Il valore della curiosità

25 settembre 2015 in Psicologia 1648 Condivisi

La vecchiaia ha inizio quando sparisce la curiosità

José Saramago


Man mano che si invecchia, ci si abitua alla realtà che ci circonda e si familiarizza con se stessi. Le esperienze del passato plasmano la nostra percezione del mondo, e ci insegnano lezioni che ci porteremo dentro per tutto il resto della nostra vita.

È facile fare supposizioni basate su esperienze e lezioni passate, a volte in maniera indiscriminata. Quando dobbiamo affrontare un problema o una situazione sconosciuta, le nostre menti percepiscono un luogo di confusioni e conflitti, come una breccia.

Per far fronte a questa discrepanza, la nostra mente tende in maniera naturale a riempire gli spazi bianchi con le informazioni ricavate da ciò che già abbiamo sperimentato. Questo è, per esempio, un metodo molto comune di creare dettagli fittizi in ricordi che, in origine, sono stati veri.

Supposizioni

Capita di fare congetture riguardo al comportamento di altre persone o sul futuro con una facilità spaventosa. Come abbiamo già detto, ne abbiamo bisogno per eliminare le incertezze, prima che esse si trasformino in una sensazione più che mai scomoda.

Il problema, o il danno, che le supposizioni arrecano alla creatività, prende forma quando esse si basano su ragionamenti molto semplici imperniati su basi poco solide. Ciò significa che le supposizioni non sono negative di per sé, ma che tendono a diventarlo quando la curiosità non ne è la forza motrice.

Si parla qui del tipo di curiosità, per esempio, che fa avanzare la scienza. Tutti i rami scientifici si nutrono di curiosità, della ricerca di risposte a problemi derivati dalla realtà oppure semplicemente dal gioco mentale che risiede nella curiosità del sapere.

In questo modo, la curiosità stimola i nostri meccanismi creativi, impone loro una sfida da affrontare spronando al tempo stesso il nostro sistema cognitivo, affinché esso si metta alla ricerca di una risposta. Esattamente come quando da bambini ci coglie quel meraviglioso senso di sfacciataggine, e domandiamo.

curiosità

Coloro che hanno perso la curiosità, hanno perso anche la meravigliosa capacità di stupirsi

Il caso della curiosità nei bambini

Il rapporto tra creatività e curiosità è simbiotico e bilaterale: l’una non può esistere senza l’altra. Sarebbe come mangiare senza essere affamati, bere senza avere sete o baciare senza amore.

I bambini piccoli, di età inferiore ai 6 anni, attraversano una fase della loro vita dove tutto si trasforma in una domanda. Questo fenomeno è comune in quanto la loro mente ha le stesse caratteristiche di una lavagna vuota: non possono basarsi su esperienze già vissute su cui fare riferimento, ma hanno un presente da affrontare e da cui vogliono imparare il più possibile, per trarne il maggior vantaggio.

I bambini fanno moltissime domande e apprendono rapidamente perché sono curiosi. La curiosità è quel sentimento che li tiene interessati e con la voglia di scoprire un numero sempre maggiore di cose.

Il ruolo della curiosità all’interno della creatività

La creatività esige una mente aperta, qualcuno che non si accontenti di “riciclare” vecchie esperienze, teorie o supposizioni. Le innovazioni e i progressi avvenuti nel corso della storia sono sempre stati generati dal desiderio di sfidare teorie date per certe, così come dalla necessità di farsi domande su conoscenze tramandate nei secoli e che erano date per scontate dal sistema in vigore. A volte, erroneamente.

Un esempio sono i pittori che attraverso colori e tecniche nuove vanno oltre i limiti di quello che è già noto, grazie alla curiosità che consente loro di potenziare la propria arte.

Le idee nuove e creative prendono vita grazie all’iniziativa di coloro che, stimolati da curiosità, decidono di sperimentare e porsi delle domande, fino a scoprire qualcosa di nuovo. Ma la vera bellezza sta nel fatto che quando si è curiosi, diminuiscono le paure.

Veniamo a conoscenza di un’informazione nuova che ci intriga, che ci spinge a desiderare di sapere di più. Senza una necessità fisiologia da soddisfare, senza dare alcuna importanza alla paura di fallire, al rifiuto, a ciò che non si conosce, e senza fare caso al timore che ciò che si dice potrebbe essere contestato, o rivelarsi, semplicemente sbagliato.

La curiosità è come una sete che deve essere saziata, un impulso che va soddisfatto. Molte volte senza far caso al prezzo.

Guarda anche