Apatia e noia: due dimensioni ben distinte

Sentirsi annoiati non è come sentirsi apatici. Questa seconda dimensione a volte è associata a stati psicologici molto logoranti, come la depressione. Ne parliamo in questo spazio.
Apatia e noia: due dimensioni ben distinte

Ultimo aggiornamento: 23 aprile, 2021

Monotonia, stanchezza, sensazione che la vita scorra lentamente e non ci sia nulla di stimolante, senso di vuoto, frustrazione, malessere verso se stessi e il mondo. Potremmo descrivere in mille modi le conseguenze degli stati noti come apatia e noia che, seppur spesso confuse, rappresentano due dimensioni ben distinte l’una dall’altra.

Rollo May, noto psicologo esistenzialista, diceva che l’opposto dell’amore non è l’odio, bensì l’apatia, ovvero quel disinteresse verso la relazione di coppia per cui l’entusiasmo svanisce poco per volta. L’assenza di quella scintilla fatta di risate condivise e di motivazione quotidiana. Quando fa capolino l’apatia, si entra in una dimensione più problematica della noia.

Saper distinguere apatia e noia può essere di grande aiuto per diversi motivi. Il primo è capire in che stato d’animo ci troviamo, visto che in molti casi l’apatia è sintomo di depressione. Il secondo è che conoscere le emozioni che caratterizzano una data dimensione consente di affrontare meglio una situazione così tediosa.

Donna con apatia o noia.

Apatia e noia: quali differenze?

A tutti noi è capitato di sentirci annoiati, conosciamo bene questa sensazione. E non sbagliamo nel dire che l’apatia è una dimensione che ci ha fatto visita più di rado. Di sicuro viviamo in modo negativo entrambe queste dimensioni.

La maggior parte di noi sa cosa vuol dire aspettare ore in aeroporto quando il proprio volo è in ritardo. Conosciamo anche la sensazione di prendere parte a una riunione o a una lezione tutt’altro che stimolanti o interessanti.

Sappiamo anche quanto sia complicato gestire un bambino annoiato. Tuttavia, sperimentare la noia aiuta i più piccoli a stimolare la fantasia. Ma gli adulti non sono bravi a dare sfogo all’immaginazione: spesso viviamo in uno stato di frustrazione e proviamo a superarlo con comportamenti poco sani, come abbuffarci.

È altrettanto importante saper distinguere tra apatia e noia. La letteratura scientifica, di fatto, si è interessata a queste dimensioni solo di recente; fatto che si è rivelato determinante per la nostra salute mentale.

La mente inutilizzata e la noia

La noia è uno stato avverso che fa capolino quando ciò che ci circonda non desta il nostro interesse. Compare in assenza di stimoli ambientali interessanti o stimolanti, anche quando siamo obbligati a svolgere attività che non ci gratificano.

Quando nulla ci soddisfa, ci interessa o ci motiva, la noia ci attanaglia con uno stato emotivo ben specifico. In questa dimensione psicologica si fondono tedio e disagio, frustrazione e negatività. Eppure, dobbiamo ammettere che una delle differenze tra apatia e noia è anche che quest’ultima dura di meno.

Come rivelano Eastwood, Frischen, Fenske e Smilek (2020), più divaghiamo, più proveremo noia. Dobbiamo concentrarci su un’attività, in modo che la sensazione svanisca progressivamente.

Imparare a distinguere apatia e noia per proteggere la salute psicologica

Il Dottor Yael Goldberg dell’Università di Waterloo, nel Regno Unito, ha condotto uno studio che rivelato l’importanza di saper distinguere tra apatia e noia.

Il motivo? L’apatia spesso cela la depressione o malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Vediamo, dunque, come riconoscerla:

  • È uno stato che perdura nel tempo rispetto alla noia.
  • Apatia significa letteralmente “assenza di sentimento”. Ecco dunque che mentre alla noia prendono parte diverse emozioni, nel caso dell’apatia subentra il vuoto. Non c’è nulla di emozionante né interessante.
  • È anche associata all’anedonia, ovvero alla riduzione o all’incapacità di provare piacere. Secondo il DSM-V, questa caratteristica corrisponde a sintomi associati alla depressione.
  • Sebbene possa fare la sua comparsa in un dato periodo della nostra vita per poi sparire una volta trovati nuovi stimoli, in alcuni casi potrebbe trattarsi di un disturbo psicologico.
  • L’apatia è propria anche del disturbo bipolare, della depressione maggiore e degli stati d’ansia.
Uomo al pc.

La noia apatica

Oltre ad apatia e noia, c’è un’altra dimensione della quale dovremmo tenere conto. Studi recenti condotti da un’equipe di ricercatori canadesi, statunitensi ed europei, ha individuato un particolare tipo di noia: la noia apatica.

Questa realtà mentale implica sentimenti quali negatività, speranza e vulnerabilità acquisita. Inoltre, sono tre le caratteristiche determinanti per la sua diagnosi:

  • Incapacità di concentrarsi o di prestare attenzione.
  • Consapevolezza della propria incapacità di concentrarsi sulle cose della vita di tutti i giorni. 
  • Senso di colpa che deriva dal non riuscire a dare il 100%.

Conclusioni

Apatia e noia sono due mondi ben distinti, ma a volte possono presentarsi insieme delineando una condizione altamente logorante dal punto di vista psicologico. La motivazione e la capacità di sorprenderci tutti i giorni sono il miglior antidoto in questi casi.

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  •  Eastwood JD, Frischen A, Fenske MJ, Smilek D. The Unengaged Mind: Defining Boredom in Terms of Attention. Perspectives on Psychological Science. 2012;7(5):482-495. doi:10.1177/1745691612456044
  • Goldberg, Yael & Eastwood, John & LaGuardia, Jennifer & Danckert, James. (2011). Boredom: An Emotional Experience Distinct from Apathy, Anhedonia, or Depression. Journal of Social and Clinical Psychology. 30. 647-666. 10.1521/jscp.2011.30.6.647.