Alfred Binet: come si misura l’intelligenza?

Alfred Binet ha ricoperto un ruolo fondamentale nello sviluppo della psicologia sperimentale francese, contribuendo ampliamente alla questione della misurazione dell’intelligenza. Sapete come sono nati i test d’intelligenza tutt’oggi utilizzati?
Alfred Binet: come si misura l’intelligenza?

Ultimo aggiornamento: 21 marzo, 2021

Alfred Binet è stato uno psicologo francese famoso per lo sviluppo del primo test d’intelligenza, ancora oggi molto usato. Il test fu pensato in seguito a una richiesta da parte del governo francese, che incaricò Binet di realizzare uno strumento che potesse identificare gli studenti bisognosi di lezioni di recupero.

Insieme al suo collaboratore Theodore Simon, Binet ideò la Scala di Stanford-Binet. Un sistema di misurazione dell’intelligenza che, negli anni seguenti, fu riformulato e standardizzato dallo statunitense Lewis Terman, che lo utilizzò con cittadini statunitensi.

In questo articolo presentiamo la vita di Alfred Binet approfondendo, nel dettaglio, il suo contributo sulla misurazione dell’intelligenza.

Infanzia e giovinezza

Binet nacque a Nizza da un medico e un’artista. In gioventù, non era un alunno eccelso né particolarmente promettente, pur dimostrando un certo talento e una gran voglia di lavorare. Dopo essersi diplomato al liceo Louis-le-Grand studiò e si laureò in giurisprudenza.

La ricchezza della famiglia gli rese superfluo l’esercizio del titolo di avvocato, permettendogli di dedicare il suo tempo alla lettura di testi di psicologia presso la Biblioteca Nazionale di Francia. Nel 1880 Binet pubblicò un articolo di psicologia, sebbene venne accusato di plagio.

Il tema del magnetismo animale, anche conosciuto come mesmerismo, catturò il suo interesse spingendolo a pubblicare diversi articoli sull’argomento. Nei suoi scritti si proponeva di spiegare nel dettaglio il modo in cui i magneti possano influenzare emozioni e percezioni.

Con suo profondo imbarazzo, si dimostrò che la teoria del magnetismo animale era priva di fondamento e fraudolenta, senza alcuna valenza medico-scientifica.

Cervello rappresentato da cubi, le teorie di Binet.

Binet, la carriera dopo gli studi

Due anni dopo iniziò a lavorare presso l’ospedale Salpêtrière di Parigi, in cui prendono pian piano forma i suoi metodi scientifici.

Binet divenne studente di Jean Martin Charcot, con cui studierà fino al 1891, accettando senza riserve e difendendo con veemenza i suoi metodi e le sue dottrine sull’ipnosi e la polarizzazione.

Successivamente subì il contrattacco di Delboeuf, della scuola di Nancy, fatto che provocò una divisione tra l’allievo e il maestro Charcot. L’accettazione dei suoi errori aiutò comunque Binet ad affinare lo sviluppo dei suoi metodi.

Tra i maestri di Binet in quegli anni troviamo anche Hippolyte Taine, Théodule Armand Ribot e John Stuart Mill. Nel 1884 si sposa con Laure Balbiani, figlia di Edouard-Gérard Balbiani, medico embriologo presso il Collège de France. Con la moglie avrà due figlie.

Nel 1887 venne premiato dall’Accademia Francese di Science Morali e Politiche, lavorò con il suocero (che teneva conferenze sull’eredità), scrisse sul libero arbitrio e sul determinismo e studiò la psicologia dei tribunali di giustizia.

Nel 1890 Binet interruppe i rapporti con l’Ospedale Salpêtrière. Successivamente, cominciò a studiare i processi cognitivi utilizzando le proprie figlie come oggetto di studio.

Curiosamente, nonostante la differenza di età tra le due figlie rendesse abbastanza evidente il diverso stadio di sviluppo cognitivo, Binet non approfondì questo aspetto. Bisognerà attendere Jean Piaget per rivedere la sua teoria.

Collaborazioni con Beaunis e la Sorbona

Nel 1891 Binet cobobbe il Dr. Henri Beaunis e gli chiese di essere assunto alla Sorbona. Nonostante i tesi rapporti ra i due anni prima in merito all’ipnosi, Beanuis accettò spinto forse anche dal fatto che il ricco Binet non avesse bisogno di percepire un salario.

Nel 1892 Binet venne nominato direttore aggiunto del laboratorio di psicologia fisiologica della Sorbona, diretto proprio da Henri Beaunis. Nello stesso anno ottenne il dottorato in scienze naturali, con una dissertazione sulla correlazione tra fisiologia e comportamento degli insetti.

Nel 1895 Binet e Beaunis fondarono la prima rivista francese di psicologia, L’Année psychologique, ancora oggi attiva. Sempre in quell’anno succedette a Beaunis nella gestione del laboratorio, oggi collegato all’École Pratique des Hautes Études, dove lavorò fino alla morte nel 1911.

Rappresentazione del cervello umano.

Il test d’intelligenza di Alfred Binet

Binet rimase impressionato dall’intento dello psicologo inglese Sir Francis Galton (1822-1911) di registrare le differenze individuali attraverso l’uso di prove standardizzate.

Decise di adottare il metodo di Galton per studiare scrittori, artisti, matematici e giocatori di scacchi. Integrò così le prove con osservazioni sul fisico, la scrittura e altre caratteristiche delle persone coinvolte.

Nel 1903 portò a termine un’opera notevole: lo studio sperimentale dell’intelligenza, indagine in cui descrive le caratteristiche mentali delle figlie. Come studio successivo, lavorò all’analisi sistematica di due tipi di personalità contrastanti.

I suoi lavori dimostrano l’impossibilità di tradurre il ragionamento in termini sensoriali, oltre a provare come l’unità e l’attività di pensiero siano indipendenti all’elaborazione delle immagini. Scienziati come R. S. Woodworth e K. Bühler, nel 1907, arriveranno a risultati analoghi.

Per quanto riguarda l’evoluzione dell’intelligenza, Binet riconobbe che i test d’intelligenza possono valutare soltanto una parte di tutti i comportamenti intelligenti di un individuo. Insomma, secondo lo psicologo un test non può essere ritenuto una prova d’intelligenza definitiva.

Binet afferma inoltre che l’obiettivo di un test d’intelligenza è quello di classificare una persona, non di valutarla. La nozione di “quoziente d’intelligenza” viene proposta dallo psicologo tedesco William Stern e violentemente respinta da Binet.

Alla base della sua opposizione vi è l’idea secondo cui la naturalezza dell’intelligenza sia troppo complessa per essere racchiusa in un numero.

Il contributo di Alfred Binet alla psicologia

Oggi, Alfred Binet viene spesso citato come uno degli psicologi più influenti della storia. Per quanto la sua scala valutativa dell’intelligenza sia servita come base per i test d’intelligenza moderni, lo stesso Binet non era convinto del fatto che il suo metro valutativo fosse in grado di misurare un grado permanente o innato dell’intelligenza.

“L’intelligenza è l’abilità grazie alla quale si può intraprendere e mantenere una determinata direzione, adattarsi a nuove situazioni e mantenere la capacità di criticare le proprie azioni”.
-Alfred Binet-

Secondo Binet, i risultati che un individuo ottiene se sottoposto più volte ad un test d’intelligenza possono variare nel tempo. In aggiunta a questa considerazione, fattori come la motivazione e altre variabili simili possono giocare un ruolo fondamentale nei risultati di queste prove.

Non vi è dubbio che gli studi di Binet abbiano influenzato enormemente il pensiero a lui successivo, ampliando le prospettive della psicologia.

Potrebbe interessarti ...
Intelligenza multifocale per essere felici
La Mente è MeravigliosaRead it in La Mente è Meravigliosa
Intelligenza multifocale per essere felici

Utilizzando bene l'intelligenza multifocale, possiamo gestire meglio la produzione dei pensieri, trasformare le emozioni distruttive ed essere più felici.



  • Binet, A., & González-Llana, F. (1913). Las ideas modernas acerca de los niños. Librería Gutenberg de José Ruiz.
  • Binet, A. (1983). La inteligencia: su medida y educación. Infancia y Aprendizaje, 6(22), 115-120.
  • Voyat, G. (1983). El auténtico mundo de Alfred Binet. Infancia y Aprendizaje, 6(22), 109-114.