Idee per vivere meglio l'isolamento da soli

Trascorrere l'isolamento in casa da soli non è facile. Per vivere questo momento al meglio, è necessario attuare delle strategie per prenderci cura della nostra mente, la nostra maggior alleata in tempi di crisi.
Idee per vivere meglio l'isolamento da soli
Valeria Sabater

Scritto e verificato la psicologa Valeria Sabater.

Ultimo aggiornamento: 15 novembre, 2021

Sono molte le persone che si trovano ad affrontare l’isolamento da sole. Le circostanze in cui ci troviamo attualmente sono arrivate in maniera improvvisa e quasi senza rendercene conto. D’un tratto il COVID-19 ha congelato le nostre vite, la nostra routine e le nostre attività quotidiane. Possono dunque essere utili alcune idee per vivere meglio l’isolamento se si vive da soli.

C’è chi si è trovato, infatti, da solo, imprigionato nel silenzio della propria casa. Perché vive da solo, perché è stato costretto a restarvi per motivi lavorativi o perché è ormai anziano e non ha nessuno accanto.

Qualunque sia il caso, la situazione può essere vissuta in maniera diversa e si può essere più o meno sensibili ai fattori di ansia, stress e al peso dell’isolamento.

Le emozioni e la mente possono agire contro di noi e debilitarci ancora di più, per questo vanno preservate. Per fortuna, internet e i social network possono rendere questo periodo più facile da sopportare.

Le videochiamate, la messaggistica istantanea e l’interazione con i social network aiutano. Persino i nostri nonni hanno acquisito maggiore dimestichezza con questi strumenti.

Ma l’aiuto della tecnologia non basta. Manca la presenza fisica, manca la compagnia che ci riempie e dà senso alle nostre ore. Cosa possiamo fare per passare, dunque, per vivere meglio l’isolamento se si è soli?

Finestra sulla mente

Idee per vivere meglio l’isolamento da soli: routine (ancore) e obiettivi (vele)

Affrontare un periodo di isolamento domiciliare da soli non è un fenomeno molto studiato. Esistono dati relativi a confinamenti collettivi, come quello a cui fa riferimento un recente studio del The Lances del King’s College London, che ha analizzato esperienze simili vissute a seguito dell’epidemia di SARS in Canada, nel 2003.

In questo caso emerse che dopo 10 giorni di isolamento la popolazione iniziò a mostrare segnali di stress, paura di essere infettati, frustrazione, noia, angoscia per la mancanza di viveri e paura di perdere definitivamente il lavoro. Le analisi furono effettuate soprattutto sulle unità familiari, dunque sono pochi i dati relativi all’isolamento in solitaria.

Le conseguenze potrebbero essere le stesse dello stare per qualche ora in una vasca di deprivazione sensoriale. Non avere contatti con nessuno provoca gravi effetti sul nostro cervello. Naturalmente, sarebbe ancora più difficile se non fossimo in costante contatto con il mondo esterno tramite i nostri telefonini e la tecnologia. L’isolamento in solitudine va affrontato usando precisi strumenti. Scopriamoli insieme.

Ancore per afferrarsi alla realtà immediata

Quando una persona passa ore, giorni e settimane da sola può manifestare un effetto particolare: la dissociazione, un disturbo molto comune quando si soffre d’ansia. Consiste nella sensazione che ciò che sta accadendo non è reale.

La persona perde il senso di connessione con il proprio corpo; guardandosi allo specchio prova apatia, non si riconosce nel suo riflesso. La realtà rallenta e ogni cosa cessa di avere significato.

Questo fenomeno può manifestarsi in forma lieve o grave. Per evitare che la mente fugga e non divaghi, è necessario trovare delle ancore a cui aggrapparsi.

  • In queste situazioni sono importati le routine. Dobbiamo mantenere un orario preciso per svolgere il nostro lavoro o le faccende domestiche, per i momenti di svago, per il riposo e per l’esercizio fisico.
  • Avere qualcosa da fare aiuta e conforta. Per vivere meglio l’isolamento da soli, è ideale predisporre un’attività che ci occupi del tempo ogni giorno, magari iscrivendosi a un corso online.
  • La necessità di gettare un’ancora che ci mantenga fissi sul presente consiste soprattutto nel tenere vivi i contatti con le persone a noi care.
  • Durante le chiamate o le videochiamate è importante ricordare i momenti felici condivisi, condividere aneddoti divertenti e fatti che suscitino emozioni positive. Soltanto così la mente troverà conforto e si ricaricherà di serotonina per superare il momento.
Donna a letto con il cellulare

Vele per navigare verso i nostri obiettivi del futuro

Per vivere meglio l’isolamento domiciliare, dovremo fornire al nostro cervello qualcos’altro oltre alla routine, oltre ai messaggi d’affetto e agli incontri con i nostri cari attraverso uno schermo. Al termine di una chiamata, possiamo essere assaliti dal senso di vuoto. La mente soffre, le emozioni ci sfuggono di mano.

In questi momenti è necessario ricordare i nostri scopi vitali e le mete che ci siamo posti per il futuro. Il COVID-19 passerà. Il numero degli infetti si ridurrà e la situazione tornerà a essere agevole.

Tutti ci risveglieremo dal torpore del nostro isolamento e il mondo si rimetterà in marcia. I nostri sogni saranno lì ad aspettarci, i nostri obiettivi ci daranno motivazione, speranza e fiducia.

Bisogna spianare le vele della mente e guardare al di là dell’orizzonte, oltre il freddo vetro delle finestre. Alziamo il viso e ricordiamo i nostri propositi. La vita al momento è in pausa, ma non impiegherà molto a riprenderci per mano per accompagnarci verso il raggiungimento dei nostri obiettivi. Andrà tutto bene. Nel frattempo, non perdiamo di vista la fascia della società più a rischio: gli anziani.


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