Siete dipendenti dall’infelicità?

8, giugno 2015 in Emozioni 1839 Condivisi

Siamo soliti pensare che la gente faccia di tutto per raggiungere il piacere e la felicità, evitando la sofferenza, le preoccupazioni e il dispiacere. Ma se vi date un’occhiata intorno, osservando familiari, amici, colleghi e conoscenti, vi renderete conto che molte persone sono schiave dei loro problemi.

Alcuni si sentono addirittura bene nella loro “infelicità“, anche se passano la giornata a lamentarsi per la loro sfortuna. Perché, quindi, se stanno male continuano a rigirare il dito nella piaga, invece di cercare di risolvere i loro problemi?

La dipendenza dall’infelicità, secondo gli esperti, ha diverse spiegazioni possibili. La prima prende in considerazione l’insicurezza delle persone o la loro mancanza di autostima. Credono di non meritare la felicità, e quindi non lottano per cambiare le cose e per migliorare la loro condizione.

La seconda teoria ritiene che la colpa consista nel modo in cui siamo stati educati, visto che se durante l’infanzia ci hanno trasmesso una disciplina eccessivamente rigida o aspettative poco realistiche, abbiamo assimilato l’infelicità come qualcosa di normale, quotidiano e tollerabile.

In terzo luogo, si dice che chi ha vissuto diverse esperienze negative o traumatiche senta, in modo incosciente, un desiderio di tornare allo “status quo” dell’infelicità, visto che è l’unico che conosce, e rappresenta quindi la sua zona di comfort. Vale a dire che non sa che cosa significa essere felice.

Gli altri motivi per cui una persona può sviluppare una dipendenza dall’infelicità hanno a che fare con il loro realismo estremo di fronte a ciò che accade: credono che sia meglio concentrarsi sempre sul lato negativo, e non illudersi pensando in modo positivo. Sono quelle persone che vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto.

Alcune, per colpa delle decisioni sbagliate che hanno preso, si sentono in colpa e si castigano costringendosi ad essere infelici.

Può anche capitare di avere paura della felicità: alcune persone sono sicure che dopo un momento di allegria e serenità ne arriverà sempre uno di delusione e tristezza. Per esempio, questo è il caso delle persone che non vogliono innamorarsi di nuovo perché hanno sofferto molto per colpa di una rottura. Si negano la felicità per paura di soffrire di nuovo. Esistono anche casi di persone che non vogliono trovare un/a compagno/a di vita perché hanno paura di essere tradite o abbandonate. Tutte queste persone spesso si lamentano continuamente della loro sfortuna in amore.

D’altro lato, molte considerano che se sono felici, non raggiungeranno mai i loro obiettivi, perché senza sacrifici non è possibile raggiungere il successo. Queste persone pensano che, se non hanno sofferto per raggiungere ciò che desiderano o se l’hanno ottenuto troppo facilmente, probabilmente il loro successo ha un valore minore, e non riescono a goderselo.

L’infelicità cronica, infine, può fare la sua comparsa quando alla base c’è un disturbo psicologico vero e proprio, come l’ansia o la depressione. La cosa più interessante è che le persone davvero dipendenti dall’infelicità non corrispondono all’immagine che hanno di loro stesse o che noi abbiamo di loro.

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Le emozioni negative, secondo una ricerca delle Università della Florida e della California, non escludono quelle positive. Questo significa che possiamo sperimentarle entrambe, anche contemporaneamente. Le persone infelici a volte arrivano a raggiungere una certa condizione di “pace” con il mondo, anche se per gli altri potrebbe non avere senso.

Le caratteristiche di un infelice cronico

Questo breve elenco vi aiuterà a capire se siete dipendenti dall’infelicità, o se qualcuno intorno a voi lo è. Le persone che possono essere definite come “infelici cronici”:

Trovano sempre un motivo per essere infelici, anche quando la vita in realtà regala loro cose belle.
Preferiscono fare le vittime e dare la colpa agli altri, invece di assumersi le proprie responsabilità nelle decisioni che prendono.
– Competono con gli amici per dimostrare che sono loro ad avere la situazione più complicata di tutti. I loro problemi sono sempre i più gravi o i più difficili da risolvere.
Si pongono obiettivi impossibili da raggiungere, per poi potersi lamentare della loro sfortuna o sconfitta.
Non lottano mai per riprendersi dopo le avversità o quando qualcosa non va come vorrebbero.
– Si sentono schiavi delle loro emozioni e di ciò che accade loro. Sono pienamente convinti che nulla potrà cambiare il loro presente o futuro.
Continuano a mettersi i bastoni tra le ruote da soli quando qualcosa stava andando per il verso giusto.
– Non dicono mai niente di bello sulla vita, né la loro né quella degli altri. Quando qualcuno dà loro buone notizie, cercano sempre il lato negativo per sminuirle.

Anche se è vero che molte persone sono infelici per colpa di avvenimenti passati della loro vita, traumi o esperienze dolorose, questa non dev’essere una scusa per non vedere il lato bello della vita. È sempre possibile trovarlo, anche se bisogna sforzarsi per cercarlo.

Se non ci credete, come avrebbero fatto nel mondo tutte le persone che sono cadute e si sono rialzate, riuscendo a superare i problemi e ad essere felici? Perché altre persone riescono ad avere vite tranquille e serene?

E soprattutto, chiedetevi: Qual è il motivo per cui, anche se abbiamo tutto (salute, amore, lavoro, amici, cibo), non riusciamo a essere felici?