6 domande da porsi per trovare la felicità

· 8 novembre 2015
La felicità fugge da chi la cerca. Viene solo dall’interno.
Mahatma Gandhi

Se foste giornalisti e aveste la possibilità di intervistare voi stessi sulla felicità, cosa vi chiedereste? Siete sicuri di avere tutte le risposte?

E se vi dicessero che potete aiutarvi ad essere più felici semplicemente compilando un questionario, lo accettereste?

Se per trovare la felicità, dobbiamo sottostare a certi parametri e condizioni, allora non saremo mai felici nella vita. Ovvio, perché fare in modo che i nostri sentimenti siano sottomessi a qualcosa o qualcuno di esterno a noi ci rende persone dipendenti.

Non ci sarà mai una situazione ideale al 100% che garantisca un sorriso da un oreccheio all’altro. Come cantava il grande Freddy Mercury in The show must go on, “il mio trucco potrebbe scrostarsi, ma il mio sorriso regge ancora”.

Le persone davvero felici non sono quelle che hanno più soldi e nemmeno quelle che hanno meno problemi.

Immaginate personaggi come Gandhi o Madre Teresa di Calcutta. Erano persone allegre e non avevano cose materiali, solo amore e compassione per gli altri. Non c’è bisogno che diventiate come loro, ma potete fare uno sforzo per migliorare la vostra vita senza dipendere da fattori a voi esterni.

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Le domande che vi aiuteranno a trovare la felicità nel posto in cui vi trovate sono:

1. Ho bisogno di essere grato? La riconoscenza è un modo che abbiamo per essere felici. Quando le cose vanno bene, con il vento in poppa, è facile dire grazie. Avete sempre cose per cui essere grati. Se potete, scrivete una lista e ve ne renderete conto.

2. Cosa accresce la mia felicità? Questa è una delle domande più difficili a cui trovare una risposta. Perché? Perché gli esseri umani solitamente ricordano bene solo le cose o le persone che fanno loro del male. Non vale lo stesso con ciò che provoca allegria.

Concentratevi su ciò che vi dà soddisfazione e voglia di vivere. È lì che risiede la felicità più genuina!

3. Quali sono stati i miei progressi? Quando vi concentrate sui fallimenti e tutto quello che ancora dovete fare prima di raggiungere l’obiettivo che vi siete prefissati, è molto facile demotivarsi e sventolare bandiera bianca. Non permettete che questo accada!

Guardatevi indietro solo per recuperare gli insegnamenti di cui avete bisogno e per riconoscere i traguardi che avete superato fino ad ora.

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4. Chi mi ama? Potete avere centinaia di contatti sui social network, andare d’accordo con i vostri colleghi di lavoro o con i vostri vicini di casa, ma le persone che davvero vi amano si contano sulle dita di una mano (di due mani se siete fortunati!).

L’amore degli altri dà molta soddisfazione. Quando vi sentite soli o tristi, potete pensare a queste persone. Diventeranno la vostra forza e vi aiuteranno ad andare avanti.

5. Chi posso aiutare? La felicità può sfuggirvi dalle mani come l’acqua del mare o la sabbia della spiaggia perché siete tropo concentrati su “io, io e ancora io”. E gli altri? Non meritano forse anche loro di essere felici?

Non stiamo parlando di altruismo puro, cioè di spogliarvi di tutto ciò che avete e diventare persone pure come quelle che abbiamo già nominato, ma di aiutare chi vi sta attorno. Un semplice gesto può cambiare la giornata di una persona e vi consentirà di ritrovare la vostra vera essenza. Sarete molto felici quando farete felice qualcuno.

6. Come possono rendere il mondo migliore? Ci sono migliaia di opzioni a vostra disposizione, ma non si tratta di sceglierle a caso o perché vi sembra una buona idea.

Fate in modo che il contributo che scegliete vi definisca, vi appassioni, dia un senso alla vostra vita, vi aiuti a trovare la felicità.

Forse troverete la felicità salvando le balene, evitando la deforestazione, riciclando i rifiuti, dando da mangiare a un cagnolino randagio per strada o donando farmaci per i bambini malati.

Infine, non dimenticate che la felicità non è avere tutto quello che volete, ma saper apprezzare quello che già avete.