Angoscia esistenziale: cos'è e come uscirne

Cos'è il malessere della vita e come può essere affrontato? È il caso di chiedere un aiuto professionale se proviamo questo malessere? Riflettiamo insieme.
Angoscia esistenziale: cos'è e come uscirne

Ultimo aggiornamento: 21 marzo, 2021

L’angoscia è uno stato emotivo associato a sensazioni o sofferenze inquietanti. Può anche produrre una sensazione di soffocamento, profonda tristezza o un senso di estrema vulnerabilità. Quando parliamo di angoscia esistenziale, ci riferiamo a un tipo di angoscia particolarmente concentrata sulla paura di essere feriti o attaccati.

Questo stato emotivo risulta molto generalizzato, ovvero è una sensazione di disagio che appare in tutti gli ambiti della nostra vita. Anche se di solito è legata alla paura di essere feriti, coinvolge anche la paura della vita in generale. Si tratta di uno stato perenne che succhia la forza vitale e la qualità della vita.

“L’angoscia è la disposizione fondamentale che ci pone davanti al nulla”.

-Martin Heidegger-

Cos’è l’angoscia esistenziale?

L’angoscia vitale, o angoscia esistenziale, è una paura costante di essere attaccati e provoca anche sintomi fisici come mal di testa, difficoltà respiratorie, eccessiva sudorazione o nausea.

In passato, l’ansia di vivere era considerata una paura essenziale per la sopravvivenza. Oggi, però, questo fenomeno non può essere considerato adattivo, perché genera disagio e sofferenze inutili nella persona che ne soffre.

È associata a emozioni negative e la persona può sentirsi molto limitata nella sua vita quotidiana a causa di questi sintomi. Inoltre, sintomi depressivi e sentimenti spiacevoli possono apparire insieme all’ansia. I suoi effetti sulla salute fisica e psicologica della persona sono evidenti.

Uomo con angoscia esistenziale.

Come affrontare l’angoscia esistenziale?

Per affrontare questa sensazione, la prima cosa che consigliamo è di chiedere un aiuto psicologico. La terapia è un ottimo strumento quando ci sentiamo sopraffatti, o quando sentiamo di non avere le risorse o le strategie necessarie per affrontare una situazione o sensazione.

Oltre a chiedere aiuto, possiamo avviare dei cambiamenti nella nostra vita e nel nostro modo di pensare per cominciare a combattere questa sensazione angosciante. Alcune linee guida che possono aiutarci sono le seguenti.

Riconoscere di avere bisogno di aiuto

Il primo passo per affrontare questa angoscia vitale è riconoscerla, dare essa un nome. Non possiamo affrontare un problema o un sintomo se non siamo veramente coscienti che esiste e, soprattutto, che interferisce nella nostra vita e nel nostro sconforto.

Ecco perché se soffrite di questo disagio, vi incoraggiamo a fermarvi e ad ammettere che qualcosa vi sta arrecando un intenso malessere.

Reprimere emozioni o sentimenti ha spesso effetti negativi a breve e lungo termine. Inoltre non ci permette di lavorare sul problema (perché lo neghiamo). Permettete quindi a voi stessi di ascoltarvi, accettate il fatto che ci sia qualcosa che non va e iniziate a lavorarci sopra.

E soprattutto, non sentitevi in colpa per questo, e non pretendete di “stare bene”. Partendo da qui, si può quindi iniziare a lavorare sul secondo punto.

L’importanza dell’introspezione

Attraverso l’introspezione, possiamo arrivare a capire (in parte) cosa ci sta causando questo disagio. Così saremo in grado di rivedere la nostra vita e le nostre emozioni e ascoltare noi stessi per cominciare a intravedere la realtà dei fatti.

Sarà inoltre importante identificare ciò che causa paura o ansia. In questo senso, è una buona idea scrivere le esatte situazioni che temiamo, insieme ai pensieri e alle emozioni associate a tali situazioni.

Esporre se stessi a ciò che si teme

In psicoterapia, la terapia di esposizione è il modo più efficace per lavorare con le fobie. In questo caso, l’angoscia vitale ci fa temere qualcosa, soprattutto situazioni che ci portano a pensare che saremo attaccati o danneggiati.

Esporsi a queste situazioni e a queste paure può essere un altro piccolo passo per affrontare l’ansia. A volte può funzionare procedere in modo graduale. Naturalmente con l’aiuto di un professionista, se necessario.

La pratica del rilassamento

Gli esercizi di rilassamento sono molto utili per affrontare i sintomi ansiosi portando a dei grandi benefici. Quando una persona è ansiosa, i suoi pensieri possono correre nella sua mente, in costante allerta in attesa di rispondere a un pericolo imminente.

A livello fisiologico, il soggetto può risultare inoltre particolarmente sollecitato (come per i soggetti che soffrono di ansia). Ecco perché ridurre quei livelli di attivazione, sia fisica che mentale, attraverso esercizi di rilassamento, può aiutare la persona a ridurre l’angoscia vitale di cui soffre.

Donna che pensa a occhi chiusi.

Soffro di angoscia esistenziale: come posso ricominciare ad andare avanti?

L’angoscia esistenziale è una sensazione generalizzata di disagio, preoccupazione costante e sofferenza emotiva che può derivare da una varietà di situazioni. Tuttavia, spesso si riferisce ad un’angoscia dovuta dalla paura di essere danneggiati o attaccati. Può anche essere la conseguenza di ansia nei confronti della vita, poco piacevole e vissuta con intenso disagio.

Come possiamo vedere, si tratta di un concetto complesso che andrebbe scomposto singolarmente. Sicuramente le cause di questo sintomo possono essere molteplici, e in ogni persona possono variare molto in termini di effetti fisici e psicologici.

Sebbene sia possibile iniziare a mettere in pratica alcune abitudini che ci aiutano a identificarne le cause e l’effetto che ha sulla nostra vita, come quelle menzionate sopra, il modo migliore per affrontare una fase di angoscia esistenziale è cercare un aiuto professionale. Un bravo psicologo può valutare il caso e offrire le linee guida necessarie per iniziare a sentirci meglio e ricominciare a vivere serenamente.

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