Aura umana: leggenda o realtà?

Chiunque pensi che l'aura umana sia reale, la reputa la "energia personale" che cambia colore a seconda dello stato d'animo o della vita spirituale. Ritiene anche che la fotografia Kirlian ne sia la prova. Ma è davvero così o si tratta di leggenda?
Aura umana: leggenda o realtà?

Ultimo aggiornamento: 31 marzo, 2021

Il concetto di aura umana è avvolto nel mistero. La credenza popolare la definisce come un’energia che circonda il corpo e che cambia in base a diversi fattori. Potrebbe dirsi anche una sorta di essenza che si contamina o che si sporca, e questo spiegherebbe -in parte e per alcuni- per quale motivo siamo in cattivi rapporti con gli altri o perché i problemi ci “perseguitano”.

Secondo le convinzioni popolari, l’aura potrebbe corrispondere a ciò che chiamiamo anima o spirito. Di fatto, c’è chi sostiene di poter osservare un’anima che si allontana dal corpo quando muore una persona. Inoltre, si pensa che l’aura umana abbia un colore, ma che questo sia impercettibile per le “persone comuni”.

Solo alcuni sembrano in grado di percepirla. A questo proposito, è stato ideato un dispositivo noto come camera di Kirlian con la quale sembrerebbe possibile fotografare l’aura. Cosa c’è di sicuro in tutto questo? Si tratta solo di un mito o ci sono prove tangibili di questo fenomeno?

I miti sono più potenti della realtà.

-Albert Camus-

Foto tridimensionale.

L’aura umana

Sin dall’antico Egitto si iniziò a rappresentare una sorta di aureola intorno alla parte superiore delle divinità. Questo elemento le identificava come esseri divini o illuminati. La tradizione venne tramandata ad altre culture e per questo anche i santi cattolici li vediamo rappresentati in modo analogo.

C’è un aspetto che attira l’attenzione: anche nelle culture lontane, come in quella degli aztechi in Messico, si faceva allo stesso modo. Le figure sacre o i personaggi importanti venivano rappresentati con quell’elemento luminoso sulle teste. Gli artisti di popoli così diversi e e lontani si erano forse messi d’accordo?

Il primo a parlare direttamente di aura umana è stato Paracelso, nel XVI secolo. La descrisse come una sfera di fuoco, o “palla ignea”, che sembrerebbe farsi più evidente di pari passo con lo stato evolutivo della persona. Nel 1911 il dottor J. Kilner disse di aver trovato il modo per vedere l’aura e giungere, grazie a essa, alla diagnosi di malattie.

La macchina fotografica di Kirlian

I coniugi Semyon Davidovich e Valentina Krisona Kirlian sono stati gli inventori della famosissima camera Kirlian, nel 1939. Erano certi che questo strumento fosse in grado di fotografare l’aura umana. Questo dispositivo è stato presentato come la prova scientifica dell’esistenza dell’aura, strumento che oggi è disponibile in versione moderna.

Le foto catturate con la macchina Kirlian sono immagini che replicano il famoso effetto della corona intorno al soggetto. Si ipotizza che l’aura sia questa. Tuttavia, questo contorno luminoso può essere perfettamente spiegato con l’aiuto della fisica di base. Non è altro che una reazione dell’aria all’applicazione di un voltaggio elevato.

La prova principale che la macchina fotografica di Kirlian non fotografava l’aura umana, bensì fosse responsabile di un fenomeno fisico, sta nel fatto che quando catturava le immagini nel vuoto non compariva il cosiddetto effetto corona. Vale a dire che non si presentava alcuna aura né nulla di simile.

Verità e bugie

Nel 1996, la Fondazione Educativa James Randi, ente dedicata a provare l’inesistenza di fenomeni paranormali, realizzò un esperimento interessante riguardo l’aura umana. Menzionò in un programma televisivo una donna che giurava di essere in grado di vedere l’aura delle persone. Il test venne condotto in diretta e dal vivo.

Venne coinvolto un gruppo di 10 persone dal pubblico e venne chiesto loro di posizionarsi dietro uno schermo opaco, oltretutto anche traslucido. Venne quindi domandato alla donna se vedesse o meno l’aura di quelle persone e la veggente rispose di sì. Quindi, le si domandò quali dei volontari erano in piedi e quali seduti. Il successo delle sue risposte sfiorò appena il 40%.

Aura umana.

Tuttavia, un gruppo di genetisti dell’Università di Stanford (California, Stati Uniti) riuscì a definire una sorta di “nuvola personale” che tutti noi abbiamo e che chiamarono esposoma. Tuttavia, questo campo non è costituito da “energia”, bensì da elementi chimici, microrganismi e altri elementi. Insomma, tutti questi andrebbero a formare una sorta di “orbita personale”:

Possiamo osservare l’esposoma con gli strumenti adatti e definirne la composizione. Si tratta di una sorta di “atmosfera personale” che accompagna ognuno di noi ovunque, apportando informazioni importanti per individuare i tratti associati alla salute. Un fenomeno fisico, chimico e biologico, che poco o nulla ha a che fare con il mito dell’aura umana.

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  • Parra, A. (2008). La” visión del aura” como experiencia alucinatoria en individuos no-clinicos. Psico-USF, 13(2), 277-286.