Antoine Lavoisier, primo chimico moderno

Antoine Lavoisier è stato uno dei protagonisti della rivoluzione scientifica verificatasi nella Francia pre-rivoluzionaria. Come molti Illuministi, prediligeva la ragione durante il suo cammino verso la scoperta della verità.
Antoine Lavoisier, primo chimico moderno

Ultimo aggiornamento: 02 giugno, 2021

Antoine Lavoisier è considerato il padre della chimica moderna. È stato uno studioso in anticipo sui tempi non solo per il suo contributo scientifico, ma anche per la sua capacità di contrastare verità che a quel tempo erano considerate assolute. Allo stesso modo, si batté per far riconoscere il ruolo delle donne nel mondo della scienza e della chimica.

Ebbe una vita brillante, dedita alla scienza e guidata dalla ragione. Eppure, gli eventi che circondano la sua morte sono alquanto torbidi.

Tutto sembra indicare che Jean-Paul Marat, uno dei protagonisti della Rivoluzione Francese, nutrisse nei suoi confronti un vecchio rancore. Lavoisier aveva criticato i suoi approcci scientifici giudicandoli acerbi e Marat non lo avrebbe perdonato.

“Niente di più grande o più sublime del sistema metrico decimale è venuto fuori dalla mente dell’uomo.”

-Antoine Lavoisier-

Le ragioni che portarono alla condanna a morte di Antoine Lavoisier non sono chiare. A quanto pare, fu ritenuto colpevole di aver gestito in modo irregolare la riscossione di alcune tasse. Tuttavia, molti pensano che sia stato Marat a muovere le fila per far condannare alla ghigliottina Lavoisier.

Il presidente del tribunale che lo ha condannato pronunciò una frase che è passata alla storia:La repubblica non ha bisogno di scienziati o chimici, l’azione della giustizia non può essere fermata”.

Per fortuna viene ricordata anche la frase che Lagrange, uno dei suoi colleghi scienziati, pronunciò il giorno successivo: “Ci è voluto un momento per tagliargli la testa, ma alla Francia servirà un secolo perché un altro uomo raggiunga il suo livello“.

Molecole blu.


I primi anni

Antoine Lavoisier nacque a Parigi il 26 agosto 1743 da una famiglia borghese. Suo padre era un avvocato e sua madre morì quando lui aveva solo 5 anni. Da quel momento fu affidato alle cure della nonna e di una zia materna.

Lavoisier si mostrò subito uno studente devoto e instancabile, con una speciale predilezione verso l’ambito scientifico. Tuttavia, suo padre gli chiese di studiare legge, per cui Lavoisier si dedicò ad entrambi contemporaneamente, sia agli studi di legge che a quelli di scienze naturali. A 25 anni fu ammesso all’Accademia delle Scienze di Parigi.

All’età di 28 anni, sposò Marie-Anne Pierrette Paulze, una donna molto più giovane di lui, che aveva solo 14 anni. Sarebbe diventata la sua principale collaboratrice durante gli studi e gli esperimenti che Antoine Lavoisier in seguito avrebbe condotto.

Era anche la sua traduttrice ufficiale, l’autrice delle sue memorie e una compagna devota che rimase insieme a lui fino alla morte.

Una brillante carriera

Marie-Anne era la figlia di uno dei proprietari della Ferme Générale, una società di concessione incaricata di riscuotere alcune tasse. Lavoisier, che aveva studiato anche economia, decise di investire nell’azienda una piccola fortuna che aveva ereditato dopo la morte della nonna.

Da quel momento in poi, coniugò gli studi scientifici con il suo lavoro all’interno dell’azienda. Ha inoltre ricoperto diversi incarichi di rilievo in entrambi i campi. Nel 1789 pubblicò il suo grande Trattato di chimica elementare, il testo che getta le basi della chimica moderna.

Il testo fu rivoluzionario all’epoca. In esso affermava, ad esempio, che né l’acqua né l’aria erano elementi, ma composti. Con questa affermazione, Antoine Lavoisier metteva in discussione i postulati di Aristotele, che fino ad allora erano considerati “verità sacre”.

Laboratorio di chimica.


L’eredità di Antoine Lavoisier

Antonie Lavoisier ha anche dimostrato che la trasmutazione degli elementi non era possibile: questa costituiva una grande contraddizione per l’epoca. Inoltre, ha introdotto un controllo molto preciso nella misurazione del peso delle sostanze chimiche che entrano in gioco in una reazione.

Fu Lavoisier a fornire una nomenclatura razionale in chimica, aiutato dai colleghi Berthollet e Foucroy. Da allora si smise di parlare di “olio di vitolo” per lasciare il posto alla definizione acido solforico.

Allo stesso modo non si parlava più di “zafferano di Marte”, ribattezzato ossido di ferro, e così via. In questo modo, Lavoisier ha contribuito a stabilire una terminologia più appropriata per il campo scientifico e, in particolare, per la chimica, che viene usata ancora oggi.

Uno dei suoi grandi contributi è stata la distinzione tra chimica e alchimia. Fino ad allora questi due termini venivano spesso confusi e la differenza non era ancora chiara, ma Lavoisier riuscì a separarli per sempre.

Enunciò la legge di conservazione della massa, studiò a fondo la combustione e la fotosintesi e lavoro sulla comprensione della respirazione degli animali.

Con l’avvento della Rivoluzione Francese e in seguito del Terrore, Lavoisier venne arrestato e condannato a morte. L’8 maggio 1794, alle 5 del pomeriggio, fu ghigliottinato in quella che oggi è conosciuta come Piazza della Concordia, insieme ad altri 27 detenuti. Prima di morire dovette assistere alla decapitazione del suocero.

Un anno dopo, la sua figura venne riabilitata con una nota di scusa alla vedova che recitava: “Alla vedova di Antoine Lavoisier, condannato ingiustamente”.

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  • Lara, G. C. (2017). Antoine Lavoisier y la revolución química.