Billy Elliot: combattere il pregiudizio ballando

Il film "Billy Elliot" è passato alla storia del cinema per aver combattuto i pregiudizi e costruito una società migliore. Per un bambino, il mondo degli adulti può diventare ostile, ma la sua voglia di avverare i suoi sogni riesce ad abbattere qualsiasi barriera.
Billy Elliot: combattere il pregiudizio ballando

Ultimo aggiornamento: 24 gennaio, 2022

Billy Elliot è stato uno dei film che ha aperto il nuovo millennio. Nel 2000 usciva nelle sale il film di Stephen Daldry che, senza saperlo, avrebbe portato alla ribalta un discorso che venti anni dopo è ancora di assoluta attualità.

Ha aperto il nuovo millennio perché ci ha regalato un discorso che avrebbe segnato definitivamente il futuro e rotto con il passato. Certo, c’erano già pellicole sulla tolleranza o sulla rottura degli schemi di genere, ma Billy Elliot lo ha fatto con gli occhi di un bambino che, senza pregiudizi, ha inseguito il suo sogno di diventare ballerino.

Ma quello che non sapeva è che la società gli sarebbe andata contro, gli avrebbero affibbiato un’etichetta che non lo identificava e che il suo amore per la danza lo avrebbe portato in conflitto anche con la sua famiglia.

I sogni dei bambini

L’aspetto più interessante della pellicola è, non tanto osservare i pregiudizi della società, ma come un bambino riesca a distruggere quei valori obsoleti e a insegnare alla sua famiglia il potere dell’accettazione e della tolleranza, abbandonando i pregiudizi.

Il successo del film ha catapultato il suo protagonista, Jamie Bell, alla fama; ha ispirato una canzone di Elton John, Electricity, e ha trasformato il lavoro che l’ha ispirata in un mito.

Billy Elliot è un film semplice, ma con un grande messaggio. Trionfa per la sua vicinanza, vince per la lotta individuale e per l’accoglienza familiare in un mondo pieno di pregiudizi. Traccia parallelismi tra il sistema oppressivo e l’ambiente familiare.

Grazie a un cast fantastico e a una storia semplice, ma emozionante, Daldry raggiunge il suo scopo. Ancora oggi, citiamo il suo lungometraggio come lezione di vita e di tolleranza.

Billy Elliot: contro i pregiudizi

Billy è un ragazzo che vive in una zona umile con la sua famiglia, composta dal padre, Jackie, il fratello, Tony, e la nonna. Suo padre e suo fratello rappresentano i valori che spesso associamo alla virilità.

Dopo la morte della madre, la famiglia è piombata in una situazione molto complicata e sopravvive con lo stipendio del fratello e del padre che sono minatori. Da parte sua, la nonna, nonostante la sua età avanzata, sembra a volte avere rimpianti di giovinezza ricordando il suo passato di aspirante ballerina.

Billy Elliot è un film che ci invita a mettere da parte i pregiudizi. Nasciamo liberi dal pregiudizio, è la società che ci modello fino ad adattarci a schemi prestabiliti. Oggi, per fortuna, i ruoli di genere sono sempre meno evidenti, ma all’inizio del millennio, l’impronta del pregiudizio era all’ordine del giorno.

Non è solo un film su un ragazzo che vuole ballare, mondo riservato alle ragazze, ma piuttosto ci invita a perseguire i nostri sogni indipendentemente dall’etichetta che è stata essi assegnata. Né il calcio è solo per ragazzi né il ballo è solo per ragazze.

Di fronte a un padre che lo iscrive alla boxe, Billy si ribella e decide di dedicare il suo tempo alla danza, anche se questo porta al ridicolo e alla discriminazione da parte di chi lo circonda.

È particolarmente interessante notare come il film insista nel distruggere i pregiudizi, dal momento che sembra quasi naturale associare il desiderio di Billy di voler essere un ballerino all’omosessualità. Nulla di più lontano dalla verità.

Billy stringe infatti una bella amicizia con Michael, un ragazzo del suo quartiere che lo sostiene in ogni momento e che, a differenza di Billy, è interessato a vestirsi da donna ed è omosessuale.

Ancora una volta, sono gli adulti a erigere barriere, interrompere amicizie e indossare maschere sul loro vero Io. Billy non giudica mai Michael, anzi, si diverte con lui e accetta la sua omosessualità senza nemmeno menzionare l’argomento.

Ma non perché sia tabù, ma perché il pregiudizio non è qualcosa che lo definisce. Per lui, Michael è il suo migliore amico e l’amicizia viene prima di tutto.

Billy impara a ballare.

Il contesto storico e culturale

Sebbene Billy Elliot sia uscito nelle sale nel 2000 e parli di tolleranza, presenta anche un discorso politico e culturale molto interessante.

Il padre di Billy è un minatore degli anni ’80 in una cittadina della contea di Durham, nel nord dell’Inghilterra. A quel tempo Margaret Thatcher era il Primo Ministro del Regno Unito e aveva avviato una politica che avrebbe scosso il nord del paese e, più nello specifico, le classi lavoratrici.

Il governo Thatcher ha attuato dure misure economiche che hanno portato a un’elevata disoccupazione soprattutto nelle aree più industriali del paese. Presto i minatori sarebbero diventati il suo obiettivo nel tentativo di privatizzare e strappare il potere ai sindacati.

La Thatcher si è guadagnata l’inimicizia delle classi lavoratrici provocando lo sciopero dei minatori dal 1984 al 1985, periodo storico in cui si svolge l’azione del film. Insistette, inoltre, nel privatizzare e concentrare il potere a Londra.

Decisione che ancora oggi non vede il totale accordo del Regno Unito. Ma la verità è che lo sciopero non sortì effetto, dunque il thatcherismo è emerso come il grande vincitore.

Sebbene il film abbia la passione di Billy per la danza come filo conduttore, è profondamente segnato dal movimento minerario caduto sotto il potere della Thatcher.

L’importanza dello sciopero è presente in tutto il film, anche se a volte alcuni minatori come il padre di Billy sono stati costretti a chinare la testa e andare al lavoro. In una relazione tra oppressore e oppresso, gli oppressi hanno poco o niente da fare.

Il padre di Billy, con suo grande dispiacere, decide di andare a lavorare. Un’azione che, vista solo dal punto di vista della tolleranza, sembra essere semplicemente un segno d’amore di un padre verso suo figlio. Ma nell’ottica del contesto storico in cui si svolge l’azione, ci travolge.

Non vediamo più un padre che lotta per il futuro del figlio, ma un padre che lancia sassi sul proprio tetto per dare a suo figlio un futuro migliore. Un padre che, pregiudizi a parte, è consapevole che il figlio non avrà futuro senza il suo aiuto e, suo malgrado e di fronte a una situazione ingiusta, cede all’oppressore perché semplicemente non ha altra scelta.

Pregiudizi nella società

Vediamo questa situazione di disuguaglianza perfettamente riflessa nel momento in cui Billy e suo padre arrivano a Londra per fare le prove di ballo. Momento in cui diventa chiaro che Billy viene processato davanti a una giuria che sembra non provenire dal loro stesso mondo, nonostante si trovi a pochi chilometri di distanza.

Una ricca società londinese in contrapposizione al nord dimenticato. Pregiudizi che, a quanto pare, non erano solo nell’uomo che temeva per la virilità del figlio, ma anche nelle sfere più alte.

Pregiudizi che, senza dubbio, possono troncare i sogni, distruggere i desideri di molti e che un bambino combatte dicendo che quando balla sente il fuoco dentro. Perché il suo amore per la danza va ben oltre, ha poco o nulla a che vedere con il luogo in cui è nato, con il suo orientamento sessuale o con le dimensioni della casa in cui vive.

Insomma, Billy Elliot offre una lezione di umanità che viene dalla mano di chi non è stato ancora corrotto: i bambini.

“Non riesco a spiegarlo. Quando comincio a muovermi dimentico tutto, ed è come se scomparisse e tutto il mio corpo cambiasse, come se ci fosse del fuoco dentro. E mi vedo volare come un uccello. Ho voglia di elettricità”.

-Billy Elliot-

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