Sofferenza psichica, grande incompresa

I disturbi della psiche, più precisamente i loro quadri clinici, rappresenta un percorso a ostacoli per chi ne soffre. Spesso il disagio è aggravato da variabili scarsamente prese in considerazione.
Sofferenza psichica, grande incompresa
Elena Sanz

Scritto e verificato la psicologa Elena Sanz.

Ultimo aggiornamento: 11 febbraio, 2023

Si stima che in Europa siano 83 milioni le persone che soffrono di disturbi mentali. Questa cifra, già allarmante di per sé, aumenta se tenessimo conto anche di quelle persone che, pur presentando sintomi, non si rivolgono al medico e non hanno ricevuto una diagnosi. È assurdo che esista ancora una così generale incomprensione della sofferenza psichica.

Si sente sempre più parlare di malattie come la depressione o l’ansia cronica (e c’è da aspettarselo vista la loro alta diffusione). A quanto pare, la società comincia ad ammettere l’esistenza di queste condizioni cliniche e l’importanza dell’impatto che hanno sulla qualità della vita.

Quando queste compaiono nel nostro ambiente più prossimo, non riusciamo ad avvicinarci nel giusto modo. Mancanza di empatia, conoscenze e/o strumenti costringe la persona affetta da disturbo psichico ad affrontare incomprensione, giudizi e solitudine.

Donna depressa seduta sul letto.

Sofferenza psichica, grande incompresa

Soffrire di disturbi d’ansia, sbalzi d’umore, disturbi del comportamento alimentare o qualunque altra patologia mentale è un percorso a ostacoli. Non solo per le conseguenze dirette della malattia, ma per la difficoltà nel trovare il sostegno necessario.

Purtroppo, l’incomprensione inizia spesso dagli stessi operatori sanitari, per il poco tempo a disposizione concesso dai servizi pubblici, per una diagnosi imprecisa o per l’importanza eccessiva assegnata ai farmaci a fronte di un ridotto accesso alla psicoterapia.

Come risultato, spesso è difficile ottenere il necessario supporto e orientamento specialistico. A ciò si aggiunge che, a volte, si formula una diagnosi di ansia, depressione o qualsiasi altra etichetta senza tenere conto che, molto spesso, stiamo parlando di reazioni non solo comprensibili, ma addirittura attese nel contesto della società attuale.

È, tuttavia, più dolorosa l’incomprensione che si percepisce dalle persone vicine. La reazione di parenti, amici, colleghi, compagni di scuola non sempre è la più consona. I possibili scenari sono diversi.

Minimizzare il disagio e ignorare le emozioni

Quando entrano a contatto con la sofferenza psichica altrui, la risposta immediata di molte persone é di non attribuirvi importanza. Quante volte chi manifesta un disagio mentale si sentirà dire: “ti perdi in un bicchier d’acqua”, “chi non ha problemi?” o “è solo un brutto momento, ti passerà”?

Questi consigli, lungi dall’aiutare la persona a prendere la giusta distanza dal problema, la farà sentire sola o incompresa.

Colpevolizzare

Un’altra reazione comune è colpevolizzare la sofferenza psichica. “Con questo atteggiamento negativo non ne uscirai”, “non fai niente dalla mattina alla sera, almeno esci e vatti a divertire”, “non mangi perché sei tu che non vuoi”.

Affermazioni di questo tipo riflettono la nostra incomprensione e amplificano il disagio emotivo di una persona già sofferente.

Stigmatizzare

Si tratta di un’altra posizione altrettanto dannosa. Stigmatizzare la persona vuole dire definirla attraverso il suo disturbo e non per chi realmente è; invece di entrare in empatia, ci limitiamo a consigliare un aiuto professionale. In altre parole, si delega ogni responsabilità della cura e l’individuo resta solo con i suoi problemi.

Uomo in atteggiamento di sofferenza psichica.

Come evitare le incomprensioni verso la sofferenza psichica?

Molte persone che soffrono di disagio psichico preferiscono nasconderlo, rimandando la richiesta di aiuto specialistico. Qual è, quindi, il giusto atteggiamento?

  • Ascoltare. Interessatevi in modo autentico a ciò che la persona pensa, percepisce e prova: vi aiuterà a comprendere meglio.
  • Essere empatici. Invece di giudicare o colpevolizzare, l’approccio corretto è mettersi nei panni di questa persona: insomma, trattatela come vi piacerebbe essere trattati.
  • Essere pazienti. I disturbi psichici possono rendere le persone irritabili e spingerle a comportamenti scorretti o incomprensibili. Ricordate che la maggiore sofferenza è a carico loro.

In molte occasioni sarà certamente essenziale un aiuto professionale. Pertanto è positivo incoraggiare quella persona a utilizzare tale strumento. Tuttavia è altrettanto fondamentale il sostegno degli altri.

Impegnatevi in prima persona e mostrate disponibilità a accompagnare il vostro parente o amico in questo percorso. Ottenere comprensione e supporto migliora in modo drastico le sue possibilità di recupero.


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