Amare per essere amati

11 febbraio 2015 in Emozioni 42 Condivisi

Tra i desideri e le aspirazioni della maggior parte delle persone c’è quella di essere amati e valorizzati da un’altra persona. Ma come può amarvi qualcun altro se non siete capaci di amarvi da soli? Questo argomento è spesso difficile da trattare, prima di tutto perché è molto complesso e, in secondo luogo, perché può essere molto soggettivo. Tuttavia, la questione in fondo è semplice, e Oscar Wilde l’aveva colta alla perfezione: “Amare se stessi è l’inizio di una storia d’amore lunga tutta una vita“.

Si tratta di una considerazione molto soggettiva, perché spesso le persone hanno la tendenza a sottovalutarsi e a credere ciecamente di aver bisogno di qualcun altro per essere felici o, peggio ancora, hanno sempre bisogno dell’approvazione degli altri per sentirsi bene con se stessi. E questa è una cattiva abitudine che ci hanno inculcato sin da quando eravamo piccoli.

Ciò che la società impone

Bisogna considerare che è una pratica diffusa quella di imporre ai più piccoli una serie di norme o divieti, contrari alla loro natura, che inculcano a forza di stimoli (positivi o negativi) il loro dovere di adattarsi alle norme della società. Insegniamo loro che la cosa più importante è non disturbare, contrariare o infastidire gli altri, ancora più importante del sentirsi davvero soddisfatti di come siamo. Per esempio, questo è ciò che facciamo quando diciamo a un bambino: “Non disegnare le mucche blu, non esistono! Devi disegnarle come sono realmente”.

Anche la costante minaccia “Che cosa penserà la gente?” limita fortemente le persone che decidono di vivere seguendo questo mantra. Ma non solo è impossibile compiacere sempre “la gente”, ci sono altre due lezioni che dobbiamo imparare: la prima è che anche “la gente” dovrebbe compiacere noi, vale a dire che non dovremmo essere solo noi a rispettare gli altri, ma anche il contrario; e la seconda è che esiste una cosa chiamata “individualità”, e che abbiamo quindi il diritto di vivere seguendo i nostri valori, desideri e aspirazioni, e questo deve essere rispettato.

Quindi, quando ti sposi?

Che senso ha questa tiritera sul pensiero individuale e le pressioni sociali? Semplice: la società storicamente ci ha sempre fatto pressione sul fatto che ad una certa età dobbiamo sposarci, avere dei bambini e formare una famiglia. Se avete sui 20 o 30 anni vi sarà capitato di incontrare qualche vecchia conoscenza e di vedervi coinvolti in una di quelle solite conversazioni moraliste in cui non può mancare la domanda:”E quindi, quando ti sposi?”.

Ed è per questo che per molti la vita diventa una corsa al matrimonio, un’ansia di iniziare delle relazioni con coloro che “amano” o che li fanno sentire amati. Ma, anche se può far male, la verità è che spesso si rivela un errore, ed è per questo che oggi giorno il numero di divorzi è sempre più alto. In realtà molti sono incapaci di accettare se stessi, non si concedono errori e sono troppo rigidi nella loro vita; e si aspettano lo stesso comportamento dagli altri, specialmente dalla persona con cui hanno deciso di condividere la loro vita. Ma se non si amano e non si accettano per come sono, come possono aspettarsi che qualcun altro li ami?

Vivere la vita

Ridete, commettete errori e imparate da essi, prendetevi in giro quando qualcosa vi va storto. La vita è fatta per essere vissuta e goduta: quando cerchiamo di obbedire a regole senza senso (molte delle quali non hanno davvero un fondamento logico) sprechiamo il tempo che dovremmo dedicare all’introspezione, a conoscerci, rispettarci e amarci per come siamo, a riconoscere le nostre virtù (perché tutti ne abbiamo). Quando riusciremo a farlo, ad amarci come dovremmo, magicamente incontreremo anche la persona giusta, che ci amerà per come siamo, senza maschere che nascondano una parte della nostra natura.

Immagine per gentile concessione di Ken Bosma.

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