Addolcire la realtà ai bambini è giusto?

· 8 Febbraio 2019
I genitori tendono a omettere o modificare alcune informazioni per proteggere o evitare possibili traumi ai figli. Ma è giusto addolcire la realtà ai bambini?

Nella nostra cultura è facile riconoscere molti comportamenti volti ad addolcire la realtà ai bambini. Quando parliamo di “addolcire”, ci riferiamo alla tendenza a cambiare una verità dolorosa con una versione più piacevole. Ma perché i genitori attivano questo filtro della realtà? Fino a che punto è giusto offrire ai bambini una realtà addolcita?

Anche se l’uso delle bugie per addolcire la realtà ai bambini è frequente, un aspetto da tenere in conto è la legittimità di questa abitudine. Buona parte della società pensa che sia positivo addolcire la realtà ai bambini, per inerzia o abitudine. Tuttavia, ciò non accade con gli adulti, dal momento che l’intenzione di proteggere l’altro, in molti casi, non basterebbe a giustificare eventuali bugie, omissioni o mistificazioni.

In questo articolo affronteremo questo delicato argomento, cercando di far luce sui suoi diversi aspetti. Anzitutto spiegheremo cosa significa addolcire le verità dolorose. Poi, vedremo le ragioni e i motivi che spingono all’uso di questo filtro della realtà e, infine, cercheremo di rispondere alla domanda usata come titolo per questo articolo.

 

Padre e figlio in un prato

Come addolcire la realtà ai bambini?

Come si fa ad addolcire la realtà ai bambini? Questo comportamento può essere messo in pratica in modo diverso e con scopi diversi. In particolare, vale la pena di evidenziarne due tipi:

  1. Bugie o occultamento della verità (rispetto a situazioni difficili o scomode);
  2. Invenzione di storie fantastiche o magiche.

Quando parliamo di bugie per nascondere situazioni spiacevoli o dure, intendiamo l’omissione da parte degli adulti di informazioni rispetto a un particolare argomento che i bambini non sono preparati ad affrontare. Particolari contesti come la morte, il sesso o la violenza, sono sicuramente un buon esempio. Si tratta di problematiche non adatte ai minori e verso cui i figli non possiedono ancora adeguati filtri. Una sorta di schermo o protezione che, nella società dell’informazione di oggi, è sempre più difficile creare e mantenere.

Per quanto riguarda le storie fantastiche, intendiamo personaggi fittizi a cui il bambino crede. Conosciamo tutti esempi come Babbo Natale, la befana, il topolino dei denti, ecc. Vengono raccontate per tingere di magia la realtà che potrebbe essere un po’ banale e meno divertente.

Perché addolcire la realtà ai bambini?

Ma torniamo alla domanda principale che apre questo articolo. Siamo davvero sicuri della legittimità di questo modo di agire? Possono essere molti i motivi che spingono i genitori ad addolcire la realtà ai bambini. Finora ne abbiamo visti alcuni, ma è arrivato il momento di scendere più in profondità.

Se a un genitore viene chiesto come mai ha deciso di filtrare la realtà, molto probabilmente risponderà che lo fa per preservare l’innocenza del proprio bambino. Questo succede perché socialmente si ritiene che i bambini siano più vulnerabili alle situazioni stressanti. Un dato senz’altro vero, dato che le loro capacità di gestire le emozioni sono ancora molto limitate.

 

Bambina triste addolcire la realtà ai bambini

Osservando attentamente le “scomode verità” che vengono nascoste ai bambini, ci rendiamo conto che si tratta di situazioni che, in molti casi, non siamo in grado di gestire nemmeno noi adulti. Questioni come la morte e il sesso sono ancora temi tabù nella nostra società. Intorno a essi ruotano idee e miti che possono spiazzarci o farci sentire molto vulnerabili. Non avere risposte chiare è anche uno dei motivi per cui si ricorre al racconto, alla magia delle fiabe.

L’abitudine di addolcire la realtà ai bambini è legittimata da fattori socioculturali che sorgono come risultato di una cattiva gestione di argomenti tabù o scomodi. Ciò è legato al deficit di intelligenza emotiva tipico della società attuale.

È corretto addolcire la realtà ai bambini?

Ebbene, la risposta a questo quesito ha diverse sfumature. Per gli esperti, non bisogna eccedere e, anzi, è meglio evitare di raccontare storie a cui non crediamo. Un esempio potrebbe essere l’esistenza della vita dopo la morte. Infatti, non c’è nessun problema a essere onesti con i bambini e confessare loro che alcune domande hanno una risposta che non conosciamo o che, a prescindere dalla fede, nessuno conosce.

L’aspetto che molti sottovalutano, infatti, è che bisogna usare un linguaggio comprensibile per i bambini e, allo stesso tempo, di essere intelligenti mantenendoli lontani da alcuni dibattiti prematuri. Una storia intelligente è quella che si adatta, senza mentire, alla capacità di comprensione del bambino.

Molte volte questo filtro della realtà ha lo scopo di tenere il bambino lontano dalle emozioni negative. In questo senso, vi consigliamo di evitare questa forma di iperprotezione. Se i vostri bambini non impareranno a gestire le emozioni negative, potrebbero non riuscirci nemmeno in futuro.

Lasciate che si arrabbino e comprendono le possibili conseguenze derivanti dalla loro rabbia. Permettete che si sentano tristi e costruite assieme un resoconto onesto delle loro emozioni e di quello che è successo. Non impedite loro di imparare a guardare la realtà con intelligenza, gestendo gli stimoli che metteranno alla prova le loro risorse e incoraggiateli ad affrontarli e superarli.

Insegnate loro a tollerare le incertezze, perché così facendo avranno più possibilità di cavarsela in un mondo che ne è pieno.

Non basta smettere di addolcire la realtà ai bambini. Se volete fornire una buona educazione ai vostri figli e favorirne lo sviluppo, dovrete insegnare loro a gestire la realtà piena di informazioni con intelligenza emotiva e capacità critica.