Bob Dylan, biografia di una leggenda

07 dicembre, 2019
Bob Dylan è attualmente un musicista di culto. Ha trasformato la musica pop convenzionale in creazioni letterarie. Ha interpretato il mondo attuale da una prospettiva che meraviglia e commuove. Si può dire che è una leggenda vivente.

Bob Dylan è uno dei musicisti più influenti del XX e il XXI secolo. Incarna, inoltre, il più controverso Nobel per la letteratura mai assegnato nella storia. La sua musica, che è poesia, e la sua poesia, che è musica, hanno segnato la cultura popolare degli Stati Uniti e del mondo. È considerato un’icona della controcultura pop.

Dylan ha fortemente richiesto a uno dei suoi numerosi biografi di chiarire di non aver preso il nome dal poeta Dylan Thomas, come in molti credevano. A suo dire, l’ispirazione è venuta da un personaggio di una serie di cowboy, di nome Matt Dillon. Il poeta ha affermato che “la poesia di Dylan Thomas è per la gente che non è realmente soddisfatta a letto, per gente che scava nel romanticismo maschile”.

“Non una volta ho avuto il tempo di chiedermi: “Le mie canzoni sono letteratura?”. Dunque ringrazio l’Accademia svedese, per essersi disturbata a prendere in considerazione questa specifica domanda e, in ultimo, per aver dato una risposta così meravigliosa.”

-Bob Dylan-

La musica di Bob Dylan è complessa e affascinante. Affonda le sue radici nei ritmi più diversi come quelli del rock, folk, country, blues e jazz. Ma l’aspetto più affascinante è rappresentato dai suoi testi, con i quali ha esplorato temi sociali, politici, letterari, filosofici e spirituali. Tutto ciò gli ha conferito una personalità unica nel mondo della musica e a cui si deve il Nobel ricevuto.

Bob Dylan, un ragazzo semplice

Bob Dylan è nato a Duluth (Minnesota, Stati Uniti), il 24 maggio del 1941. Il suo vero nome è Robert Allen Zimmerman. Proviene da una famiglia ebrea, di origine ucraina da parte paterna e lituana da parte materna. La storia della sua famiglia affondano le sue radici anche in Turchia.

Dylan visse nella sua città natale fino all’età di 6 anni. In quegli anni, suo padre si ammalò di poliomielite e la famiglia decise di trasferirsi nella città natale di sua madre, Hibbing, un luogo dove il tempo sembrava essersi fermato. Bob Dylan lo descrisse come un posto in cui “la cultura si basava soprattutto su circhi e carnevali, predicatori e piloti, spettacoli per boscaioli e comici, bande musicali e programmi radiofonici eccezionali”.

Qui suo padre aveva un negozio di apparecchiature elettriche il giovane Bob ottenne il suo primo lavoro come spazzino. A Hibbing frequentò il liceo e conobbe i suoi primi amori, Gloria ed Encho, che ispirarono i suoi primi versi e poesie. Sempre in quella città imparò la musica e formò le prime band delle quali fece parte.

Un cambiamento fondamentale

Dylan frequentò per breve tempo l’Università del Minnesota. Abbandonò gli studi alla fine del primo anno e si trasferì a New York. Lì conobbe il vero volto dell’America. Fece le sue prime esibizioni al Café Wha? interpretando i temi del suo grande idolo, Woody Guthrie. Del resto, era stato Guthrie, con il suo lavoro, a ispirarlo a intraprendere quel viaggio incerto.

Dylan apprese enormemente in quel periodo, anche se non riuscì ad avere successo in senso stretto. Era come una spugna: osservava, analizzava, deduceva. Voleva conoscere ogni cosa. Voleva approfondire i diversi ritmi e coltivare la sua formazione. Era anche un grande lettore. Divorò gli autori greci, Kant, Whitman, Ezra Pound, T. S. Eliot, Ginsberg, Shelley, Poe e William Burroughs, tra gli altri.

Poi incontrò John Hammond, un talent scout dall’occhio esperto. Questi lo mise in contatto con Albert Grossman, un manager che provava vera devozione per quel ragazzo di 20 anni che trasudava talento. Nei successivi quattro anni crearono dei veri capolavori e Dylan raggiunse la fama.

Un artista unico

Nel 1965 Bob Dylan ottenne definitivamente la sua consacrazione. La canzone Like a Rolling Stone, dello stesso anno, venne definita la migliore canzone del XX secolo da diverse riviste americane. Dylan plasmò un’identità inconfondibile che si riflette nei nove album prodotti in quel decennio. Non c’è stato e non c’è nessuno come lui.

Ha profondamente rivoluzionato la musica pop convenzionale. I suoi testi sono autentiche poesie e la sua musica è una raffinata combinazione di suoni. Si è concesso anche il lusso di affrontare questioni religiose e di ottenere comunque inaspettati successi. Ha ottenuto un pubblico fedele che lo segue da decenni, cosa non così comune per i vari artisti.

L’assegnazione del premio Nobel per la letteratura nel 2016 ha sollevato un gran polverone. Era la prima volta che tale premio veniva assegnato a un musicista pop. Tuttavia, sono in molti a pensare che sia un premio assolutamente meritato. A tal proposito, Leonard Cohen ha affermato quello che pensano in tanti: “Premiare Bob è come dare una medaglia al monte Everest per essere il monte più alto. Non ce n’era bisogno. Dylan è così grande, che il premio è solo un dettaglio, più che ovvio”.

Scaduto, A., Pérez, A., & Flórez, J. M. A. (1975). La biografía de Bob Dylan. Ediciones Jucar.