Accettazione radicale: cos'è e come praticarla

A volte viviamo situazioni difficili da accettare. L'accettazione radicale consente di alleviare il dolore secondo un particolare modo di intendere la vita.
Accettazione radicale: cos'è e come praticarla

Ultimo aggiornamento: 19 novembre, 2021

Avete mai sentito parlare della accettazione radicale per calmare la sofferenza? Immaginate di esservi preparati per anni per entrare nella compagnia dei vostri sogni. Un bel giorno sentite che è giunto il momento e mandate il curriculum.

Il colloquio va bene, persino meglio del previsto. Dopo qualche giorno vi comunicano che avete ottenuto il posto e che dovrete mettervi d’accordo per per firmare il contratto.

Provate una gioia immensa, avete finalmente raggiunto la meta per cui avete lottato per molto tempo. Tuttavia, non ricevete nessuna chiamata. Decidete di contattarli e vi dicono che alla fine la posizione è stata data a un profilo più qualificato e con più esperienza.

La situazione probabilmente vi sembrerà ingiusta e provate emozioni spiacevoli: rabbia, frustrazione, tristezza, senso di sconfitta, demotivazione e un vuoto difficile da colmare. Non sempre appaiono insieme, ma è possibile che queste e molti altre sorgano nei primi giorni dopo la notizia inaspettata.

La domanda è: come gestite le vostre emozioni? Come affrontate la situazione? Forse rimanete a navigare tra le vostre emozioni, ancorati alla sofferenza senza sapere bene come agire o forse ignorate la realtà e continuate a vivere come se nulla fosse.

In entrambi i casi, non si affronta in modo sano quanto successo. Poiché si tratta di una situazione comune, desideriamo presentare l’approccio dell’accettazione radicale. Una prospettiva diversa per vivere quello che ci accade.

Che cos’è l’accettazione radicale?

Durante la nostra esistenza è comune vivere diverse situazioni difficili. Il rifiuto della persona amata, un licenziamento, difficoltà finanziarie o la morte di una persona cara. Anche situazioni più superficiali possono generare grande frustrazione e sofferenza.

Conosciamo tutti persone che non sono in grado di accettare di non aver superato un esame, di essere state richiamate sul lavoro o addirittura che qualcuno le abbia superate in fila al supermercato. La base della sofferenza in tutti questi esempi è la stessa: la mancata accettazione della realtà.

L’accettazione radicale non è altro che la volontà di vivere la vita così com’è, con i suoi pro e contro. Questo concetto fa parte della terapia dialettica comportamentale (DBT) sviluppata dalla psicologa Marcha M. Linehan.

Si basa su concetti della psicologia cognitivo-comportamentale e pratiche Zen orientali. Tuttavia, per scopi pratici è stata Tara Brach, una psicologa specializzata in meditazione e buddismo, a rendere più popolare questa tecnica.

Donna preoccupata.

Come mettere in pratica l’accettazione radicale?

Il primo passo è riconoscere la realtà, qualunque essa sia, e smettere di combatterla. Soffriamo di più, di fatto, quando non accettiamo quello che accade, resistiamo, di conseguenza proviamo un dolore profondo.

Questo non significa che dobbiamo rassegnarci. La rassegnazione è un’opzione rinunciataria, non fornisce alcuna soluzione. Viceversa, l’accettazione radicale permette di affrontare almeno due soluzioni del conflitto.

Fin dall’inizio, ci incoraggia a smettere di investire energie per combattere la realtà e a gestire le emozioni spiacevoli. Quando non ci opponiamo più, ci viene più facile prendere il controllo della situazione e concentrarci sulla sua gestione. In altre parole, ci permette di essere proattivi di fronte al problema.

Passaggi da seguire per migliorare la accettazione radicale

Ogni processo della vita che ci arreca dolore sarà diverso dagli altri per le sue peculiarità. Tuttavia, la maggior parte seguirà una struttura comune relativa alla sofferenza.

Per questo motivo, è possibile applicare alcuni principi di base della accettazione radicale che aiuteranno a incanalare meglio il dolore. Sono i seguenti:

  • Trovare un posto tranquillo dove sedersi per qualche minuto in una posizione comoda.
  • Concentrarsi sui pensieri che sembrano legati alla situazione che causano disagio.
  • Non aggrapparsi a quei pensieri, guardarli come se fossero nuvole di passaggio. Non siamo quei pensieri, anche se ci identifichiamo con essi.
  • Analizzare le emozioni che suscitano in noi.
  • Abbracciare queste emozioni e manifestarle, hanno la funzione di incanalare la frustrazione e il dolore.
  • Ripetere dentro di sé un mantra che permetta di accettare meglio la situazione. Può essere una frase tipica: “è così”, “è un’esperienza in più nella mia vita e lo accetto” o “sono in pace con quello che mi sta succedendo”. È importante che la frase risuoni con se stessi, altrimenti sarà molto difficile interiorizzarla.

Molto probabilmente il dolore non scomparirà subito, ma possiamo ripetere questo mantra quando ricompaiono i pensieri e le emozioni che causano disagio.

Donna rilassata con gli occhi chiusi.

Cosa può succedere se non accettiamo le circostanze?

Rifiutare la realtà non elimina il dolore, anzi lo aumenta e lo trasforma in sofferenza. Pensiamo al classico esempio della persona che non accetta una rottura sentimentale, anche se sono passati mesi o anni dalla separazione.

La vita si trasforma in una spirale discendente che può persino portare alla depressione se non affrontata correttamente. Ciò non significa che accettare situazioni difficili sia facile. In realtà, è tutt’altro che facile.

Affrontare situazioni avverse è molto doloroso. Inoltre, il nostro istinto può portarci a negare l’accaduto oppure a non accettarlo perché fa meno male fin dall’inizio.

Il problema è che resistere inevitabilmente aumenta il dolore. Per questo motivo l’accettazione radicale può essere uno strumento molto utile.

Conclusioni

Questo approccio invita ad accettare che l’esistenza umana è fatta di esperienze, alcune piacevoli, altre neutre e altre dolorose; prima o poi, le sperimenteremo tutte.

Accettare che la vita sia così può donare un grande sollievo e un grande senso di pace nelle nostre vite. Fidatevi.

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  • Brach, T. (2003) Aceptación radical: Abrazando tu vida con el corazón de un Buda. Madrid: Gaia Ediciones.
  • Dimeff, L. & Linehan, M. (2001). Dialectical Behavior Therapy in a Nutshell. The California Psychologist, 34, 10-13. Recuperado de https://acortar.link/7IYa9y
  • Linehan, M. (1993) Cognitive-Behavioral Therapy of Borderline Personality Disorder. Nueva York: The Guilford Press.