L’arte di essere felici di Schopenhauer

· 28 settembre 2018

L’arte di essere felici viene definita da Schopenhauer partendo dalle sue teorie. Il filosofo tedesco noto per il suo pessimismo sosteneva l’esistenza di possibili mondi, nel nostro la felicità non è altro che un’illusione artificiale.

A seguito della morte del filosofo fu ritrovato tra i suoi appunti e i suoi beni personali un manoscritto intitolato Die Kunst, glücklich zu sein, ovvero L’arte di essere felici. Curiosamente, nonostante le idee pessimiste che il filosofo tedesco aveva difeso durante tutta la sua vita, tra queste pagine aveva sviluppato ed enumerato una serie di regole con le quali evitare la sofferenza inutile, raggiungendo in questo modo uno stato di felicità.

Scopriamo in cosa consiste secondo Schopenhauer l’arte di essere felici.  

L’arte di essere felici di Schipenhauer

1. Evitare i paragoni per non cadere nell’invidia

La prima regola dell’arte di essere felici di Schopenhauer consiste nell’evitare il sentimento di invidia. Secondo il filosofo, l’invidia è un’emozione molto negativa che ci fa sprofondare in un continuo stato di insoddisfazione.

Paragonarsi sempre agli altri e posizionarci su un gradino inferiore ci allontana dalla felicità. Per evitare questa inutile conseguenza, è dunque importante abbandonare i paragoni: ogni persona è diversa e bisogna imparare ad accettarsi.

Amiche felici

2. Non preoccuparsi per i risultati non raggiunti

L’arte per essere felici di Schopenhauer ci insegna ad accettare il fallimento causato dalle decisioni sbagliate  prese durante lo sviluppo di un qualsiasi progetto. Il filosofo tedesco ci invita a sforzarci al massimo in ogni momento. Sapendo di aver dato il meglio di noi stessi, i cattivi risultati faranno meno male.

3. Seguire sempre l’istinto

Schopenhauer sapeva bene che vi sono persone creative e persone più logiche, le prime più portate per l’azione e le seconde per la contemplazione. In altre parole, ci insegna a lasciarci guidare dal nostro istinto così da essere noi stessi e poterci conoscerci meglio.

4. Non dipendere da nessuno per essere felici

La quarta regola di Schopnehauer per essere felici ci insegna a far dipendere la felicità solo ed esclusivamente da se stessi. In questo modo, eviteremo di ricevere delusioni dagli altri ed eviteremo che le decisioni indipendenti dal nostro volere incidano sul nostro stato d’animo.

5. Non sopravvalutare i propri desideri

Essere consapevoli dei propri limiti e non lasciarsi trasportare dai desideri irrealizzabili non causerà sconforto pensando di non poterli raggiungere. Concentriamoci piuttosto sulla nostra situazione e sugli obiettivi plausibili per noi.

Non si tratta di smettere di sognare, ma di capire che sono i pensieri adattati alle nostre possibilità a poterci far stare davvero bene.

6. Avere il controllo sulle proprie aspettative

L’arte di essere felici secondo Schopenhauer prevede il bisogno di imparare ad adattare le nostre aspettative, oltre ai nostri desideri. In questo senso, eviteremo che aspettative esagerate riguardo a un progetto o a una persona diventino una possibile causa di infelicità.

In definitiva, si tratta di adottare una visione più realista circa la vita e di saper affrontare gli ostacoli in maniera più adeguata.

7. Dare valore a quello che si ha

Per essere felici, è opportuno imparare a guardare al di là dei propri averi materiali. Questo non soltanto ci eviterà di provare invidia, come indicato al primo punto, ma ci aiuterà anche a dare maggior valore a quello che è davvero importante nella nostra vita.

In questo senso, miglioreremo le relazioni con i nostri amici o familiari, dando loro la giusta importanza.

Ragazza serena

8. Prestare più attenzione al presente

L’ultima delle regole proposte da Schopenhauer per essere felici è legata al tempo che dedichiamo al nostro passato e al nostro futuro. Perderci a rimuginare sui problemi del passato non ci apporterà nessun beneficio, le decisioni ormai prese non possono essere cambiate.

D’altro canto, passare troppo tempo sognando il futuro può generare profonda infelicità, osservando come le nostre aspettative e i nostri desideri non si compiono. Occorre, pertanto, saper godere dei piaceri offertici dal presente.