Trovate un motivo per rialzarvi

31 luglio 2015 in Emozioni 2161 Condivisi

Le persone più belle che ho incontrato sono quelle che hanno conosciuto la sconfitta, la sofferenza, la lotta, la perdita e hanno trovato il modo di uscire dall’abisso. Queste persone hanno un modo di apprezzare le cose, una sensibilità e una comprensione della vita tali da essere pieni di compassione, umiltà e una profonda inquietudine amorosa. Le persone belle non nascono dal nulla.

Elisabeth Kübler- Ross

Tutti abbiamo attraversato momenti in cui sembrava che la vita si facesse sempre più pesante sulle nostre spalle.

Di certo questo fenomeno l’abbiamo osservato anche negli altri. L’abbiamo visto nelle loro facce, nei loro gesti, nelle loro mani, nel loro orgoglio, nell’alone di sofferenza emanato dalle loro anime.

In questi momenti, abbiamo visto tante persone cadere e darsi per vinte, mentre altre, al contrario, trovavano sempre un motivo per non sprofondare.

Perché ci sono persone che trovano dentro di sé un punto di appoggio e lo fanno emergere con il sorriso splendente dei giocatori esperti, quei giocatori che tengono le carte migliori alla fine, per far pendere la bilancia a loro favore. Anche se pochi minuti prima tutti le davano per sconfitte, ce la fanno. Si rialzano.

Farfalla-pietra

Queste persone non sono particolarmente forti, non sono nemmeno quelle che tengono per sé i loro sentimenti o nascondono il dolore. Queste persone hanno uno o più motivi sinceri per amare la vita.

Questi motivi rispondono a ragioni o volontà che hanno a che vedere con la purezza di chi sa riassumere la vita in poche parole. Motivi che spingono a lottare sinceramente per la vita anche quando la vita fa sprofondare negli abissi ed uscirne sembra impossibile e doloroso.

Queste persone sussurrano un grido di speranza che squarcia la tentazione, un diavolo nascosto che non vuole essere abbandonato o la pace ingannevole della sconfitta. 
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In questi momenti, anche queste persone, come tutti, sentono che è più facile chiudere gli occhi e lasciarsi cadere. E allora, anche loro vogliono lasciarsi andare con la speranza che alla fine ci sia un materasso ad acqua su cui rifugiarsi fino a recuperare le forze.

Trovare un punto di appoggio per molti è un’impresa difficile. Pensate, ad esempio, ad una madre single con due figli che rimane disoccupata e non trova lavoro.

Ragazza-altalena

Di sicuro all’inizio cercherà lavoro, facendosi anche illusioni, illusioni che non sono ancora state intaccate dal passare del tempo. Tuttavia, se non trova lavoro, smetterà di illudersi e si chiederà: “Perché continuare a lottare tutti i giorni se poi torno a letto con lo stesso risultato che avevo quando mi sono alzata?”.

Probabilmente penserà ai suoi figli e si farà strada in lei quell’amore che supera i limiti mentali di fronte ai quali, in altre circostanze, avrebbe ceduto. Sentirà di non avere un’altra via d’uscita, un’altra strada, ma non potrà mai arrendersi quando da lei dipendono due persone tra le più importanti che ha al mondo.

Tristezza

Curiosamente, in queste situazioni, le persone sviluppano uno strano modo di pensare, chiamato “la fallacia dello scommettitore”. In che cosa consiste questa falsa credenza?

La persona che agisce sotto effetto di questo ragionamento pensa come un giocatore di carte, convinta che, dopo aver sperimentato diverse situazioni sfortunate, sia più probabile che la volta successiva il caso o la fortuna sia dalla sua parte. È proprio questa falsa stima della probabilità che mantiene viva la speranza e fa sì che la persona continui a lottare.

In altre occasioni, costruiamo un punto di appoggio facendo tanti sacrifici. Questo capita quando tutto ciò che abbiamo investito e costruito per arrivare a quel punto diventa proprio la ragione che non ci permette di arrenderci.

In questi casi, siamo consapevoli che tempo prima abbiamo preso la decisione di non prendere in considerazione un’altra opzione, per quanto male potessero andare le cose o per quanto pericoloso diventasse il cammino.
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In questo senso, pensiamo di aver già valutato a suo tempo il rischio della strada che abbiamo imboccato e siamo convinti di averla accettata come la nostra destinazione, che sia la migliore della nostra vita o la peggiore dei nostri fallimenti.

In un modo o nell’altro, quegli appoggi invisibili, strazianti e sinceri sono quelli che confortano il cuore affranto dal freddo, anche quando sembra che il freddo raggiunga le ossa.

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