7 insegnamenti di Albert Ellis

· 26 novembre 2015

Il giorno in cui sono venuta a conoscenza della vita e dell’opera di Ellis, me ne sono innamorata. “Dopo non aver trovato per molto tempo senso alla psicologia, né aver creduto in questa, ho imparato che, seguendo una buona terapia, come la TREC, la psicologia poteva essere una potente arma per risolvere la maggior parte dei problemi psicologici della gente”. 

Così spiega Ellis, e lui stesso si auto-applicò la sua stessa terapia per superare la sua timidezza e la sua paura di conoscere e relazionarsi con le donne. E devo confessare che anche su di me ha avuto un grande effetto, da quando ho imparato ad auto-applicarmela.

Per questo, e affinché altre persone conoscano il padre della terapia razionale, vorrei mostrarvi, in modo riassuntivo, 7 insegnamenti di questo genio.

1. Il modello A-B-C

Dalla terapia razionale si capisce che non è la situazione né le avversità a provocare il nostro malessere emotivo, ma noi stessi, con i nostri pensieri e le nostre credenze, ad auto-generare la sofferenza.

In questo senso, il modello A-B-C insegna al paziente a mettere in ordine tutti quei concetti e a vedere chiaramente la relazione tra le emozioni.

L’A sarebbe la situazione attivatrice, l’avversità o il problema. La B sarebbero i nostri pensieri e le nostre credenze e il C le conseguenze di quei pensieri, ovvero come siamo a livello emotivo e come ci comportiamo.

Se la B è razionale, la C è sana e normale, ma se la B è irrazionale, anche la C sarà spiacevole e negativa.

2. Le credenze irrazionali

È la B di cui abbiamo parlato. Quando nominiamo le credenze irrazionali, vogliamo dire che non sono sostentate da una logica realista, ovvero sono pensieri che passano per la nostra testa in modo automatico, senza che esista un processo di ragionamento che le confronti con la realtà.

Come conseguenza, le persone soffrono in maniera esagerata e non agiscono come dovrebbero. Ellis elencò 11 credenze irrazionali basilari, anche se ne possono esistere tante quante le persone. Il problema di queste credenze è che, come dice il nome, le persone le creano e non contemplano altre alternative.

3. L’accettazione incondizionata di se stessi

Ellis ci insegna che tutti gli esseri umani hanno lo stesso valore, indipendentemente da quello che possiedono o dalle caratteristiche esterne. Ciò che è “esterno” è mutevole e noioso.

Ciò che abbiamo oggi potremmo non averlo domani e non per questo avremo perso il nostro valore come persone, che è intrinseco in noi fin da quando vediamo la luce per la prima volta.

Se interiorizziamo questa idea, che è la realtà, ci sentiremo molto più liberi e ci ameremo molto di più, incondizionatamente, senza dover essere belli, né avere successo, né avere molti soldi…perché queste cose non determinano il nostro valore.

La cosa più importante è
la nostra capacità di amare la vita e gli altri.
pioggi di colori

4. L’accettazione incondizionata degli altri

Come nel caso dell’accettazione incondizionata di se stessi, per essere felici e andare d’accordo con gli altri, dobbiamo praticare l’accettazione incondizionata degli altri, che consiste nell’accettare gli altri come sono: belli o brutti, bianchi o neri, intelligenti o meno, ricchi o poveri.  

Tutti possono apportarci cose meravigliose, indipendentemente dalle loro caratteristiche esterne, che come abbiamo già detto, non sono importanti.

Per essere liberi e non angosciarci, è molto importante accettare le persone che frequentiamo con i loro pregi e i loro difetti, e non cercare di cambiarle, né iniziare discussioni infantili con loro. Non riusciremo a cambiarli facilmente. La chiave sta nell’accettare e nel valorizzare i pregi che hanno, perché chiunque ne possiede.

5. La tolleranza e la frustrazione

Uno dei punti chiave della salute emotiva è applicare la tolleranza alla frustrazione, ovvero accettare che il mondo non gira nella direzione che noi vorremmo, né le cose verranno come vi piacerebbe.  

Questa è una realtà che molte persone non accettano e per questo vivono davvero male, dando origine a quelle credenze irrazionali sul mondo. Queste persone ragionano in termini di “dovrebbe”: “Il mondo dovrebbe essere come voglio” e  quando questo non succede, diventano ansiosi e si deprimono.

La tolleranza significa accettare che a volte le cose non sono favorevoli e che dobbiamo tollerare queste scomodità.

6. Il tremendismo

Nasce quando le persone pensano che quello che sta succedendo è terribile, più che drammatico, e che non possono sopportarlo. Si esagera (in maniera eccessiva) il negativo di una situazione.

È un’idea falsa che rende le persone ancora più ansiose, perché è dimostrato che gli esseri umani hanno la capacità di sopportare quasi qualsiasi “botta” psicologica, per cui, la credenza razionale sarà: “Questo che mi succede è davvero brutto e fastidioso, ma sicuramente lo sopporterò”.

frustrazione

7. Le immagini razionali-emotive

Una delle tecniche delle quali si serve la TREC per disattivare le credenze irrazionali, sono le visualizzazioni. Aiutano a praticare abitudini di pensieri razionali e favoriscono le emozioni positive. 

Il paziente immagina una situazione che teme nel modo più nitido possibile, provando tutte le emozioni che ne derivano. Successivamente, si spinge la persona a cambiare i suoi sentimenti esagerati per sentimenti appropriati. 

Ad esempio, sostituire il panico con la tristezza. Possiamo prescriverci le nostre emozioni se ci sforziamo di cambiare il modo di vedere le cose.