Il perfezionismo sul posto di lavoro è un difetto

2 Dicembre 2019
Il perfezionismo è uno di quei tratti che vengono visti con approvazione, potremmo dire persino con ammirazione. Eppure, molto spesso, le persone che lo incarnano non ne sono esattamente orgogliose, visto che a volte si sentono schiave del proprio affanno, finendo per compiere errori o dimenticanze.

Il perfezionismo sul posto di lavoro viene considerato spesso una virtù. In effetti, molte persone menzionano questa abilità durante un colloquio di lavoro. Tuttavia, ricercare il controllo di ogni piccolo dettaglio e della perfezione potrebbe essere considerato, al contrario, un difetto.

Quando una persona perfezionista si mette a lavorare, è possibile notare quanto questa abilita possieda più aspetti negativi che positivi. Per esempio, spesso non rispetterà le scadenze.

L’articolo I workaholic vanno incontro a quattro disturbi psichiatrici affronta il tema del perfezionismo in quanto dipendenza psicologica che definisce che “la paura del fallimento impone un controllo estremo, un alto livello di impegno e un’intolleranza agli errori”. Per questo motivo, oggi scopriremo cosa significa davvero essere una persona perfezionista.

Lavorare al pc

Il perfezionismo sul posto di lavoro causa problemi di salute

Un aspetto importante dei lavoratori perfezionisti è che finiscono per soffrire di problemi di salute. Tra loro sono frequenti ansia e stress, eppure ne esistono altri:

  • Difficoltà a delegare sul posto di lavoro. Questo si traduce in un carico maggiore di responsabilità che si traduce in più ore per poter portare a termine i propri compiti.
  • Incapacità nel risolvere i problemi in modo più efficace, per la mancanza di chiarezza provocato dall’eccessivo carico di lavoro.
  • Maggiori sforzi per relazionarsi agli altri, visto che il lavoro occupa il 100% del tempo della persona perfezionista, il che riduce le sue abilità sociali.
  • Intolleranza agli errori, visto che la persona ripassa più volte ogni dettaglio affinché tutto sia perfetto (anche se è impossibile).

Questi sono alcuni dei problemi che possono derivare dal perfezionismo. Il sovraccarico di lavoro, l’impossibilità di delegare e non avere tempo per relazionarsi ad altre persone sono alcuni dei motivi per i quali possono insorgere stress e ansia.

A queste emozioni bisogna aggiungere la difficoltà di godersi il tempo libero, visto che il lavoro occupa sempre la mente di questi individui. In seguito a ciò, possono sentirsi impazienti, irritabili e persino manifestare una visibile mancanza di attenzione verso le proprie necessità, come indica il nostro articolo sulla dipendenza dal lavoro.

Le persone perfezioniste dormono meno, si dimenticano di fare attività fisica e persino di prendersi cura della propria alimentazione.

La depressione scatenata dall’eccessivo controllo

Come sostenuto in diversi articoli sulla personalità perfezionista e sulla depressione, l’estremo perfezionismo può dare origine a indecisioni o a schemi comportamentali troppo rigidi e dal controllo eccessivo, che potrebbero favorire o sfociare in depressione.

Sebbene il perfezionismo sul lavoro sia associato a persone con obiettivi ambiziosi, caratterizzate dal desiderio di miglioramento, lavoratori a cui non importa fare straordinari, quando arriva il momento della verità, scopriamo un comportamento nocivo.

L’intolleranza agli errori può provocare problemi di autostima e, al contempo, un’elevata pretesa può sfociare in depressione.

Non tollerare l’errore genera frustrazione. Le persone perfezioniste tendono inoltre a cercare l’approvazione degli altri e l’opinione sui risultati è sempre soggettiva. Facciamo un esempio.

Immaginiamo una persona esperta nel fabbricare e nel montare porte in legno. Lo fa da molti anni, è perfezionista, si concentra su ogni dettaglio e non rientra nella data di consegna prevista perché vuole assicurarsi che la porta sia perfetta. Potrebbe succedere che a un cliente il risultato non piaccia. Allora, tutte quelle pretese verso se stesso rafforzeranno, e di molto, il senso di inadeguatezza. 

Donna stressata al lavoro

Si può smettere di essere perfezionisti?

Forse siamo giunti al punto più importante ed è sapere se è possibile attenuare il perfezionismo sul posto di lavoro, in modo da minimizzare le conseguenze. Quel che è certo è che si può; il punto è che bisogna cercare aiuto e, soprattutto, essere coscienti del fatto che si tratta di un problema, un limite.

Quando una persona è perfezionista e ne patisce le conseguenze, il primo passo è cercare l’aiuto di un professionista. Questi si occuperà di pianificare l’intervento migliore, lo stesso che in molti casi si concentrerà sui problemi di autostima che possono alimentare questa “ossessione”. Una persona che vuole avere il controllo e che ricerca la perfezione, in genere ha un’autostima molto bassa.

Allo stesso tempo, al perfezionista possono essere dati strumenti per rilassarsi, abbassando così i livelli di dispendio energetico e ansia in quei contesti in cui questi tratti si manifestano maggiormente. Con pazienza e molti sforzi, una persona perfezionista può non soffrire più le conseguenze di questo atteggiamento. Credete di essere maniaci del perfezionismo? Se la risposta è sì, quali problemi vi ha causato?

Il perfezionista soffre ogni volta che commette un errore.

-Anonimo-

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