Amore di sé, non deve mancare mai

Non uscite mai di casa senza una buona dose di amor proprio. Non abbandonatelo in mano altrui e non permettete che resti soffocato dai legami dolorosi. Scoprite come potenziare questa importante dimensione della nostra mente.
Amore di sé, non deve mancare mai
Valeria Sabater

Scritto e verificato la psicologa Valeria Sabater.

Ultimo aggiornamento: 15 novembre, 2021

Ovunque andiate e indipendentemente dalle circostanze, non dovete mai essere a corto di amor proprio. Riempite le tasche di questa carica emotiva positiva, frutto dell’autostima, e non dimenticatela mai a casa. Ma soprattutto, non lasciatela in mani altrui. L’amore di sé è una nostra esclusiva, così come è nostra la responsabilità di accudirlo e rafforzarlo ogni giorno.

Diceva il filosofo Michel de Montaigne che “La cosa più bella del mondo è sapere come appartenere a se stessi”. Questa è una verità che non ci viene insegnata sui banchi di scuola. Coltivare l’amor proprio dovrebbe essere invece materia obbligatoria di studio. Perché, lo sappiamo bene, a volte trascuriamo questa dimensione della nostra psiche o, al contrario, la nutriamo troppo.

Amarsi, stimarsi, sentirsi capaci o meritevoli è sano. È malsano, invece, alimentare un ego spropositato o un’eccessiva ammirazione di sé, tale da svalutare gli altri e persino sentirsi a autorizzati a ferire.

L’amor proprio si cura, si nutre e si protegge. Bisogna fare ciò evitando di svalutare noi stessi, ma anche di cadere in inutili atteggiamenti nutriti dall’orgoglio.

Senza questa risorsa eccezionale della psiche, la nostra personalità si sfilaccia. Come sottolineava lo psicologo umanista Carl Rogers, l’essere umano ha bisogno di tutelare il sentimento di auto-apprezzamento, di riconoscere il proprio valore per poter costruire una vita ricca di significato.

Ragazzo triste con cappuccio in mezzo alle spighe.

Ovunque ci si trovi, non deve mai mancare l’amore di sé

È sorprendente come molte persone trascorrano la propria vita senza sapere che le relazioni e i sentimenti sono determinati dall’amor proprio. Se non ci amiamo come meritiamo, ci aspetteremo che siano gli altri a riempire questa lacuna. Cosa che non accadrà mai. Ne consegue un continuo stato di sofferenza e l’instaurarsi di relazioni di co-dipendenza.

In definitiva, ci limitiamo ad accettare l’amore che crediamo di meritare e amicizie che non arricchiscono, convinti di non poter aspirare ad altro. Lo stesso vale per il lavoro e per ogni aspetto della vita. Ma se questa dimensione viene meno, tutto risulterà distorto. Ci limitiamo a esistere con un basso profilo, sopravvivendo in qualunque sfera esistenziale, e senza conoscere la soddisfazione o la felicità.

Quanto volte ci hanno detto “Devi amarti di più!” o “Se ti stimassi, queste cose non ti succederebbero”. Annuiamo ma… come si fa? Esiste una formula magica? È sufficiente metterci davanti allo specchio e dirci che valiamo, che quello che vediamo riflesso è perfetto per noi? La risposta è no. Non basta accettare o apprezzare il nostro corpo.

L’amore di sé è molto più che essere contenti di come siamo o di quello che possediamo. Significa apprezzare tutto quello che facciamo e che contribuisce alla nostra crescita. È un processo dinamico che nutre tutto, la luce che ci permette di lavorare su quello che meritiamo e che rafforza le nostre risorse emotive.

Strategie per non farsi mai mancare l’amore di sé

Non importa dove siamo o con chi: ovunque andiamo, non dobbiamo farci mancare mai l’amor proprio. Il rischio è di diventare persone che non ci piacciono, sosia di noi stessi che sopportano la continua sofferenza, esseri umani che non hanno il coraggio di lottare e che hanno accanto persone di scarso valore. Per scongiurare uno scenario simile, vale la pena di ricordare i pilastri dell’amor proprio:

  • Autocoscienza: essere consapevoli in ogni momento dei propri pensieri, emozioni e bisogni. Restare in contatto con il nostro Io interiore ci permette di allineare necessità, azioni e impegno.
  • Autostima. È la chiave e il cuore dell’amore di sé. È l’apprezzamento della nostra persona e, quindi, il modo in cui pensiamo che ci vedano gli altri. L’autopercezione è un elemento di cui dovremmo occuparci ogni giorno.
  • Cura di sé. Si tratta di un impegno che va al di là della corretta alimentazione, l’igiene o la cura della salute. Significa proteggere le emozioni e i pensieri. L’arte della buona cura di sé non deve mai perdere di vista la sfera emotiva e mentale.
Ragazza con gli occhi chiusi in campagna.

La felicità si trova nel mezzo: né troppo né poco

Non rimanete mai a corto di amor proprio, perché dalla sua mancanza nasce la sofferenza. Al  tempo stesso, ricordate: mai accumulare troppo amore di sé perché l’eccesso si traduce in sofferenza altrui.

Lo studio condotto dallo psicologo William Campbell, presso l’Università del Texas, ha fornito dati interessanti sul narcisismo e l’autostima.

Propone, però, una distinzione: chi tende a rafforzare troppo la propria autostima non è un narcisista. I narcisisti tendono a usare gli altri, privandoli delle loro energie, per rafforzare le proprie carenze.

Una persona con eccesso di autostima si percepisce migliore degli altri, in termini intellettuali e morali. Queste persone non hanno bisogno e non vogliono controllare nessuno, ma creano ambienti di forte usura in cui poter dare prova della loro arroganza.

Il segreto è l’equilibrio. Si è felici amando se stessi senza mancare di rispetto agli altri, trovando il proprio posto nel mondo per ottenere quello che si desidera, imparando a vivere in armonia. Ricordiamolo sempre.


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  • Campbell, W. K., Rudich, E. A., & Sedikides, C. (2002). Narcissism, self-esteem, and the positivity of self-views: Two portraits of self-love. Personality and Social Psychology Bulletin. SAGE Publications Inc. https://doi.org/10.1177/0146167202286007

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