Black Mirror: la perdita di una persona cara

· 22 aprile 2018

Black Mirror è una serie britannica i cui episodi sono completamente indipendenti gli uni dagli altri, anche gli attori cambiano sempre. Non si tratta di una serie antologica nello stile di American Horror Story, ogni episodio è come un cortometraggio, con attori, personaggi e scenari completamente diversi. Le stagioni, inoltre, non seguono un ordine e non hanno lo stesso numero di episodi.

Black Mirror di solito tende a farci adottare una posizione critica sull’uso che facciamo delle nuove tecnologie. Lo fa presentando un futuro distopico o situazioni estreme.

Black Mirror: Be right back

Il primo episodio della seconda stagione di Black Mirror è intitolato Be right back (in italiano, Torna da me). In questo episodio incontriamo una giovane coppia: Martha e Ash. Ash è un uomo dipendente dai social network, fin dall’inizio vediamo come pubblica la sua vita nelle reti e ne è totalmente assorbito.

Questa dipendenza infastidisce Martha, perché anche quando gli parla o gli chiede aiuto, lui è sempre distratto dal suo smartphone e non le presta attenzione. È un ritratto piuttosto realistico dell’uso che facciamo dei social media e di come, a volte, pur in compagnia, prestiamo più attenzione al cellulare che alla persona

All’inizio dell’episodio Ash dice a Martha che sua madre, dopo la morte del fratello e del padre, aveva tolto tutte le foto che c’erano in salotto e le aveva riposte in soffitta. Nella scena successiva Ash ha un incidente stradale e muore.

Uomo che guarda il cellulare

Dopo la morte di Ash, Marta diventa apatica, non parla, non piange… Durante il funerale un’amica inizia a parlarle di una strana applicazione che la aiuterà ad “affrontare” la perdita, Martha reagisce con rabbia, vive uno stato di negazione. Tuttavia, alla fine accetterà il suggerimento dell’amica.

L’applicazione in questione è in grado di “ridare” la vita, perché esegue un monitoraggio completo di tutti i dati di una persona in rete e può riprodurre il suo modo di parlare con totale precisione. Ash era dipendente dai social network, motivo per cui è l’individuo perfetto da recuperare, con più informazioni e più precisione nella riproduzione delle sue parole.

Commenti di persone online

Martha inizia a chiacchierare con “Ash” ed è stupita da come sia esattamente uguale al suo fidanzato. L’applicazione le dice che può riprodurre la voce di Ash, così iniziano a parlare al telefono.

La perdita di una persona cara è sempre dura, può essere molto difficile accettarla e, a volte, è necessario chiedere un aiuto professionale. Martha nega la morte e, di fronte a questa negazione, sorge la possibilità di resuscitare Ash, motivo per cui accetta di entrare in una spirale molto rischiosa.

Il lutto in Black Mirror

Il lutto è un processo lento e doloroso che richiede un grande sforzo, ma è necessario affrontarlo e passare attraverso tutte le sue fasi per superarlo con successo. Accettare che una persona cara sia morta non significa dimenticarla, i nostri cari possono vivere nella nostra memoria, ma è necessario guardare al futuro e accettare la perdita per poter andare avanti.

Martha ha l’opportunità di “non dover dire addio”, di far rivivere Ash e, in un momento così delicato, la accetta. Può essere un po’ inquietante vedere questo episodio, ma molto probabilmente molti di noi cadrebbero in tentazione se si presentasse l’opportunità di posticipare l’addio.

Martha si chiude in sé stessa e mette da parte i vivi, dimenticando anche gli appuntamenti presi. Un momento chiave è quando Martha ha un attacco di ansia dopo aver rotto accidentalmente il telefono che usa per parlare con Ash. In quel momento sente di averlo perso di nuovo, che Ash l’ha lasciata di nuovo. Ed è a questo punto che l’applicazione le dice che può fare un ulteriore passo avanti.

“La vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi”

-Cicerone-

Questo ulteriore passo consiste nel comprare una bambola bionica che assumerà le sembianze di Ash, parlerà come lui e, in definitiva, ne sarà un clone. Tuttavia, è pur sempre un robot, privo di sentimenti, e Martha inizia a stancarsi. Quella che a prima vista sembrava una buona idea, ora le suscita rifiuto.

Martha scopre poi di essere incinta, il che renderà ancora più difficile per lei accettare la sua perdita. La notizia della gravidanza le causa rifiuto e tristezza perché non le è possibile viverla con Ash.

Alla fine la copia di Ash sarà troppo per Martha, che finirà per affrontare la situazione. Ash è morto e non si può tornare indietro, quindi Martha chiude la sua copia in soffitta, proprio come aveva fatto la madre di Ash con le fotografie dei suoi defunti. Alla fine dell’episodio la vediamo alcuni anni dopo con sua figlia, la ragazza si rivolge ad Ash chiamandolo con il suo nome e non papà perché è una copia di suo padre. Pensa come lui, parla come lui ed è come lui, ma è davvero Ash?

Coppia

Black Mirror e le nuove tecnologie

La serie è incentrata principalmente sull’uso delle nuove tecnologie, ma questo episodio merita particolare attenzione perché è più umano e vicino allo spettatore.

Che uso facciamo dei social network? In che misura siamo protetti su internet? L’applicazione è stata in grado di ricreare accuratamente Ash, il suo modo di parlare, la sua voce, i suoi gusti… Anche il suo aspetto fisico, sì, ma quello di una bella giornata, nella migliore delle sue versioni perché, come spiegato dalla copia di Ash, carichiamo tutti le nostre foto migliori sui social network.

Vale la pena di riflettere: l’immagine che diamo di noi su internet è un’immagine reale o è un miraggio? Mostriamo solo quello che vogliamo vedere e la competizione per essere i migliori in tutto è palpabile. Ogni volta che condividiamo qualcosa in rete, vi resterà fino alla fine del mondo virtuale e, di conseguenza, vi rimarrà una parte di noi. In un certo senso i social network sono uno strumento di immortalità.

Donna che guarda il computer portatile

L’applicazione sa tutto di Ash, ovvero tutte le informazioni che aveva condiviso non erano davvero protette, perché un’applicazione esterna è stata in grado di sapere tutto di lui. Se pensiamo al numero di persone che accedono quotidianamente ai social network ci rendiamo conto che queste informazioni sono infinite e non sappiamo fino a che punto possano essere protette.

La creazione della copia avviene in una vasca buia e fredda, qualcosa ci anticipa già che non tutto sarà perfetto, che vedremo una sorta di mostro di FrankensteinQuesta risurrezione ha un lato oscuro che va oltre il superamento della perdita della persona amata, perché ci induce anche a chiederci come e in che misura siamo consapevoli dell’impatto che i social network hanno sulle nostre vite.

“La vita non è che un’ombra che cammina”

-William Shakespeare-