Assenteismo dal lavoro: cause psicologiche

· 11 ottobre 2018

Sapevate che guardare la posta elettronica durante l’orario di ufficio è una forma di assenteismo dal lavoro? A grandi linee, la pratica appena citata si può definire come assenza deliberata dal posto di lavoro durante l’orario d’ufficio. Ma anche come un abbandono di doveri, diritti e funzioni legate a uno specifico incarico. Ma cosa si nasconde dietro questo atteggiamento? Perché una persona diventa, lavorativamente parlando, irresponsabile?

Si  tratta di un problema molto difficile da affrontare, poiché enormemente complesso. Inoltre, è un fenomeno endemico che non conosce distinzioni di sesso, religione o età, scatenato da diversi fattori, tra i quali spiccano quelli a carattere psicosociale, che a seconda del caso specifico, possono variare molto.

Approfondiamo le cause psicologiche dell’assenteismo dal lavoro.

Tipi di assenteismo dal lavoro

In linea generale, si è soliti classificare l’assenteismo dal lavoro nelle seguenti tipologie:

Scrivania con computer assenteismo dal lavoro

  • Presenziale: si produce quando il lavoratore realizza in orario d’ufficio compiti non legati alla propria mansione lavorativa. Per esempio, quando fa acquisti su internet, legge la posta elettronica, parla al telefono con amici o familiari, ecc. Questi atteggiamenti rappresentano per l’azienda perdite che si prolungano nel tempo. Il lavoratore non rende, non si sforza e questo incide sulla produttività aziendale. A seguito di vari avvertimenti, la questione può concludersi con un licenziamento o una sospensione.
  • Giustificato: l’impiegato si assenta dal proprio posto di lavoro dopo aver prima avvisato l’azienda. Per esempio, quando si reca dal medico, quando va in ferie o prende un permesso per nascite, lutti, incidenti lavorativi, etc.
  • Ingiustificato e senza avviso: è l’antitesi del punto precedente. Il lavoratore non avvisa né giustifica la propria assenza lavorativa. In sostanza, non è autorizzato dall’azienda e, di conseguenza, non ha il permesso di abbandonare il proprio posto di lavoro. Come nel caso presenziale, può portare al licenziamento per giusta causa.

Cause psicologiche dell’assenteismo dal lavoro

È importante conoscere le cause alla base del problema per capire come mai l’assenteismo venga considerato un male endemico e scoprire quali conseguenze può arrecare, tanto per la persona quanto per l’ambiente circostante.

Come detto, i fattori psicosociali meglio spiegano l’assenteismo dal lavoro. Ma questi ultimi comprendono una grande quantità di variabili individuali.

Depersonalizzazione, scarsa motivazione e bassa autostima

Negli ultimi decenni, il lavoro ha smesso di essere un valore di per sé. In altre parole, è stato strumentalizzato al punto da aver smarrito anche tutti i suoi valori intrinsechi. La temuta “crisi” ha trasformato molti lavoratori in automi. Il loro posto di lavoro è l’unico modo che hanno per vivere e osservare i loro obblighi.

Questo fa sì che, in ultima istanza, l’unica cosa importante per il lavoratore sia lo stipendio di fine mese. Smette quindi di prestare attenzione alla performance per concentrarsi più sul lavoro essenzialmente come mezzo di sostentamento. L’effetto più diretto di questo fenomeno è la depersonalizzazione del lavoratore. Non vive il suo ruolo come proprio, ma come un mezzo “per”. Allo stesso tempo, si genera una perdita di motivazione, con conseguente impatto negativo sullo stato d’animo.

“L’assenteismo è un fenomeno universale, costoso, tanto per l’organizzazione quanto per l’individuo, ed influenzato da una costellazione di diversi fattori tra loro collegati.”

-Rhodes e Steers, 1990-

Stress lavorativo

Attualmente alcune aziende adottano politiche di produzione basate sulla riduzione del personale. Vuol dire che licenziano o non assumono nuovi lavoratori nel tentativo di mantenere gli stessi livelli di produzione. Con questo, si chiede ai lavoratori un carico maggiore di responsabilità e compiti, nello stesso tempo e con lo stesso stipendio.

Il risultato? Sovraccarico dei compiti sul posto di lavoro, mancanza di motivazione e il sopra citato stress lavorativo. Quest’ultimo è la principale causa psicologica dell’assenteismo dal lavoro.Stress lavorativo

Lo stress si produce quando vi è uno squilibrio tra quello che ci viene richiesto dall’ambiente e le risorse di cui disponiamo per esaudire le richieste. Per quanto concerne il solo ambito lavorativo, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) lo definisce come una malattia in grado di “mettere in pericolo l’economia dei paesi industrializzati”.

Conseguenze dello stress lavorativo

Alcune delle conseguenze dello stress lavorativo si manifestano sul breve, medio e lungo termine, a seconda delle persone e delle loro strategie nell’affrontare le stesse. Tra gli effetti psicologici troviamo difficoltà di concentrazione e partecipazione, ansia o depressione, logoramento cognitivo, insonnia e perfino disturbi mentali.

Le conseguenze fisiche possono manifestarsi con alterazioni cardiovascolari (ipertensione, aritmie) o dermatologiche (dermatiti, alopecia, orticaria). Ma anche in problemi sessuali (disfunzione erettile, eiaculazione precoce) o muscolo-scheletrici (spasmi, tic, tensione muscolare).

Questo disturbo psicosociale non rappresenta un vantaggio né per le aziende né per i lavoratori. Le aziende dovrebbero quindi aiutare i loro impiegati a liberarsi dallo stress. Un problema aggiunto è quello della simulazione. Si tratta della finzione di una malattia o un disturbo per giustificare l’assenteismo. Un fenomeno comunque molto difficile da provare e controllare.

In conclusione, l’assenteismo dal lavoro è un problema direttamente collegato alle politiche aziendali, alla qualità dell’ambiente lavorativo e all’insoddisfazione dei dipendenti. E come qualsiasi problema, richiede soluzioni efficaci e intelligenti, tanto più efficaci quanto specifiche a seconda del caso.