5 passi per curare le ferite delle donne

· 15 luglio 2015

Da quando nasciamo, noi donne ci vediamo speso obbligate a svolgere il ruolo della “vittima” che la società ci impone, impedendoci di sanare le ferite che ci hanno fatto soffrire.

Le donne devono infatti affrontare una grande quantità di ingiustizie e di dolore gratuito, semplicemente per il fatto di essere donne. Arriviamo ad accumulare una quantità tale di emozioni negative da assimilare il dolore, lasciando che diventi parte della nostra quotidianità, della nostra vita e del nostro io più profondo.

Ed è per questa ragione che è necessario dare una scrollata al nostro cuore per farlo rialzare e riuscire a curarlo da tutto ciò che fino ad oggi abbiamo accumulato.

Primo passo: trovare la ferita

Ciò che un tempo ci ha resi felici, non scompare mai. Tutto ciò che amiamo profondamente diventa parte di noi – Bernardo Stamateas

Lei si guarda allo specchio e non si riconosce, sa che qualcosa le fa male, qualcosa che si è radicato in profondità. Sul suo viso ci sono i segni della sofferenza, l’angoscia e il dolore, per colpa di una ferita che non vuole vedere, anche se sa che c’è.

Questo tipo di donna può alzarsi ogni mattina e mangiarsi il mondo, forse perché considera che è l’unico modo di non pensare al suo dolore. Oppure a volte si alza e ha un giorno “no”: in questi casi quella tristezza senza spiegazione la disorienta e la paralizza, facendo sì che la vita pesi molto di più.

In questo caso, bisogna indagare nella nostra anima e cercare quel dolore a cui non vogliamo pensare. La donna ferita deve farsi delle domande e trovare le giuste risposte.

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Secondo passo: prendere coscienza della profondità della ferita.

A volte, ciò di cui abbiamo bisogno non è di una mente brillante che ci parli, ma di un cuore paziente che ci ascolti.

Le nostre ferite, oltre a farci male, ci limitano. E, quanto più profonde sono, più ci limitano. Non importa da quanto tempo ci portiamo dietro quella ferita: dobbiamo trovare il modo di parlarne, liberarcene e buttare fuori ciò che fino ad oggi ci eravamo tenute dentro.

Abbiamo bisogno di qualcuno che ci ascolti, che sia un’amica, un parente, il nostro partner o un professionista che ci faccia da “medico dell’anima”, che ci offra una possibilità di calmarci, liberarci, un balsamo che lenisca l’ansia che il nostro dolore ci causa.

Terzo passo: disinfettare la ferita

Questo è il passo più doloroso. Drenare il nostro dolore e disinfettare la nostra anima ci brucerà. Consiste nel tirare fuori ciò che ci portiamo dentro, per quanto ci sembri brutto o inappropriato.

Le ferite dell’anima sono piene di dolore, rabbia, frustrazione, insicurezza, solitudine, tradimenti, abbandono, incomprensione, tristezza, desideri, inganni, colpe, proprie o degli altri, che le hanno rese sempre più dolorose.

Per questo, una volta che abbiamo identificato le nostre emozioni e sentimenti, non possiamo più permettere che continuino a vivere dentro di noi. Potete piangere fiumi di lacrime, se ne avete bisogno. Piangere è sempre un buon modo per tirare fuori il dolore. Chiudetevi nel silenzio, fare follie, strappate lettere, prendete a pugni un cuscino… Ma fatelo sempre condannando a morte la vostra sofferenza, senza sconti.

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Quarto passo: chiudere la ferita

Alcune donne sperano che qualcosa cambi e, siccome niente cambia, cambiano loro. – André Lorde

Chiudete la vostra ferita, non permettete che ci entri qualcos’altro. Chiudetela e ricucitela per bene, perché non potete permettere che si strappi di nuovo.

Usate un buon ago e armatevi del filo del rinnovo. Vogliamo rimettere insieme tutti i pezzi perché, guardandovi allo specchio, torniate a sorridere a quella donna allegra, vivace e innovatrice. Una donna senza maschere, senza l’abisso del dolore interno.

Quinto passo: entrare nel Club della Cicatrice.

Non capiamo quanto ci sta facendo male una ferita, finché non smette di far male.

È importante ricordare per sempre che, un tempo, qualcosa si era rotto dentro di noi, che ha segnato un prima e un dopo nella vostra vita. Molte donne portano le loro cicatrici con loro per tutta la vita.

Quindi non vergognatevi, ma unitevi al gruppo delle donne che si sono curate. Guardate dentro di voi ogni giorno e coltivate la possibilità di fare nuove cose, che vi diano energia e ringiovaniscano la vostra pelle emozionale.

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Ispirato a: lavozdeladiosaenti