Benching: manipolare per mantenere vivo l’interesse

· 10 aprile 2018

Con l’avvento dei social network, le relazioni affettive hanno subito alcuni cambiamenti. I colpi di fulmine si misurano tramite cuori su Instagram, e un “mi piace” su Facebook da parte di qualcuno che ci interessa può cambiarci la giornata. Termini come ghosting o benching sono all’ordine del giorno e indicano pratiche che sono l’emblema della vigliaccheria.

In una società caratterizzata dalla dipendenza dalla tecnologia come la nostra, non c’è da stupirsi che molte storie d’amore nascano sul web. Dopo qualche conversazione su WhatsApp, è abbastanza scontato che due persone decidano di incontrarsi per un caffè o una birra, inaugurando così l’inizio di una storia d’amore (o di non-amore).

Quello che a volte può sembrare facile, però, spesso finisce per complicarsi. Può capitare che dopo un paio di appuntamenti una delle due persone si renda conto di non essere interessata e non trovi le parole per dirlo. A volte l’imbarazzo e l’egoismo portano a mettere in pratica il ghosting: sparire senza dare spiegazioni.

In tal modo, la persona in questione non risponde più alle chiamate e ai messaggi. L’altro scopre di essere stato cancellato o bloccato su tutti i social senza alcun motivo. La disperazione, la rabbia e lo sconforto si impadroniscono del malcapitato, che non capisce il perché di quello che gli sta succedendo.

Che cos’è il benching?

Come il ghosting, il benching è un modo per uscire da una relazione senza confrontarsi con l’altra persona. La differenza principale rispetto al ghosting, è che chi applica il benching continua a mantenere i contatti con l’altro per manipolarlo.

Coppia abbracciata

Il termine benching deriva dalla parola inglese bench e ha il significato metaforico di “lasciare qualcuno in panchina”. L’obiettivo di chi lo mette in pratica è semplice: approfittarsi di una persona con la quale non desidera avere una relazione seria continuando a mantenerne vivo l’interesse nei propri confronti. Messa in atto perché vi è una terza persona che interessa davvero o perché non si vogliono avere legami, la tecnica del benching è sempre più comune.

All’inizio, vivere in una sorta di eterna incertezza può anche essere piacevole. Non sapere cosa ci riserverà il futuro e se l’altro sia davvero interessato a noi può essere stimolante, ma in questi termini la relazione rischia di diventare platonica. E alla lunga, può generare malessere e dolore in chi attende. L’edonismo a senso unico raramente ha esito positivo.

“Se amarti significa rinunciare all’amore per me stesso, il mio legame con te può dirsi tossico: non mi interessa”

-Walter Riso-

Come rendersi conto di essere vittima di benching

Ci mette giorni a rispondervi

A volte quando ci piace qualcuno, tardiamo a rispondergli. Non vogliamo rompere la magia iniziale o che pensi che siamo troppo disponibili. È piuttosto normale, dunque, tardare un po’ nel rispondere a qualcuno che consideriamo speciale.

Quello che invece dovrebbe essere inaccettabile è un ritardo di giorni o settimane. Se la persona che frequentate si comporta in questo modo, tenetevi sull’attenti. Se fosse davvero interessato, non ci metterebbe così tanto a rispondervi (a meno che non gli sia successo qualcosa di grave), perché avrebbe paura di perdervi.

Vi lusinga, ma un attimo dopo vi ignora

È piuttosto comune che l’altro provi ad adularvi dal punto di vista fisico e caratteriale. Vi dice che siete speciali, unici attraenti, diversi. In tal modo lavora sulla vostra autostima, quando in realtà l’obiettivo è aumentare la sua. Vuole che abbiate bisogno di lui/lei, che non possiate vivere senza.

Al contempo, però, vi ignora. Crea in voi una sensazione di ambiguità e confusione, di paura di perderlo. È a questo punto che emerge una certa dipendenza dall’altro.

Coppia che esercita benching

Alle domande scomode risponde in maniera evasiva

Può esservi capitato di chiedere più volte chiarimenti sul vostro rapporto, ma lui/lei appare incapace di avviare una discussione in tal senso e cerca di eludere qualsiasi argomento correlato. Magari vi dedica un mare di apprezzamenti, ma non è mai trasparente su quello che prova.

In questo caso sappiate che il suo unico obiettivo è mantenervi sulle spine, in attesa di un piano migliore. Non gli interessa come vi sentite voi o che dolore possa provocarvi con il suo comportamento: il suo unico interesse è se stesso. Ha così paura di rimanere da solo, senza nessuno da alimentare il suo ego, che è incapace di vedere al di là dei suoi occhi.

Chi mette in atto il benching vuole assicurarsi una “riserva in panchina” per paura di restare solo.

Amare se stessi può proteggere dal benching

In ogni relazione di coppia è necessario stabilire alcuni parametri che indichino cosa siamo disposti ad accettare. Se la vostra relazione è stata chiara e onesta fin dall’inizio, forse siete giunti alle conclusioni sbagliate.

Ci sono persone, infatti, che già all’inizio di una storia chiariscono la loro intenzione di frequentare anche altri al di fuori della coppia. Alla lunga, però, può succedere che il partner si renda conto di non essere adatto o disponibile a tollerare un rapporto del genere, e che questo causi a lui/lei più dolore che vantaggi. Se è la vostra situazione, non state subendo benching, semplicemente c’è una mancanza di comunicazione con l’altro. Accettare una relazione che non vi fa stare bene non è un problema degli altri, bensì vostro.

Se invece vi sentite presi in giro o tenuti all’oscuro di qualcosa, non mancate di far sentire la vostra voce. Dovete amare voi stessi in modo da capire che è sempre meglio soli che male accompagnati.