Autoesigenza e disturbi psicologici

Sebbene l'autoesigenza cosciente sia essenziale nella nostra crescita personale, il perfezionismo disfunzionale o eccessivo risulta dannoso per la nostra salute fisica e mentale.
Autoesigenza e disturbi psicologici

Ultimo aggiornamento: 11 dicembre, 2021

Sebbene sia importante fissare obiettivi e sforzarsi di raggiungerli, spingere la propria ambizione all’estremo può essere molto dannoso per la nostra salute. Un’eccessiva autoesigenza, legata al perfezionismo disfunzionale, può generare disagio psicologico, sensi di colpa e frustrazione.

In questo articolo, esploreremo alcune cause dell’autoesigenza eccessiva, i disturbi psicologici che ne derivano e le strategie per arrestare questa tendenza.

Cos’è l’autoesigenza?

L’autoesigenza si manifesta nel modo in cui dirigiamo il nostro comportamento verso il raggiungimento di obiettivi irrealistici o verso l’adempimento di standard autoimposti troppo rigidi ed esigenti.

Ciò si traduce in insoddisfazione per quanto si sta facendo, incapacità di riconoscere i successi e una forte e dannosa tendenza all’autocritica.

Allo stesso modo, le persone troppo esigenti e perfezioniste tendono a valutare le proprie prestazioni utilizzando criteri assoluti come riferimento. In altre parole, sentono di aver agito bene o male senza valutare oggettivamente altri fattori che possono interferire con i successi e fallimenti.

Chi tende a esigere troppo da sé ha spesso un’autostima instabile e mutevole. Per esempio, può passare molto rapidamente dall’orgoglio e dalla gioia alla frustrazione e alla rabbia.

D’altra parte, per le persone troppo perfezioniste, la convalida esterna può essere molto importante, temendo potenziali valutazioni negative.

In sintesi, l’autoesigenza e il perfezionismo sono caratteristiche multidimensionali per cui si ambisce a standard di prestazione eccessivamente elevati; d’altro canto, provocano ansia per la possibilità di non soddisfare gli stessi.

L'uomo pensa preoccupato.

A cosa si deve l’autoesigenza?

Essendo una caratteristica multidimensionale della personalità, l’autoesigenza può avere cause diverse in relazione alle nostre particolari storie di vita.

In primo luogo, questa forma di perfezionismo può essere appresa, dunque può dipendere dalle norme culturali o familiari secondo cui siamo stati educati.

Per esempio, i genitori potrebbero aver sopravvalutato i voti scolastici o essere stati troppo severi nella distribuzione degli obblighi e del tempo libero. Queste dinamiche apprese durante l’infanzia possono essere protratte nella vita adulta e favorire modelli di autoesigenza nocivi.

Oltre a quanto sopra, esigere troppo da se stessi può anche dipendere dalla storia personale. Potrebbe essere legato a un momento in cui sentiamo che avremmo potuto sforzarci di più per raggiungere un obiettivo.

Naturalmente, queste forme disfunzionali di perfezionismo possono anche essere il frutto di relazioni interpersonali. Forse a un certo punto ci siamo paragonati a qualcuno e volevamo imitarlo, oppure abbiamo sentito che era necessario spingerci oltre per appartenere a un gruppo o essere accettati dal partner.

Che effetto può avere essere esigente?

La scarsa o nessuna flessibilità nei criteri costruiti può essere fonte di sofferenza. Essere eccessivamente esigenti può causare depressione e ansia perché si sente di non essere abbastanza bravi e ciò influisce sulla percezione del valore personale.

Questo può avere un impatto negativo sull’autostima, il che porta a essere troppo competitivi oppure a provare sentimenti di isolamento che possono influenzare le relazioni affettive.

Alti livelli di autoesigenza, inoltre, possono portare all’inazione. È possibile che la natura irraggiungibile dei nostri standard finisca per paralizzare a causa della paura del fallimento.

A causa di ciò, si perderanno valide opportunità e non si sfrutterà il proprio tempo nel migliore dei modi; il tutto alimenterà il ciclo di recriminazioni perché l’azione non corrisponde al modello idealizzato costruito.

Infine, è anche possibile che ne risenta anche il corpo. Lo stress che spesso accompagna l’autoesigenza può causare disagi come insonnia, disturbi gastrointestinali, stanchezza costante e tensione muscolare.

Donna stressata.

È possibile modificare questo comportamento?

La tendenza all’autoesigenza viene appresa, in tal senso è suscettibile a modifiche. Un primo passo è cambiare il modo in cui parliamo a noi stessi.

Sostituire “devo” con un educato “vorrei” può trasformare progressivamente il modo in cui valutiamo la nostra performance. È il primo passo per vedere in un altro modo il riflesso che il nostro specchio interno ci restituisce.

Valorizzare i nostri risultati e riconoscere lo sforzo per raggiungerli può essere un’altra strategia per gestire il nostro perfezionismo. Ricordiamo che ci sono espressioni di autoesigenza salutari, poiché guidano verso gli obiettivi, permettono di riconoscere e trasformare gli errori e favoriscono la crescita personale.

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