Walter Charles Langer: psicanalista che analizzò Hitler

Walter Charles Langer fu lo psicoanalista incaricato di tracciare il profilo psicologico di Adolf Hitler. Il lavoro di questo psicologo dell'Università di Harvard è stato fondamentale per prevedere alcuni comportamenti del Führer che poi hanno inevitabilmente finito per concretizzarsi.
Walter Charles Langer: psicanalista che analizzò Hitler
Valeria Sabater

Scritto e verificato da la psicologa Valeria Sabater in 15 novembre, 2021.

Ultimo aggiornamento: 15 novembre, 2021

Walter Charles Langer fu uno psicoanalista dell’Università di Harvard al quale venne assegnato un compito molto particolare dall’Ufficio dei Servizi Strategici degli Stati Uniti nel 1943: condurre un’analisi psicologica di Adolf Hitler.

Il suo lavoro avrebbe rivelato aspetti profondi della psicologia del Führer, anticipando, inoltre, alcuni eventi che si sarebbero verificati in seguito.

Il fatto è ben noto nel mondo della psicologia. Del resto, lo stesso Langer decise di completare quel rapporto del 1940 con un libro intitolato The Mind of Adolf Hitler: The Secret Wartime Report, che sarebbe stato pubblicato nel 1972.

Più tardi seguiranno altre opere, come A Psychological Analysis of Adolf Hitler: his life and legend e Dissecting the Hitler mind.

Tutti questi libri e le relazioni dettagliate che Walter C. Langer ci ha fornito nel corso di quasi tre decenni hanno posto le basi per una nuova disciplina scientifica: lo sviluppo dei profili psicologici dei politici moderni.

L’orrore associato all’ideologia del leader nazista ha incoraggiato il bisogno di proseguire gli studi in questo ambito al fine di prevenire scenari simili in futuro. Tuttavia, vale la pena di notare un aspetto interessante.

Prima che i servizi segreti chiedessero a Langer di produrre la famosa analisi psicologica, alcuni analisti britannici e americani avevano già stilato altri rapporti. Tuttavia, il lavoro di questo psicoanalista freudiano era molto più completo e, soprattutto, molto più utile.

Il dottor Walter C. Langer non si limitò a descrivere un profilo di personalità. Cercò invece di prevedere come un uomo con i tratti psicologici di Hitler avrebbe potuto reagire in certe circostanze, specialmente quelle in cui gli eventi avrebbero potuto andargli contro. Queste “previsioni” si rivelarono molto accurate.

“Il lavoro di Langer è importante non solo per il suo valore per qualsiasi storico, ma anche perché è stata la prima volta che uno psicoanalista ha lavorato per i servizi segreti”.

-Martin Waugh-

Walter C. Langer: lo psicoanalista che aiutò Freud durante il suo esilio.

La prima domanda che può venire in mente è perché l’Ufficio dei Servizi Strategici degli Stati Uniti scelse proprio il dottor Walter C. Langer per elaborare il profilo psicologico di Adolf Hitler?

La spiegazione sta nella personalità sorprendente e coinvolgente di questo giovane psicoanalista figlio di immigrati tedeschi così influente all’Università di Harvard in quel periodo.

Nonostante le sue umili origini, Langer riuscì ad entrare al Massachusetts Institute of Technology (MIT) in giovane età. Più tardi, servì nell’esercito durante la prima guerra mondiale.

Dopo quell’esperienza, scelse quello che sarebbe stato il suo percorso definitivo: studiare psicologia ad Harvard.

Una volta ottenuta la laurea, decise di formarsi come psicoanalista. Per farlo, non esitò a trasferirsi in Germania e poi a Vienna, dove fu seguito da Sigmund Freud in persona.

Quegli anni furono tanto intensi quanto decisivi nella sua carriera e, soprattutto, nella sua vita personale. Fu testimone dell’ascesa del nazismo, di quell’atmosfera di violenza e irragionevolezza; fu lui ad aiutare Freud a esiliare nel 1938 insieme a un nutrito gruppo di scienziati e attivisti ebrei che si opponevano al nazismo.

L’uomo che descrisse il profilo psicologico di Adolf Hitler

Walter C. Langer aiutò molti psicoanalisti, scienziati e intellettuali ebrei per diversi anni. Egli fornì loro dei visti e organizzò piccoli gruppi in modo che potessero arrivare come rifugiati alla frontiera svizzera. Aveva anche un’esperienza di prima mano di ciò che l’esercito tedesco stava infliggendo a un gran numero di civili.

Non voleva rimanere impassibile. Langer era uno scienziato, una delle menti più brillanti dell’Università di Harvard, ma ciò che vedeva regolarmente in Germania lo incoraggiò a voler collaborare con l’Office of Strategic Services degli Stati Uniti.

Così, quando Wild Bill Donovan, il direttore di questa agenzia, gli propose di descrivere il profilo psicologico di Hitler, accettò la sfida. Seppur consapevole dei limiti, aveva ben chiaro come avrebbe raccolto le informazioni.

Come elaborò Walter Charles Langer il profilo psicologico di Adolf Hitler?

Come possiamo ben immaginare, Walter Charles Langer non fu in grado di psicanalizzare Adolf Hitler di persona.

A tale scopo, analizzò per diversi mesi apparizioni pubbliche, discorsi, film, libri, articoli di giornale, riviste e interviste personali del leader tedesco. Tra le figure più importanti vi furono le seguenti:

  • William Patrick Hitler, nipote di Hitler.
  • Il suo medico di famiglia.
  • Eduard Bloch.
  • Ernst Hanfstaengl.
  • Hermann Rauschning.
  • Principessa Stephanie von Hohenlohe.
  • Otto Strasser.
  • Friedlinde Wagner.
  • Kurt Ludecke.

Langer sapeva molto bene come distinguere le informazioni utili da quelle inaffidabili. Era molto abile, attento, meticoloso e un grande analista della personalità.

Penna che scrive su un foglio.

Cosa riportava il rapporto psicologico su Adolf Hitler?

Il rapporto che Langer scrisse superava le 1000 pagine. Va notato che fu assistito da un altro psicologo dell’Università di Harvard, il dottor Henry Murray, e anche da suo fratello, William Langer, storico e capo della ricerca e analisi nei servizi strategici degli Stati Uniti.

Che cosa dice quest’opera, quali sono i punti principali della personalità di Adolf Hitler? Vediamo a seguire le idee più importanti.

Conclusioni del rapporto di Walter Charles Langer

  • Secondo Walter C. Langer, Hitler ero uno psicopatico nevrotico, al limite della schizofrenia.
  • Gli piaceva la pornografia, il sesso masochista con tendenze violente.
  • Hitler aveva avuto relazioni omosessuali.
  • Era un uomo estremamente geloso, aveva manie di onnipotenza e manie di grandezza.
  • Aveva anche la ferma convinzione di essere in questo mondo per compiere uno scopo messianico.
  • Controllava molto bene le sue tendenze patologiche. Inoltre, incanalò i suoi deliri per suscitare sentimenti nazionalistici e un forte odio verso gli ebrei nella popolazione.
  • Langer suggerì che il carattere di Hitler si sarebbe deteriorato nel tempo. Una parte del suo esercito avrebbe notato il suo stato mentale e avrebbe ritenuto che l’opzione migliore sarebbe stata quella di eliminarlo (qualcosa che sarebbe poi diventato evidente nella fallita Operazione Valchiria).
  • Langer giunse alla conclusione che nel caso in cui tutto fosse andato contro Hitler, l’opzione più plausibile era che il leader tedesco avrebbe scelto di togliersi la vita.

Conclusioni

Come ben sappiamo (anche se alcuni sostengono il contrario) Adolf Hitler si sparò nel suo bunker di Berlino nell’aprile 1945 quando le forze sovietiche di Stalin presero la città. Langer aveva ragione e il suo rapporto fu di grande utilità per i servizi segreti.

Il lavoro di questo psicoanalista rimase segreto per tre decenni, fino alla pubblicazione del libro La mente di Adolf Hitler negli anni ’70, in cui questi punti vengono ampiamente evidenziati. Una lettura interessante per inquadrare da un altro punto di vista una delle pagine più scure della nostra storia.

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