Ascoltarsi è il miglior modo per vincere l’ansia

20 novembre 2017 in Emozioni 1008 Condivisi
Donna che deve vincere l'ansia

I disturbi d’ansia sono tra i problemi psicologici più frequenti e prevalenti nella popolazione. Più precisamente li troviamo al secondo posto dopo i disturbi per uso di sostanze quali il tabacco e l’alcol. Questo ci fa capire che non dobbiamo sottovalutarne l’importanza e che è necessario adottare le migliori strategie e risorse per vincere l’ansia quando si presenta.

Vista la sua incidenza e influenza sulla popolazione, in questo articolo cercheremo di capire come si relaziona l’ansia con i suoi due principali fattori di rischio: trascurare le proprie necessità personali o metterle in fondo alla propria scala di priorità.

L’ansia è una destinazione con molteplici vie di accesso

La nostra è un’epoca nella quale l’ansia è eccessivamente patologgizata, ci si dimentica che più che un disturbo è un sistema di allarme, uno dei metodi che il corpo e la mente utilizzano per avvisarci di un problema.

Eccedendo nella sua patologizzazione, sono stati pensati moltissimi trattamenti per vincere l’ansia, la maggior parte dei quali presenta una grave mancanza: tratta solo i sintomi, ignorandone l’origine e i fattori che la mantengono. Questi trattamenti sintomatici non sono efficaci, perché non colpisce le cause del problema, concentrandosi solo sulle sue manifestazioni.

Questo stato emotivo non dipende da una causa unica. Tra le cause più frequenti troviamo lo stress protratto nel tempo oppure la percezione di una differenza importante tra il nostro “io ideale” e il nostro “io reale”. In altre parole, se percepiamo che tra il tipo di vita che conduciamo e il tipo di vita che vorremmo esiste una distanza incolmabile, probabilmente comparirà l’ansia.

Uomo preoccupato con le mani sulla testa

Una delle cause più comuni dell’ansia è non ascoltare le proprie necessità personali. Se per troppo tempo viviamo la vita con il pilota automatico inserito e non creiamo il presente che desideriamo, scatterà un segnale di allarme nel nostro sistema psicologico: l’ansia.

Quando una persona ignora le sue necessità – più tempo per sé, più tempo libero, meno contatti con alcune persone, meno carico di lavoro, di incombenze domestiche/familiari – si espone giorno dopo giorno a un ambiente che in un certo modo le risulta ostile, scomodo o insoddisfacente. Queste sensazioni negative, quando si protraggono nel tempo, provocano ansia.

“Essere soddisfatti significa rendersi conto di avere in noi quello che stiamo cercando”

-Alan Cohen-

Non è un problema dover fare sacrifici o adempiere a degli obblighi, ma se diventa il leitmotiv della nostra vita, allora abbiamo un problema. Quando assumiamo indefinitamente questo modo di agire, non soddisfiamo le nostre necessità come individui, e la nostra mente ha il suo modo per indicarci che questo non va bene. La nostra mente ci può indicare che non è la strada giusta, che la vita che conduciamo non è soddisfacente e che bisogna apportare dei cambiamenti. A tale scopo, esiste l’ansia.

L’ansia si attiva quando la “bussola interiore” non trova il nord

Quando una persona comincia ad avere sintomi di ansia – tachicardia, nausee, sudorazione, sensazione di disconnessione dalla realtà, ecc. – le terapie fanno li attaccano. È un approccio corretto, ma insufficiente a lungo termine. Se questo stato emotivo si mantiene nel tempo è perché qualcosa lo alimenta. Questo qualcosa può essere ciò che l’ha generato oppure altro. In ogni caso, finché non capiamo cos’è, continuerà a creare danni.

L’ansia è un sistema di allarme che ci indica che dobbiamo cambiare qualcosa. Questi cambiamenti dipendono dalla persona in questione, in alcuni casi possono avere a che fare con il lavoro, in altri con la vita di coppia, con i rapporti familiari, con i figli, ecc. In questo senso, ciascuno rappresenta un caso unico e speciale. Ma tutti hanno in comune il sacrificio delle proprie necessità o dei propri valori.

Come vincere l’ansia

Per vincere l’ansia, bisogna lavorare su di sé allo scopo di migliorare la propria conoscenza emotiva, coltivare i propri valori e ascoltare le proprie necessità. Nel breve periodo è corretto che il trattamento dell’ansia si concentri sui sintomi, ma non è sufficiente, in quanto all’origine della maggior parte dei disturbi da ansia troviamo una mancanza di soddisfazione personale. Un’efficace terapia si deve concentrare sulla creazione di un nuovo e migliore progetto di vita, altrimenti l’ansia verrà momentaneamente bloccata, ma il problema di base continuerà a esistere.

Il primo passo è seguire la terapia, cosa che sembra semplice o ovvia, ma si tratta dell’errore più comune che le persone commettono: cercare di risolvere da soli e senza nessuno un problema che, invece, richiede un’attenzione professionale e specializzata. Un trattamento efficace inizia con l’attaccare i sintomi dell’ansia, in modo che la persona sia poi capace di stabilire obiettivi e apportare nella sua vita cambiamenti che le permettano di soddisfare i suoi desideri più profondi.

“Se vuoi essere felice, definisci un obiettivo che guidi i tuoi pensieri, liberi la tua energia e ispiri le tue speranze”

-Andrew Carnagie-

Psicologo mentre spiega alla sua paziente ansiosa che cosa succede

Una volta che abbiamo sotto controllo i sintomi più disabilitanti dell’ansia, per riuscire a superarla totalmente, dobbiamo lavorare sullo sviluppo personale. Una parte importante di questo lavoro consisterà nell’imparare a dedicare tempo e spazio alle necessità personali. Si tratta di un cammino difficile, forse perché richiede alle persone di rispondere a domande che non si erano mai poste, come ad esempio: cosa voglio? Di cosa ho bisogno? Cosa mi va?

Porsi queste domande e contare sull’aiuto di uno psicologo apre la strada per vincere l’ansia. Se si soffre di un disturbo di questo tipo bisogna fermarsi, chiedere aiuto e iniziare ad ascoltare i propri desideri e le proprie necessità più profonde. Questo è il modo più efficace per iniziare una nuova vita, libera, senza ansia.

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