Attaccamento insicuro: prigione senza sbarre

· 11 marzo 2018

Sono molte le persone capaci di creare soltanto legami fondati su un attaccamento insicuro. Detto in parole povere, si tratta di un attaccamento contaminato dalla paura, che si esprime principalmente come ritrazione nei confronti degli altri o sotto forma di emozioni confuse, di dipendenza e rifiuto.

La maggior parte degli psicologi sostiene che l’attaccamento insicuro si sviluppi durante la prima infanzia. Si verificherebbe, dunque, come conseguenza della relazione poco sana tra il bambino e i suoi punti di riferimento durante la prima fase della vita. I primi vincoli che si stabiliscono fondano la base per le relazioni future.

“La vita non è trovare te stesso. La vita è creare te stesso.”.

-George Bernard Shaw-

Quando una relazione è basata su un attaccamento sano, si ha la certezza che il vincolo sia positivo. In altre parole, ci si aspetta il meglio dall’altro, si percepisce l’altra persona come una persona di buon cuore. L’attaccamento insicuro, al contrario, rende l’aspettativa completamente opposta: ci si aspetta che l’altro abbandoni o tradisca. Questo tipo di attaccamento può prendere tre diverse forme che analizzeremo nei prossimi paragrafi.

L’attaccamento insicuro disorganizzato

L’attaccamento insicuro disorganizzato consiste in un tipo di vincolo proprio di coloro che hanno subito degli abusi durante l’infanzia. Di norma, persone che sono rimaste sole e senza supporto nei momenti difficili, oppure casi in cui le figure educative/dominanti hanno fatto ricorso alla punizione fisica per intimidirle. È anche il caso in cui i genitori/tutor hanno avuto un atteggiamento ambivalente nei confronti dei figli, non offrendo dei punti di riferimento chiari tipici di chi ha il compito di proteggere. Ad esempio, mostrandosi talvolta affettuosi per poi diventare aggressivi o negligenti, d’improvviso e senza sapere perché.

Chi ha avuto genitori del genere tende a ripetere lo stesso atteggiamento da adulto. Queste persone non riescono a mantenere un alto livello di costanza e coerenza nelle loro azioni, così come nei loro pensieri o nelle emozioni che manifestano. Passano dalla sottomissione all’aggressività, oppure dalla vicinanza al distacco con una facilità che sconcerta. Loro stessi non sanno che cosa gli succede.

Quando la relazione con gli altri o con qualcuno in particolare diventa molto angosciante, è facile che queste persone presentino una reazione inaspettata, che perdano la connessione con le loro emozioni e comincino ad agire come robot. È la loro maniera errata di affrontare la propria angoscia.

L’attaccamento insicuro ambivalente

La caratteristica principale dell’attaccamento insicuro ambivalente è l’intensità con la quale si vivono le contraddizioni di una relazione. Come in tutti i casi di attaccamento insicuro, anche in questo caso la base scatenante sono genitori contraddittori che portano il bambino a non sapere mai cosa aspettarsi.

Da adulti, queste persone mostrano la fortissima necessità di mantenere in vita i vincoli con gli altri. Hanno anche un grande bisogno di affetto. Le relazioni con gli altri sono estremamente intense e caratterizzate da dipendenza e dalla necessità di approvazione, così come da un’eccessiva sensibilità al rifiuto.

Quando instaurano una relazione, difficilmente abbandonano il sospetto che qualcosa vada male. Mettono grande enfasi sui problemi e poca sugli aspetti positivi. Tutte le relazioni generano in loro angoscia e non è per questo raro che fuggano o evadano. Possono cadere nelle dipendenze, nell’autolesionismo o in atteggiamenti simili.

L’attaccamento insicuro evitante

Per quanto riguarda l’attaccamento insicuro evitante, il tratto più prominente è la difficoltà a stabilire vincoli di vicinanza con gli altri, e al tempo stesso un profondo dolore emotivo per il fatto di non riuscirci. Queste persone tendono a sviluppare una falsa autonomia: sono indipendenti, ma entrano allo stesso tempo in uno stato di profonda angoscia quando sentono che qualcuno si sta avvicinando a loro.

Di solito fanno fatica a riconoscere le proprie emozioni. A volte dicono di essere interessati a qualcosa, pur smentendosi con il loro atteggiamento. Può accadere anche il contrario: affermano che qualcosa o qualcuno non li aggrada, ma fanno trasparire tutto l’opposto. Non lo fanno di proposito, hanno semplicemente difficoltà a riconoscere le loro emozioni.

Generalmente, l’attaccamento insicuro evitante deriva da un’infanzia caratterizzata da una forte distanza emotiva con i propri punti di riferimento. Il bambino non ha ricevuto sostegno, nemmeno quando ne aveva più bisogno. Probabilmente, questo atteggiamento da parte dei genitori è stato giustificato con la scusa di responsabilizzare il bambino attraverso la distanza. La verità, però, è che crescere in questo modo fomenta nel bambino la sfiducia negli altri, l’impossibilità di credere che qualcuno possa appoggiarlo o sostenerlo.

Tutte le forme di attaccamento insicuro implicano dei limiti, specialmente sul piano affettivo. Esiste la possibilità di invertire questo modello relazionale, ovvero tramite il riconoscimento del proprio atteggiamento, delle sue cause e delle sue conseguenze. Sì, è possibile superare questo problema e mantenere una vita emotiva molto più piena.