Ansia da separazione: l’importanza dell’attaccamento sulla salute dei piccoli

18 ottobre 2017 in Psicologia 296 Condivisi
Bambino che guarda dalla finestra

Con ansia da separazione si intende uno stato che può colpire i nostri piccoli e che ha il potere di condizionare considerevolmente la loro vita.

Conosciamo tutti i problemi che l’ansia genera negli adulti, vero? Non soltanto a livello di benessere mentale, anche sul piano fisico. Immaginate, allora, come può esserne colpito un bambino, con una capacità di regolare le emozioni molto ridotta rispetto alla nostra.

La realtà è che, purtroppo, i bambini possono provare stati emotivi che rendono la loro infanzia un periodo triste, sebbene in loro abbiano il potenziale affinché accada tutto il contrario. Una delle certezze che i bimbi devono interiorizzare, dunque, è che le loro figure di riferimento non li stanno abbandonando quando vanno via.

 “Non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice”

-Tom Robbins-

Ansia da separazione: cos’è?

L’ansia da separazione è generata dalla paura che i bambini provano quando si separano dai loro genitori o dalle figure a cui sono più attaccati.

È normale che una simile emozione appaia nei bimbi nella loro prima fase di vita, tuttavia, è anche normale che sparisca dopo poco: a forza di vedere i loro genitori andarsene per poi tornare, finiscono per interiorizzare il concetto di separazione. Smettono di vederlo come un abbandono vivendolo, invece, come un’assenza temporanea.

Quando è, allora, che il fenomeno diventa un problema?

Bambino che guarda da un buco nel muro

L’ansia è nociva quando è troppo intensa o quando le separazioni non vengono interiorizzate dal piccolo. In questi casi, può diventare una patologia: disturbo da ansia da separazione. Perché si possa parlare di tale disturbo, il bambino deve manifestare almeno tre dei seguenti sintomi:

  • Malessere eccessivo e ricorrente quando prevede o vive la separazione da casa o dalle figure a cui è più attaccato.
  • Preoccupazione eccessiva e persistente per la possibile perdita delle figure a lui vicine o al pensiero che possano essere vittime di malattie, dolore, calamità o morte.
  • Preoccupazione eccessiva e persistente dinanzi alla possibilità che un evento avverso causi la separazione da una persona importante (come perdersi, essere rapito, avere un incidente o una malattia).
  • Resistenza o rifiuto persistente ad uscire di casa per andare a scuola o in qualunque altro posto che preveda la separazione.
  • Eccessiva e persistente paura e opporsi a restare solo senza le figure a cui è più attaccato, in casa o in altri luoghi.
  • Resistenza o rifiuto persistente a dormire fuori casa o a dormire senza avere accanto una persona a cui è attaccato.
  • Incubi ripetuti sul tema della separazione.
  • Continue lamentele relative a sintomi fisici (mal di testa, mal di stomaco, nausea, vomito) quando si verifica o si prevede la separazione dalle figure a cui è più attaccato.

Oltre a ciò, la paura e la resistenza sono persistenti e durano quattro o più settimane. In questo senso, la vita dei nostri piccoli si vede alterata e deteriorata in tutte le aree più importanti generando un grande malessere. In questi casi non soffrono soltanto i bambini, bensì anche gli adulti che devono assistere alla sofferenza del figlio ogni volta che vanno via.

 “Non sempre possiamo forgiare il futuro per i nostri giovani, ma possiamo forgiare i nostri giovani per il futuro.”

-Franklin D. Roosevelt-

Bambina con ansia da separazione

Ansia da separazione: cause e conseguenze

L’ansia da separazione può causare isolamento sociale, un basso rendimento scolastico e altri problemi psicologici ed emotivi. Ma non si tratta solo di questo: è stata riscontrata la possibilità che si verifichino disturbi del sonno, oltre a causare conflitti tra i membri della famiglia. Per questo motivo, è fondamentale conoscere quali fattori possono aiutare il bambino ad abituarsi alla separazione.

Prima di tutto, che i bambini siano costantemente accanto ai loro genitori può essere problematico. Ciò non vuol dire non passare del tempo insieme, bensì introdurre dei periodi in cui il bambino e le sue figure di riferimento non siano attaccate. Come mai?

Perché se i bambini non si separano mai, nemmeno brevemente, dai propri genitori, non si abitueranno a restare senza di loro e reagiranno in maniera spropositata quando la separazione diventa inevitabile. Detto in altri termini, affinché il bambino si abitui alla separazione. deve vivere frequenti occasioni in cui gli si permetta di adattarsi all’idea di stare solo. È bene iniziare con piccole assenze per poi estenderle a poco a poco.

 “Esiste sempre un momento nell’infanzia quando si aprono le porte e il futuro entra.”

-Graham Greene-

D’altra parte, il verificarsi di situazioni di separazione inaspettate o traumatiche può condizionare l’ansia nel bambino o causare una retrocessione nel suo sviluppo emotivo. Un esempio di situazioni che possono avere quest’effetto sui bambini sono l’inizio della scuola, il ricovero di un familiare o la sua morte.

Infine, alcuni genitori rafforzano il comportamento di dipendenza dei propri figli generando in loro ancora più ansia. Parliamo dei genitori che soffrono anch’essi da ansia da separazione e la trasmettono ai propri figli.

Bambino in mezzo al mare

Ciò porta i bambini ad avere poca autonomia e a cercare troppo il contatto e la protezione paterna. Per tutti questi motivi, è importante che le figure di riferimento stimolino a poco a poco l’indipendenza dei piccoli, cercando in primis di rendere normale la separazione. In questo modo, potrete dire di aver fatto tutto affinché i vostri bambini non siano vittime dell’ansia quando dovete allontanarvi temporaneamente.

Immagini per gentile concessione di Chinh Le Duc, Dmitry Ratushny e Viktor Jakovlev

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