A tutti può capitare di avere una giornata triste

· 15 luglio 2016

Siamo esseri umani e come tali abbiamo diritto a sentirci tristi a volte, a non dare il massimo, a non poter essere sempre sorridenti, ad avere una giornata no. I libri di auto-aiuto ci trasmettono messaggi ben distinti: dovete essere felici e positivi; quei “dovete” così autoritari e assolutisti sono ciò che ci fanno sentire ancora peggio.

Un giorno senza sorridere è un giorno perso… Avete mai letto cose di questo tipo? Personalmente, credo che nessun giorno sia perduto, indipendentemente da come ci si sente a livello emotivo.   

Ridere, cantare, piangere o saltare: tutto questo fa parte della natura umana e da ogni cosa potete estrapolare un prezioso insegnamento.

È come dire che un giorno con la febbre è un giorno perso e, evidentemente, non è così. Grazie alla febbre, l’essere umano sopravvive poiché, come sappiamo, innalzando la temperatura corporea, questa aiuta le nostre difese a sconfiggere i virus, permettendoci di guarire.

Allo stesso modo, le emozioni, siano esse positive o negative, agiscono come potenti armi informative che ci dicono che quello che ci succede -in questo momento- dev’essere risolto se vogliamo evitare di ammalarci a livello emotivo.

Concedetevi una giornata triste

In psicologia, sappiamo che le persone hanno bisogno di aiuto quando le loro emozioni negative -a volte anche positive come l’euforia- sono troppo intense, durevoli e frequenti.

Se un giorno siete tristi per qualcosa che vi è successo, concedetevi questo stato d’animo. È normale e sano, poiché la tristezza aiuterà a trovare una soluzione al vostro problema e ad uscirne il prima possibile.
angelo seduto sulle nuvole

Tuttavia, se un emozione negativa è presente ogni giorno della vostra vita, vi impedirà di vivere in modo normale.Vi renderete conto che è troppo intensa, perché non smetterete di piangere, di non stare bene con voi stessi e con il mondo o vi sembrerà di avere troppi pensieri negativi; in questi casi si tratterà di depressione e sarà necessario ricorrere all’aiuto di un professionista.

La chiave sta nel saper distinguere i parametri e non fustigare se stessi se un giorno ci si sente un po’ tristi o ansiosi.

Le persone sono alla continua ricerca del perfezionismo, in tutto ciò che fanno, in ciò che sono e anche per quanto riguarda le proprie emozioni. Si tratta del cosiddetto perfezionismo emotivo, vale a dire l’esigenza e non la ricerca della felicità.

Il perfezionismo emotivo, lungi dall’aiutarci a stare meglio, aumenta il nostro malessere, poiché ci farà preoccupare per essere preoccupati, rendendo più difficile uscire dalla spirale della sofferenza.

ragazza sotto la pioggia

Esercitate il vostro diritto di sentire

Ci hanno educati a non disturbare, a compiacere gli altri e a non fare troppo rumore. Questo ci obbliga molte volte a dire di “sì” quando in realtà vorremo dire di “no”, a sorridere quando vorremmo piangere, ad accettare appuntamenti perché ci sentiamo in dovere di farlo, anche se non ne abbiamo voglia.

Il risultato è una mancanza di rispetto nei confronti dei nostri sentimenti, quando da nessuna parte sta scritto che non abbiamo il diritto di provare quello che in un determinato momento abbiamo bisogno di provare.

È importante imparare a mettere dei limiti e ad anteporre, anche se solo per un po’, i nostri personali interessi a quelli degli altri, poiché abbiamo tutto il diritto di avere un giorno triste, 24 ore con la metà delle nostre forze: non finisce il mondo per questo.

 Se siamo capaci di imporci e trovare le forze per andare avanti, non c’è nessun problema. Le vostre energie torneranno, così come la voglia di sorridere; per il momento, però, abbiate pazienza nei confronti di voi stessi.
donna dai boccoli rossi e velo color porpora

Tutti, assolutamente tutti, abbiamo delle giornate no, dei giorni tristi, siamo irrazionali, a volte proviamo una paura assurda, piangiamo e non sappiamo perché. Anche la persona più razionale e umana si arrabbia, piange, prova paura o affronta giornate tristi.

Benedetta natura umana che ci permette di emozionarci: piangere di allegria o di tristezza, avere la pelle d’oca, piangere stretti in un abbraccio che tanto aspettavamo…

A partire da oggi, dunque, esprimete i vostri sentimenti in modo naturale, rispettate voi stessi e amatevi, indipendentemente dallo stato d’animo che provate in un determinato momento.

Non alimentate quel perfezionismo emotivo che vi dice che “dovete” essere sempre sorridenti e sprizzare allegria da tutti i pori. In ultimo, comportatevi a seconda di ciò che vi chiede il vostro corpo, la vostra mente e il vostro cuore in ogni momento, facendo solo attenzione che tutti questi sentimenti non siano esageratamente intensi, frequenti o duraturi.

Ricordate: una giornata triste non è anormale, anormale e non averne mai una. Non è normale nemmeno avere sempre lo sguardo vuoto e spento: in questo caso, forse avete bisogno di aiuto. D’accordo con quanto sosteneva il filosofo greco Aristotele, la virtù sta nel giusto mezzo.