Alcune ossessioni poco conosciute

14 agosto, 2020
Avete bisogno di fare una lista per tutto? Prendete farmaci per prevenire l'emicrania? Queste manie hanno un nome. Continuate a leggere per conoscere queste e altre ossessioni diffuse.
 

Secondo la sua più classica definizione, una mania è una preoccupazione eccessiva, a volte stravagante, verso qualcosa in particolare. Questo significa che nella cultura popolare essere maniacale è associato all’adesione a certe linee guida rigide e lievemente resistenti al cambiamento, ma perfettamente evitabili con la forza di volontà, senza per questo causare ansia eccessiva. Oggi parliamo di alcune ossessioni diffuse.

In linea di massima, una mania non rappresenta un problema se non una possibile o minima perdita di tempo. Ma cosa succede se queste preoccupazioni si trasformano in ossessione?

Bisogna dire che nel linguaggio colloquiale tendenzialmente vengono intesi come sinonimi (o quasi sinonimi) parole come “mania”, “ossessione” e “passione”. Questa sinonimia è tuttavia considerata scorretta dalla psicologia, poiché la mania è una condizione dell’umore eccessivamente euforico, in assenza di riflessione. Nonostante ciò, ricorrere al parallelismo tra le parole “mania” e “ossessione” facilita la comprensione dell’argomento di nostro interesse.

Si può essere ossessivi o appassionati di qualunque cosa ci succeda. Non esiste al mondo qualcuno che sia esente dall’essere un po’ maniacale e, in qualunque momento, chiunque di noi potrebbe ritrovarsi ad adottare un comportamento rituale.

Molte ossessioni sono note e sappiamo come si chiamano, ad esempio la melomania (ossessione o passione viscerale per la musica). Molte altre, invece, non sono note o non sappiamo dare esse un nome. Vediamone alcune.

 
Ragazza che ascolta la musica sul divano.

Alla scoperta di alcune ossessioni poco note

Glazomania

La glazomania è l’ossessione, la passione morbosa o il fascino inusuale per la stesura di liste. Questa ossessione può essere considerata uno strumento per essere più efficienti o persino per abbassare i livelli di stress in quanto le liste favoriscono l’organizzazione.

Le persone affette da glazomania preparano una lista assolutamente per tutto: dai doveri quotidiani o i luoghi che desiderano visitare fino alle liste con frasi chiave da pronunciare in determinati momenti.

Stilare una lista fa sentire il glazomane organizzato, preparato a quello che accadrà. Detto ciò, è bene fare una distinzione tra gli appassionati delle liste e altri disturbi come il DOC o disturbo ossessivo-compulsivo della personalità.

Il sottotipo DOC da controllo, determinate manie provocano comportamenti compulsivi, in questo caso di verifica, per abbassare i livelli di ansia. In questo contesto l’impiego di liste può trasformarsi in una strategia di verifica in grado di contrastare la compulsione. Si verifica nella lista se il compito, per esempio “chiudere la porta”, è segnato come “fatto”, invece di verificare di persona.

 

Secondo il DSM-5, il disturbo ossessivo compulsivo della personalità consiste in un’eccessiva preoccupazione nei confronti dell’ordine, del perfezionismo e dell’efficienza. Tra i criteri diagnostici propri di questo disturbo vi è la preoccupazione per i dettagli, per le norme, per le liste, per l’organizzazione… fino al punto di trascurare l’oggetto principale dell’attività (vale a dire, l’obiettivo della stessa lista).

Entrambi questi disturbi comportano malessere fisico o deterioramento dell’attività sociale, lavorativa o di altri ambiti significativi della vita. In ciò differiscono la glazomania, o piacere per le liste, e il DOC.

Farmacomani: ossessione per il consumo di farmaci

Come indica il nome stesso, la farmacomania è l’ossessione per l’assunzione di farmaci in situazioni in cui non è necessario o a scopi per i quali un determinato medicinale non è indicato. Questo concetto può essere associato alla farmacofilia (opposta alla farmacofobia), ovvero la tendenza o la predisposizione ad assumere farmaci.

Tra i disturbi che possono essere associati a questo concetto troviamo l’ipocondria, così come i disturbi da dolore e la fibromialgia. La tendenza ad assumere un farmaco “perché non si sa mai” o “a scopo preventivo”, di fatto, è associato agli analgesici tra chi soffre di dolore cronico.

Nel caso dell’ipocondria, la paura di soffrire di una malattia può portare a un consumo eccessivo di farmaci allo scopo di preservare o migliorare una funzione fisiologica. Un esempio può essere quello della persona che assume ogni giorno farmaci lassativi per garantire una digestione funzionale ed evitare la stipsi tanto temuta.

 

Sempre in relazione all’ipocondria, si può notare anche l’atteggiamento opposto: rifiutarsi di assumere medicinali per paura dei possibili effetti indesiderati.

Alcune ossessioni associate al riposo: catisomania e clinomania

Di questo gruppo fanno parte varie ossessioni relative a diversi aspetti del riposo, come stare sdraiati, seduti o persino dormire.

La catisomania è l’ossessione di rimanere seduti. Non è il semplice piacere di stare seduti, ma il bisogno irrefrenabile di sedersi. Può portare persino a togliere il posto su un mezzo pubblico a una persona anziana o a una donna incinta, a sedersi per terra mentre si fa la fila, a sedersi in un camerino in un negozio, ecc.

Non va confuso con la clinomania, che è l’ossessione di rimanere sdraiati, né con l’ortosonnia, la mania di un riposo perfetto.

Tanoressia: ossessione per l’abbronzatura

La tanoressia è il bisogno ossessivo di avere la pelle più scura, ovvero essere abbronzati. Potremmo considerarla una dipendenza o un sottotipo di disturbo dismorfico del corpo.

Le persone che soffrono di tanoressia associano la pelle abbronzata alla bellezza e la carnagione chiara a un difetto estetico. Oltre a ciò, pensano di non poter vivere senza ricevere i raggi UVA, motivo per cui ricorrono di continuo ai lettini abbronzanti o trascorrono giornate intere sotto il sole.

Si tratta di azioni rischiose spesso senza l’uso di un’adeguata protezione solare e persino applicando lozioni abbronzanti che mettono a rischio la salute cutanea.

 

Sono ben noti gli effetti benefici della luce del sole per la nostra salute; ma l’esposizione prolungata o senza protezione solare aumenta il rischio di soffrire di diversi disturbi cutanei. Questi possono andare dall’eritema solare alle scottature, fino al tumore della pelle (o melanoma), passando per l’invecchiamento precoce della pelle.

Trattamento della tanoressia

Il trattamento della tanoressia dipende dalla causa. Può essere descritta come una dipendenza o un disturbo dismorfico del corpo. I bagni di sole possono essere fatti in determinati periodi come strategia per gestire in autonomia un disturbo depressivo stagionale.

Sappiamo anche che la luce solare stimola il rilascio di endorfine e provoca una sensazione di relax, benessere ed euforia. Oltre al trattamento psicologico, dunque, vanno ricercati altri metodi per aumentare i livelli di questi ormoni in sostituzione dei bagni di sole; per esempio, fare attività fisica, ascoltare musica, ridere o mangiare.

Donna con scottatura solare.

Riflettiamo su alcune ossessioni

Le ossessioni qui descritte rappresentano un piccolo campione dell’ampio ventaglio di manie conosciute. In linea di massima, non sono gravi e non bisogna dare esse più importanza di quella che hanno. In realtà avere alcune ossessioni o “essere un po’ maniacale” non è un male, purché ciò non si ripercuota sull’attività quotidiana e non provochi ansia.

 

Dobbiamo evitare che quelle particolarità che ci rendono unici e speciali si trasformino in manie maledettamente insopportabili. E ciò è possibile in un semplice modo: dimostrandosi flessibili e tolleranti.

Una mania non può farci superare determinati limiti di convivenza né portarci a voler controllare le azioni altrui. Se questo succede, se una mania riduce la nostra qualità di vita, bisogna consultare un professionista.