cuore, antibiotici, anticoagulanti e persino farmaci di derivazione naturale come l’erba di San Giovanni. Devono essere seguite alla lettera tutte le indicazioni dei medici.

Vediamo ora quali sono i principali effetti collaterali:

  • Ritenzione idrica.
  • Stipsi o diarrea.
  • Bocca secca.
  • Eruzioni cutanee e prurito.
  • Sudorazione e tremori.
  • Sensazione di confusione, inquietudine..
  • Tachicardia.
  • Mal di testa
  • Vista offuscata.
  • Perdita di appetito di peso.
  • Sintomi influenzali.
Mal di testa

Attualmente disponiamo di nuovi farmaci, sicuri e con meno effetti collaterali. Tuttavia, scelte come il Trittico continuano a essere abituali nella pratica psichiatrica per una ragione ben precisa: si tratta del farmaco più efficace per trattare pazienti con depressione concomitante, vale a dire accompagnata da ansia, insonnia, incubi e malessere psicologico.