Aiuto psicologico alle persone epilettiche

09 aprile, 2020
Gli interventi psicologici rivolti alle persone epilettiche aiutano a ridurre le convulsioni e a migliorare la qualità della loro vita.

L’aiuto psicologico alle persone epilettiche è una risorsa molto utile per poter godere di una vita migliore. L’epilessia è una malattia del sistema nervoso centrale che si manifesta con una crisi scatenata da una temporanea disfunzione dei neuroni. L’equilibrio tra i neuroni con funzione eccitatoria e quelli con funzione inibitoria si altera e molte cellule nervose subiscono una scarica simultanea troppo forte.

Esistono diversi tipi di crisi, e ciò dipende dal fatto che il cervello può essere coinvolto nella sua interezza o solo in alcune parti. La crisi può avere origine in una parte del cervello e poi diffondersi nelle altre.

Non si parla di epilessia quando si verifica una singola crisi che si manifesta a causa di circostante particolari (ad esempio, un’intossicazione, la mancanza di ossigeno, convulsioni febbrili, ecc.). Si parla di epilessia quando le crisi sono ripetute.

Più della metà delle epilessie compaiono durante l’infanzia e oltre i due terzi degli epilettici hanno il loro primo attacco prima dei vent’anni.

Cervello e onde cerebrali

Cause dell’epilessia e tipi di attacchi

Di solito, l’epilessia si manifesta a causa di una predisposizione congenita o di danni cerebrali acquisiti. Le lesioni cerebrali si verificano più frequentemente durante il periodo prenatale, durante il parto o la prima infanzia. Possono essere causate anche da infezioni, ferite, tumori al cervello, emorragie, intossicazioni, scarsa vascolarizzazione, ecc.

Tuttavia, va notato che la maggior parte delle persone epilettiche non presentano una malattia neurodegenerativa, bensì delle crisi ripetute che possono essere più o meno controllate utilizzando i farmaci.

Come si manifestano i diversi attacchi epilettici?

La manifestazione clinica delle convulsioni dipende dal tipo di epilessia. Può essere diversa e manifestarsi nei seguenti modi:

  • Il malato può interrompere bruscamente la sua attività e rimanere bloccato per alcuni secondi con lo sguardo fisso e perso nel vuoto. Dopo la crisi, riprende l’attività che aveva interrotto.
  • Il soggetto effettua delle contrazioni muscolari incontrollate per alcuni secondi.
  • All’improvviso, il soggetto cade in uno stato confusionale e i suoi movimenti sono incontrollati.
  • Il soggetto cade per terra, perde conoscenza, si irrigidisce e poi effettua movimenti convulsi con la testa e con gli arti.

Altre forme in cui si può manifestare la crisi epilettica sono: movimenti stereotipati, tic, ostruzioni, tremolio degli occhi, salivazione, vomito, mancanza di respiro, perdite di urina o feci, ecc. In alcuni soggetti epilettici, la crisi è annunciata da segnali di allarme (aura epilettica).

In genere, le crisi epilettiche non durano a lungo e terminano da sole, tranne nei casi di stato di male epilettico. Altre volte, durante le convulsioni alcune funzioni fisiologiche sono fuori controllo.

Trattamento dell’epilessia

La maggior parte delle epilessie rispondono positivamente ai trattamenti farmacologici. Nella maggior parte dei casi è sufficiente un solo un farmaco (monoterapia); in alcuni casi, invece, si dovrà ricorrere a due o più farmaci (politerapia).

In genere, si consiglia di assumere i farmaci antiepilettici per diversi anni. Nel caso di resistenza ai medicinali, ovvero quando persistono convulsioni gravi o frequenti, l’intervento chirurgico può essere un’opzione.

Aiuto psicologico alle persone epilettiche

La diagnosi di epilessia costringe il paziente e la sua famiglia ad affrontare una nuova situazione. Quando viene offerto aiuto psicologico alle persone epilettiche, in genere, si affrontano meglio gli attacchi, le proprie emozioni e si è più equipaggiate per gestire la malattia.

Conoscere l’epilessia è un passo importante. Entrare a far parte di un’associazione, parlare con uno specialista e diventare membri di un gruppo di supporto sono ottimi modi per ricevere informazioni sulla malattia e godere di supporto e comprensione.

Alcune persone si rivolgono a un medico specialista o a uno psicologo per ricevere aiuto psicologico. In questo senso, è importante costruire una rete di persone intorno al soggetto che soffre di epilessia. Queste figure possono offrire un sostegno importante al malato.

Tuttavia, ci sono altri problemi meno visibili, ma ugualmente importanti. Ci riferiamo all’accettazione della malattia, alla gestione dell’ansia (fondata e infondata), alle regole di igiene del paziente, alle difficoltà familiari, ai progetti per il futuro, ecc.

Si consiglia sempre di coinvolgere il paziente nella gestione della sua malattia. Avere il controllo, gestire i comportamenti, osservare le circostanze in cui si verifica una crisi, eliminarle o modificarle attraverso misure preventive sono tutti aspetti molto importanti. Infine, se possibile, trovare e utilizzare un metodo di intervento che aiuti il malato a controllare le convulsioni.

Collaborazione tra più professionisti sin dall’infanzia per offrire aiuto psicologico alle persone epilettiche

Per fornire delle cure adeguate ai bambini con epilessia, è importante comprendere i fattori neurologici ed emotivi che causano i sintomi della malattia. È un lavoro molto difficile perché c’è sempre un’interazione tra i vari fattori.

Per questo motivo, bisogna sviluppare un dialogo costante tra i vari professionisti e le parti interessate durante gli incontri per i controlli periodici dei bambini.

Il neuropediatra, in collaborazione con il neuropsicologo, preparerà una valutazione neuropsicologica delle capacità e delle difficoltà del bambino confrontando la tabella dei disturbi cognitivi – di solito descritta nel tipo di epilessia presentata dal bambino – con i disturbi cognitivi effettivamente osservati. Ciò darà un’idea iniziale di quali disturbi possono essere attribuiti alla condizione neurologica del bambino.

Aiuto psicologico alle persone epilettiche: la comunicazione dei professionisti con il paziente e i suoi familiari

I colloqui che i bambini e gli adolescenti hanno con gli psicologi hanno lo scopo di confrontare le varie esperienze di epilessia e le loro conseguenze, che spesso vengono vissute come umilianti e tristi. Si tratta di vedere la realtà delle cose, le prospettive future e gli obiettivi personali in base alle capacità di ogni individuo.

Ogni professionista e chi si occupa del bambino dovrà insegnargli a valutare le possibilità e i rischi che scatenano una crisi epilettica. I genitori di bambini epilettici hanno familiarità con le manifestazioni degli attacchi e possono dire, sia ai bambini che ai parenti, come agire esattamente quando se ne verifica uno.

Sapere come comportarsi emotivamente tra le crisi epilettiche

Molte persone che soffrono di epilessia notano che le loro emozioni e i loro sentimenti influenzano la frequenza degli attacchi. Di conseguenza, imparare a gestire al meglio le emozioni può ridurre il numero degli attacchi.

È possibile cambiare atteggiamento. Ad esempio, non percepirsi come “epilettici” e concentrarsi sulle cose che si possono fare invece che su quelle che non si possono fare. Si possono prevenire le crisi imparando a gestire lo stress attraverso tecniche di rilassamento come lo yoga o scrivendo i propri pensieri su un diario.

Altri accorgimenti importanti che possono aiutare a prevenire le convulsioni sono: dormire a sufficienza, svolgere attività fisica regolare (per evitare l’iperventilazione), consumare regolarmente pasti equilibrati e nutrienti, evitare la caffeina, i dolcificanti, l’alcool, le droghe e assumere i farmaci in base all’orario prescritto.

Donna che si rilassa

Cosa fare se ci troviamo in presenza di una crisi epilettica?

Da un momento all’altro, la persona che ha una crisi epilettica diventa strana e ha degli atteggiamenti incomprensibili. È molto comune che chi osserva questi comportamenti provi una sensazione di impotenza. Per questo motivo, una buona informazione è necessaria per ridurre l’ansia.

Se vi trovate di fronte a una crisi tonico-clonica generalizzata (conosciuta anche come “Grande Male”), dovete:

  • Mantenere la calma.
  • Portare la persona che ha la crisi fuori da un’area pericolosa per prevenire possibili lesioni.
  • Mettere un cuscino o dei vestiti sotto la testa della persona.
  • Se la persona che ha la crisi porta gli occhiali, toglierglieli.
  • Per rendere più facile la respirazione della persona che ha la crisi allentate la pressione esercitata dai vestiti, soprattutto intorno al collo (ad esempio, sbottonatele la camicia).
  • Prendete l’ora per conoscere la durata della crisi.

Alla fine delle convulsioni:

  • Posizionate la persona in una posizione di sicurezza laterale (preferibilmente a sinistra).
  • Liberate le sue vie respiratorie per permettere la fuoriuscita di saliva o di vomito.
  • Rimanete con la persona se persiste lo stato confusionale.
  • Se possibile, datele un po’ ditempo per riposare.

Tranne in casi in cui la malattia sia particolarmente lieve, è importante che il paziente epilettico faccia parte di un progetto di accoglienza personalizzata a scuola o negli ambienti in cui svolge la sua attività quotidiana.