Un faro che possa guidarci nelle difficoltà

Un faro che possa guidarci nelle difficoltà
Gema Sánchez Cuevas

Revisionato e approvato da la psicologa Gema Sánchez Cuevas.

Ultimo aggiornamento: 30 dicembre, 2022

Vi siete mai sentiti persi e abbattuti? A volte le situazioni hanno la meglio su di noi. Pensiamo di non essere in grado di affrontarle e la negatività inizia a farsi notare con forza nelle nostre vite. Tutto quello che facciamo non va per il verso giusto, ci accadono solo cose orribili. Desideriamo solo trovare un faro che possa guidarci.

Se ci sintonizziamo sulla modalità lamentela e vittimismo, sarà difficile scorgere una via d’uscita dai nostri problemi. Ce l’abbiamo sotto il naso, ma tutta la negatività che abbiamo abbracciato è diventata una nube spessa che ci impedisce di vedere con chiarezza. Abbiamo bisogno, dunque, di un faro che ci illumini il percorso da seguire. 

Intravedere un faro che possa guidarci

Come possiamo intravedere questo faro che ci guida sempre? Alcuni psicologi ricorrono a un simpatico esercizio carino che aiuta ad aprire gli occhi e a infondere speranza nei nostri cuori, anche quando sembra non esserne rimasta più. Vediamo in cosa consiste.

Dobbiamo chiudere gli occhi, rilassarci per liberare la tensione che inonda tutto il nostro corpo e raggiungere uno stato di pace. In seguito, occorre immaginarci a bordo di una barca che si trova alla deriva, circondata da onde impetuose che minacciano di affondarla . Immaginiamo lampi e tuoni assordanti. Non smettiamo di muoverci. L’acqua non smette di entrare nella barca e di inzupparci. Ci sentiamo persi, soli e non sappiamo cosa fare.

Disegno ritraente donna che guarda un faro

Non possiamo comunicare non nessuno. L’unica cosa che possiamo fare è aggrapparci con forza all’albero della barca per non venire scaraventati da un momento all’altro. È molto faticoso. Ci fanno male le mani. Fa freddo, siamo stanchi di sopportare questa situazione e pensiamo di arrenderci. Ma, all’improvviso, appare una luce offuscata.

Quando le situazioni ci sopraffanno, iniziamo ad affogare nelle nostre emozioni e sembra giunta la nostra fine. Tuttavia, se non ci diamo per vinti e resistiamo, alla fine riusciremo a intravedere un faro che possa guidarci.

Invece di abbassare la testa e restare immersi nei nostri pensieri disfattisti, proviamo curiosità per questa luce. Ci dirigiamo verso essa. In questo modo almeno ci dirigiamo da qualche parte. A mano a mano che ci avviciniamo, questa luce si fa più chiara e distinguiamo qualcos’altro. Si tratta di una luce sorretta da qualcosa. Che bella sensazione! Ci sentiamo speranzosi. È un faro, c’è la terra ferma. Abbiamo una destinazione verso la quale dirigerci.

La gioia di sapere che c’è speranza

Una volta realizzato questo esercizio, è importante fare lavorare sulle proprie emozioni. Come ci siamo sentiti quando eravamo su quella barca alla deriva? Forse la paura, la solitudine, l’abbandono e la frustrazione ci hanno invasi. Può persino darsi che abbiamo pensato di essere in fin di vita. Ma poi qualcosa è cambiato.

Quando abbiamo visto una luce, le nostre emozioni sono cambiate in modo radicale. Quando ci ha invasi la curiosità, abbiamo smesso di pensare a quello che stava accadendo intorno a noi. Vi era un nuovo interesse che ha relegato in secondo piano la situazione negativa che stavamo vivendo. Abbiamo provato calma, tranquillità, allegria, sollievo… Abbiamo dimenticato quanto siamo stati male e abbiamo iniziato a sentirci felici in vista di un miglioramento.

Ragazza di fronte a oceano

Ciò accade quando, per esempio, perdiamo un lavoro e, per un periodo prolungato, non troviamo una nuova occupazione. Tuttavia, un giorno riceviamo una chiamata per un colloquio di lavoro. Vi è sempre un faro che ci guida, ma dobbiamo saperlo scorgere. Se la persona che riceve questa chiamata si rifiuta di vedere il faro, penserà che non verrà selezionata. Perché ha già 40 anni, perché non lavora da tempo o per qualsiasi altro motivo che la fa sprofondare ancora di più nella sua negatività.

Quando succede qualcosa di spiacevole, come fare per non far cadere a pezzi la nostra vita e andare avanti? Il segreto è avere più di un faro. In questo modo, se uno di essi crolla, potremo andare avanti con la nostra vita senza sentirci sfortunati.

Avere più fari nella vita

Possiamo concepire i fari della vita come i diversi elementi che la compongono. Per esempio, abbiamo un faro per la relazione di coppia, un altro per i rapporti familiari, un altro ancora per il lavoro, per la nostra crescita personale… L’idea è coltivare e prendersi cura del massimo numero possibile di fari. Facciamo un esempio.

Immaginiamo di soffrire di dipendenza emotiva e che, pertanto, il nostro partner sia la nostra vita. Cosa succede in questo caso? Abbiamo un solo faro che ci guida. Questa relazione viene interrotta e il faro crolla. Ci sentiamo persi, distrutti e non sappiamo più godere della nostra vita. Tutte le nostre aspettative erano dirette verso un solo faro e ci siamo dimenticati di tutti gli altri. Dov’è il faro dell’amicizia? E quello della crescita personale? Cosa ne è stato del faro degli obiettivi professionali?

Non essendoci presi cura degli altri fari, corriamo il rischio di non riuscire ad andare avanti. L’esercizio che abbiamo presentato può aiutarci a scoprire che non vi è un solo faro che ci guida. Ve ne sono molti, ma li abbiamo trascurati e abbiamo dimenticato dove si trovano. Tuttavia, questo ha una soluzione.

Ragazza seduta su sgabello e circondata da fantasia

Quando ci accorgiamo che la nostra vita non si regge su un solo faro, ma che ve ne sono molti altri, scopriremo che, anche se uno viene meno, ve ne saranno altri che continueranno a illuminare il nostro cammino. Non dobbiamo far altro che cambiare il focus della nostra attenzione e affinare la vista verso queste luci offuscate, verso questi fari dimenticati. Così, ci renderemo conto di tutto quello che abbiamo trascurato.


Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In caso di dubbi, consulta il tuo specialista.